Il Ministero della Salute ha segnalato un ulteriore richiamo per due referenze di zucca sott’olio a marchio La Favola Antica – Ferri. Il motivo è la presenza di solfiti non indicati in ეტichetta, rilevati nell’aceto di vino usato come ingrediente.

Nuovo capitolo nella serie di richiami che coinvolgono le verdure sott’olio a marchio La Favola Antica – Ferri. Dopo le segnalazioni già diffuse nei giorni scorsi, il Ministero della Salute ha pubblicato un ulteriore avviso che riguarda due prodotti a base di zucca: la versione a filetti piccanti e quella grigliata. In entrambi i casi, il problema segnalato è la presenza di solfiti non dichiarati, un elemento particolarmente rilevante per chi soffre di allergie o intolleranze specifiche.
Si tratta di un richiamo precauzionale che coinvolge più formati e diversi lotti, distribuiti sul mercato con scadenze differenti. Anche in questa circostanza, come già accaduto per altri prodotti dello stesso marchio, l’invito rivolto ai consumatori allergici ai solfiti è chiaro: evitare il consumo e riportare le confezioni al punto vendita. Per chi non presenta questa sensibilità, invece, non risultano criticità.
I lotti interessati dal richiamo
Il provvedimento riguarda due referenze ben precise, entrambe prodotte dall’azienda Ferri Sas di Ferri Pietro, nello stabilimento di viale Europa 126/F a Spoltore, in provincia di Pescara. Il marchio di identificazione del sito produttivo è AA000657041PEIT.
I prodotti oggetto dell’allerta sono i seguenti:
- Zucca a filetti piccanti sott’olio, in vasi da 900 grammi, lotto 06/05/26, TMC 28/11/2027; e in vasetti da 250 grammi, lotto 23/01/26, TMC 28/07/2027.
- Zucca grigliata sott’olio, in vasi da 900 grammi, lotto 26/11/25, TMC 28/05/2027; e in vasetti da 300 grammi, lotto 04/02/26, TMC 28/08/2027.
Secondo quanto riportato nell’avviso, l’anomalia riguarda l’aceto di vino impiegato come ingrediente, nel quale sono stati riscontrati solfiti non segnalati in etichetta. Un dettaglio che può sembrare minimo, ma che per le persone allergiche fa la differenza tra un consumo sicuro e un rischio da non sottovalutare.

Un nuovo episodio nella lunga serie di avvisi
Questo richiamo non arriva da solo. Nei giorni precedenti, infatti, il Ministero della Salute aveva già reso noti altri 11 prodotti ritirati dal mercato, sempre a marchio La Favola Antica – Ferri, tra verdure e funghi sott’olio. Anche in quel caso il motivo era lo stesso: la presenza di solfiti non dichiarati. La vicenda, dunque, sembra inserirsi in una sequenza più ampia di controlli e successive comunicazioni al pubblico.
Resta tuttavia un punto poco chiaro: tutti gli avvisi risultano datati 22/10/2026, ma vengono pubblicati in momenti differenti. Si tratta ormai della quarta diffusione separata di richiami collegati allo stesso marchio, un aspetto che genera inevitabilmente domande tra i consumatori e tra chi segue con attenzione i temi della sicurezza alimentare. Perché non pubblicare tutto insieme? E soprattutto, quanto è importante una comunicazione tempestiva quando si parla di allergeni?
La sequenza dei richiami evidenzia quanto sia delicata la gestione delle informazioni sugli alimenti confezionati. Un’etichetta incompleta, soprattutto quando coinvolge allergeni, può avere conseguenze concrete per una fascia di pubblico molto ampia. Per questo motivo il Ministero continua a diffondere gli avvisi, così da garantire la massima trasparenza possibile lungo tutta la filiera.
Le raccomandazioni per i consumatori
In via precauzionale, l’azienda invita chi è allergico ai solfiti a non consumare le confezioni appartenenti ai lotti indicati. Chi ha acquistato uno dei prodotti richiamati può riportarlo al punto vendita, dove sarà possibile ottenere la sostituzione o il rimborso secondo le modalità previste dal singolo esercente. È una misura semplice, ma essenziale per ridurre ogni rischio.
Per tutte le altre persone, invece, la zucca sott’olio oggetto del richiamo può essere consumata senza problemi. La raccomandazione, però, resta la stessa: controllare sempre lotto e termine minimo di conservazione prima di aprire un prodotto, soprattutto quando si parla di conserve e alimenti già pronti, nei quali la tracciabilità è fondamentale.
Dal 1° gennaio 2026 Il Fatto Alimentare ha segnalato 231 richiami e ritiri, per un totale di 517 prodotti di aziende e marchi differenti. Un dato che conferma quanto sia intensa l’attività di monitoraggio sul fronte della sicurezza alimentare. Per consultare tutti gli avvisi di richiamo, i ritiri e le revoche pubblicati, è possibile fare riferimento all’archivio dedicato.

