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Richiamo per quattro prodotti a base di zucca La Favola Antica: solfiti non indicati in etichetta

Richiamo per quattro prodotti a base di zucca La Favola Antica: solfiti non indicati in etichetta
Photo by Vanessa Loring – Pexels
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Il Ministero della Salute ha segnalato quattro richiami alimentari per prodotti a marchio Ferri – La Favola Antica. Il motivo è la presenza di solfiti nell’aceto di vino utilizzato, sostanze che non risultano dichiarate in etichetta.

Richiamo per quattro prodotti a base di zucca La Favola Antica: solfiti non indicati in etichetta
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Il tema dei richiami alimentari torna al centro dell’attenzione con un nuovo avviso pubblicato sul sito del Ministero della Salute il 28 ottobre 2026. Questa volta riguarda quattro prodotti a base di zucca commercializzati con il marchio Ferri – La Favola Antica, per i quali è stata rilevata una mancata indicazione in etichetta dei solfiti presenti nell’aceto di vino impiegato nella preparazione. Un dettaglio tutt’altro che secondario, soprattutto per chi soffre di allergie o intolleranze.

Si tratta, in particolare, di due varianti di zucca grigliata sott’olio e due di zucca a filetti piccanti sott’olio, distribuite in formati diversi. La criticità, spiegano le schede di richiamo, non riguarda la qualità del prodotto in sé, ma la corretta informazione al consumatore: secondo la normativa europea sugli allergeni, la presenza di solfiti deve essere sempre evidenziata con chiarezza.

Quali sono i prodotti richiamati

I richiami interessano quattro referenze a marchio Ferri – La Favola Antica:

  • Zucca a filetti piccanti sott’olio da 900 grammi
  • Zucca grigliata sott’olio da 300 grammi
  • Zucca a filetti piccanti sott’olio da 250 grammi
  • Zucca grigliata sott’olio da 900 grammi

Tutti i prodotti sono stati segnalati per la stessa motivazione: i solfiti contenuti nell’aceto di vino non sarebbero stati riportati in etichetta. Un’omissione che può sembrare marginale, ma che ha un peso rilevante in termini di sicurezza alimentare, perché i solfiti possono provocare reazioni indesiderate nelle persone sensibili.

Nel caso specifico della zucca grigliata sott’olio da 300 grammi, il Ministero riporta il lotto di produzione 04/02/26 e il termine minimo di conservazione fissato al 28 agosto 2027. Il prodotto è commercializzato da Ferri S.a.s. di Ferri Piero, con stabilimento in viale Europa 126/F a Spoltore, in provincia di Pescara.

Vale la pena ricordare che i richiami alimentari non devono essere letti come un allarme generalizzato, ma come uno strumento di tutela. Quando emerge un’irregolarità nell’etichettatura, l’obiettivo è informare rapidamente i consumatori potenzialmente esposti, così da evitare rischi evitabili.

Richiamo per quattro prodotti a base di zucca La Favola Antica: solfiti non indicati in etichetta
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Perché i solfiti non dichiarati sono un problema

La presenza di solfiti negli alimenti non è di per sé insolita. Queste sostanze possono essere impiegate in diversi contesti produttivi e, in alcuni casi, derivare dagli ingredienti utilizzati nella preparazione. Il punto decisivo, però, è un altro: se sono presenti oltre una certa soglia o comunque in condizioni previste dalla normativa, devono essere indicati chiaramente in etichetta.

Chi è allergico o particolarmente sensibile ai solfiti può andare incontro a disturbi anche importanti. Per questo la trasparenza dell’informazione alimentare è essenziale. In assenza di una corretta segnalazione, il consumatore non è nelle condizioni di fare una scelta consapevole. Ed è proprio qui che entra in gioco il richiamo, che ha lo scopo di prevenire possibili conseguenze per la salute.

Il Ministero della Salute raccomanda infatti a chi è allergico ai solfiti di non consumare i prodotti interessati e di riportarli al punto vendita. Una misura prudenziale che riguarda tutti i lotti segnalati negli avvisi ministeriali. Per chi ha già acquistato confezioni di questi prodotti, la verifica dell’etichetta e della corrispondenza con i dati del richiamo è quindi il primo passo da fare prima del consumo.

Cosa devono fare i consumatori e dove controllare

La raccomandazione è semplice ma importante: prima di portare a tavola questi prodotti, è bene controllare con attenzione marchio, formato, lotto e termine minimo di conservazione. Le informazioni riportate nelle schede ministeriali sono decisive per capire se la confezione in proprio possesso rientra tra quelle interessate dal richiamo.

Nel dubbio, il comportamento più corretto resta quello indicato dalle autorità: non consumare il prodotto, conservarlo integro e restituirlo al punto vendita. In questo modo si riduce qualsiasi rischio per chi è allergico ai solfiti e si facilita la gestione del richiamo da parte della distribuzione.

L’episodio si inserisce in un quadro più ampio di allerte alimentari che periodicamente compaiono sul portale del Ministero della Salute. Tra le segnalazioni recenti figurano anche il richiamo di un lotto di salsiccia Napoli dolce e salsiccia piccante per possibile rischio Escherichia coli e quello di un lotto di acqua minerale San Zaccaria per la possibile presenza di Pseudomonas aeruginosa, un batterio che può provocare infezioni. Sono avvisi diversi, ma accomunati dallo stesso obiettivo: proteggere il consumatore e garantire una corretta informazione.

In un mercato alimentare sempre più attento alla sicurezza e alla tracciabilità, casi come questo ricordano quanto sia importante leggere le etichette con precisione e seguire le comunicazioni ufficiali. Bastano pochi controlli per evitare problemi, soprattutto quando si parla di allergeni.