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Due nuovi richiami alimentari segnalati dal Ministero della Salute: formaggio a latte crudo e pesto rosso De Cecco

Due nuovi richiami alimentari segnalati dal Ministero della Salute: formaggio a latte crudo e pesto rosso De Cecco
Photo by Magda Ehlers – Pexels
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Il Ministero della Salute ha pubblicato due avvisi di richiamo: un formaggio trentino per rischio microbiologico e un pesto rosso destinato all’estero per la presenza di un allergene non indicato in etichetta.

Due nuovi richiami alimentari segnalati dal Ministero della Salute: formaggio a latte crudo e pesto rosso De Cecco
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Il Ministero della Salute ha diffuso due nuove segnalazioni di richiamo alimentare, entrambe da tenere sotto osservazione. Il primo riguarda un formaggio a latte crudo del Trentino, ritirato dal mercato per la presenza di un batterio potenzialmente pericoloso. Il secondo interessa un lotto di pesto rosso a marchio De Cecco, richiamato per un errore di etichettatura legato a un allergene non dichiarato.

Si tratta di due casi diversi, ma accomunati dalla stessa raccomandazione: non consumare i prodotti coinvolti e riportarli al punto vendita, se già acquistati. Una misura prudenziale, certo, ma necessaria quando si parla di sicurezza alimentare e corretta informazione al consumatore.

Il richiamo del formaggio a latte crudo Formae Val di Fiemme

Il primo avviso pubblicato dal Ministero riguarda un lotto di Formae Val di Fiemme, formaggio a latte crudo tipico del Trentino, prodotto dal Caseificio Sociale Val di Fiemme Cavalese. Il motivo del richiamo è la rilevazione di Escherichia coli STEC, un batterio individuato in seguito a un prelievo ufficiale effettuato dal servizio veterinario.

Il prodotto interessato è venduto in forme appartenenti al lotto 26053. L’azienda produttrice è il Caseificio Sociale Val di Fiemme Cavalese Sca, con stabilimento in via Nazionale 9, a Ville di Fiemme, in provincia autonoma di Trento. Il marchio di identificazione UE riportato è IT 4211.

I formaggi a latte crudo sono prodotti apprezzati per il loro profilo aromatico e per la tradizione casearia che rappresentano. Proprio per questo, però, richiedono particolare attenzione lungo tutta la filiera. La presenza di un microrganismo come STEC rende il richiamo un passaggio indispensabile per prevenire possibili rischi per la salute, soprattutto nelle categorie più vulnerabili.

Due nuovi richiami alimentari segnalati dal Ministero della Salute: formaggio a latte crudo e pesto rosso De Cecco
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Il pesto rosso De Cecco richiamato per un allergene non dichiarato

Il secondo provvedimento riguarda invece un pesto rosso a marchio De Cecco, richiamato dal produttore per la presenza di noci non dichiarate sull’etichetta adesiva applicata ai barattoli destinati ai mercati esteri. In particolare, il problema interessa le versioni con etichetta in lingua olandese e portoghese (Brasile).

Il prodotto è venduto in vasetti di vetro da 200 grammi, con numero di lotto 07225288data di produzione 15/10/2025 e termine minimo di conservazione (TMC) 05/2027. L’azienda che ha prodotto il pesto è Delizie di Riviera, per conto di F.lli De Cecco di Filippo Fara San Martino Spa. Lo stabilimento si trova in frazione Ceparana, a Bolano, in provincia di La Spezia.

L’assenza dell’indicazione dell’allergene rappresenta un elemento rilevante, soprattutto per chi soffre di allergie o intolleranze. In questi casi, anche un dettaglio apparentemente secondario può fare la differenza. Ecco perché il richiamo assume un valore preventivo fondamentale: il prodotto, infatti, potrebbe non essere sicuro per tutti i consumatori.

Perché il Ministero ha pubblicato anche il richiamo del pesto destinato all’estero

Resta un punto interessante: non è del tutto chiaro perché il Ministero della Salute abbia deciso di pubblicare anche questo secondo provvedimento, visto che il pesto è destinato esclusivamente ai mercati esteri, in particolare Paesi Bassi e Brasile. È possibile, però, che il prodotto sia comunque arrivato in Italia attraverso canali paralleli, come alcuni siti di e-commerce o la distribuzione del cosiddetto mercato parallelo.

In pratica, la pubblicazione dell’avviso serve a informare nel modo più ampio possibile, evitando che un alimento potenzialmente non conforme venga consumato da persone allergiche o sensibili. Quando si tratta di etichette e ingredienti, la trasparenza non è un dettaglio: è una garanzia essenziale.

Per precauzione, dunque, chiunque abbia acquistato uno dei prodotti indicati è invitato a non consumarlo e a restituirlo al punto vendita. Questa è la soluzione più semplice e sicura per tutelare la propria salute e per seguire correttamente le indicazioni delle autorità.

Dal 1° gennaio 2026, Il Fatto Alimentare ha segnalato 125 richiami e ritiri, per un totale di 322 prodotti appartenenti a marchi e aziende diverse. Per consultare tutti gli avvisi di richiamo, i ritiri e le revoche, è possibile verificare l’elenco aggiornato delle segnalazioni.