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Listeria, nuovi richiami per carpaccio di salmone e formaggio di pecora: i dettagli del Ministero

Listeria, nuovi richiami per carpaccio di salmone e formaggio di pecora: i dettagli del Ministero
Photo by Miel Protacio – Pexels
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Dopo il maxi richiamo di cornetti surgelati, il Ministero della Salute ha segnalato due nuovi avvisi precauzionali: coinvolti un carpaccio di salmone a marchio Carthago e un formaggio di pecora della Val Camastra a marchio I Sapori del Parco, entrambi per la possibile presenza di Listeria monocytogenes.

Listeria, nuovi richiami per carpaccio di salmone e formaggio di pecora: i dettagli del Ministero
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Nel fine settimana sono arrivati altri due richiami alimentari che meritano attenzione. Oltre al già ampio richiamo dei cornetti surgelati, il Ministero della Salute ha infatti pubblicato due nuove segnalazioni relative a prodotti potenzialmente contaminati da Listeria monocytogenes. Si tratta di un carpaccio di salmone e di un formaggio di pecora, entrambi ritirati in via precauzionale dal mercato.

La notizia è importante perché la Listeria rappresenta un rischio da non sottovalutare, soprattutto per alcune categorie di persone più vulnerabili, come anziani, donne in gravidanza, bambini piccoli e soggetti immunodepressi. In casi come questi, il richiamo non va letto come un semplice avviso burocratico, ma come una misura concreta di tutela della salute pubblica.

Richiamo del carpaccio di salmone Carthago

Il primo prodotto segnalato dal Ministero è un lotto di carpaccio di salmone (Salmo salar) a marchio Carthago. Il richiamo è stato disposto direttamente dal produttore e riguarda confezioni skin da 100 grammi.

I dati da controllare con attenzione sono precisi: il numero di lotto è 261663441 e la data di scadenza è 30/06/2026. Chiunque abbia acquistato questo prodotto dovrebbe verificare subito l’etichetta, perché il rischio riguarda esclusivamente il lotto indicato.

Il carpaccio richiamato è stato prodotto da Carthago Srl, nello stabilimento di via del Commercio 2, a Cavignasco, nella città metropolitana di Milano. Il marchio di identificazione dello stabilimento è IT B3T2X CE.

In questi casi la raccomandazione è sempre la stessa, ma resta fondamentale: non consumare il prodotto se corrisponde ai dati del richiamo. Meglio non aprire dubbi inutili e riportarlo immediatamente al punto vendita, dove potrà essere restituito senza problemi.

Listeria, nuovi richiami per carpaccio di salmone e formaggio di pecora: i dettagli del Ministero
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Formaggio di pecora della Val Camastra: attenzione al lotto richiamato

Il secondo avviso diffuso dal Ministero riguarda un formaggio di pecora della Val Camastra a marchio I Sapori del Parco. Anche in questo caso si tratta di un richiamo precauzionale dovuto alla possibile presenza di Listeria monocytogenes.

Il prodotto è commercializzato in due formati: forme intere da circa 3 kg e porzioni in fette da circa 600 grammi. Il lotto interessato è il 17/04/2026, con due diverse date di scadenza a seconda della confezione: 27/04/2027 per le forme intere e 08/11/2026 per il prodotto porzionato.

Il formaggio richiamato è stato realizzato da Videtta Vincenzo nello stabilimento di contrada Parco snc, ad Abriola, in provincia di Potenza. Il marchio di identificazione è CE IT 17 105.

Anche in questo caso, il consiglio è di controllare con cura la confezione, soprattutto se il prodotto è stato acquistato di recente o conservato in frigorifero insieme ad altri alimenti. La prudenza, davanti a un richiamo per Listeria, è sempre la scelta migliore.

Cosa fare se si è acquistato uno dei prodotti richiamati

Per entrambi gli alimenti, il Ministero della Salute raccomanda di non consumare i prodotti con i numeri di lotto indicati. Le consumatrici e i consumatori che li hanno in casa possono restituirli al punto vendita d’acquisto, seguendo le istruzioni del negozio.

Si tratta di una misura semplice, ma essenziale. I richiami alimentari servono proprio a ridurre il più possibile il rischio per i consumatori, soprattutto quando il problema riguarda microrganismi come la Listeria monocytogenes, che possono comportare conseguenze serie se il prodotto contaminato viene ingerito.

Nel frattempo, resta utile tenere d’occhio gli aggiornamenti ufficiali: dal 1° gennaio 2026, Il Fatto Alimentare ha segnalato 123 richiami e ritiri, per un totale di 320 prodotti provenienti da aziende e marchi diversi. Un numero che conferma quanto sia importante prestare attenzione alle notifiche pubblicate dalle autorità e verificare sempre etichette, lotti e date di scadenza.

Chi vuole consultare l’elenco completo degli avvisi può farlo direttamente nella sezione dedicata ai richiami, ai ritiri e alle revoche. In ogni caso, la regola resta una sola: se il prodotto coincide con quello segnalato, meglio non rischiare.