Home » News » Vitamina B1 e intestino: lo studio che collega la tiamina alla frequenza delle evacuazioni

Vitamina B1 e intestino: lo studio che collega la tiamina alla frequenza delle evacuazioni

Vitamina B1 e intestino: lo studio che collega la tiamina alla frequenza delle evacuazioni
Photo by angelicavaihel – Pixabay
Lettura: 4 minuti

Un’ampia indagine genetica internazionale individua nella vitamina B1 un fattore chiave per la motilità intestinale. Dalla genetica ai questionari alimentari, ecco cosa emerge e perché potrebbe cambiare l’approccio ai disturbi più comuni dell’intestino.

Vitamina B1 e intestino: lo studio che collega la tiamina alla frequenza delle evacuazioni
Photo by PDPics – Pixabay

Una vitamina poco citata quando si parla di intestino potrebbe avere un ruolo decisivo nella frequenza delle evacuazioni. Si tratta della vitamina B1, o tiamina. I ricercatori hanno prima scandagliato i meccanismi biologici che regolano la motilità intestinale, individuando un collegamento con il metabolismo di questa sostanza. Poi hanno incrociato i dati genetici con le abitudini alimentari: chi consuma più alimenti ricchi di tiamina – come legumi, cereali e uova – tende ad andare in bagno più spesso rispetto a chi ne assume meno.

Il dato non è marginale. Alterazioni della motilità sono alla base di disturbi diffusi come stitichezza, diarrea e sindrome dell’intestino irritabile. Se il legame venisse confermato, una dieta bilanciata o un’integrazione mirata potrebbero diventare strumenti utili per migliorare la qualità della vita di molte persone.

Lo studio internazionale e l’analisi di 270.000 genomi

A guidare la ricerca è stato un team internazionale coordinato da scienziati italiani dell’Università LUM di Casamassima e del Laboratorio di genetica gastrointestinale CIC bioGUNE – BRTA di Derio, in Spagna. Tra gli istituti coinvolti figurano l’Università di Oxford, la Fondazione basca per la scienza, l’Istituto per la genetica e la ricerca biomedica del CNR di Cagliari, l’Università di Napoli Federico II e il CEINGE.

Il gruppo, sotto la direzione del professor Mauro Damato, ha cercato varianti genetiche associate alla frequenza della defecazione. In pratica, quali differenze nel DNA distinguono chi ha un transito più rapido da chi lo ha più lento? Per rispondere, sono stati analizzati i dati genetici di circa 270.000 individui di origine europea e asiatica, identificando geni e circuiti biologici coinvolti nel controllo dell’attività intestinale.

Vitamina B1 e intestino: lo studio che collega la tiamina alla frequenza delle evacuazioni
Photo by angelicavaihel – Pixabay

Le 21 regioni del genoma e il ruolo della tiamina

Attraverso uno studio di associazione genomica multiancestry (GWAS), i ricercatori hanno individuato 21 regioni del genoma correlate alla frequenza delle evacuazioni, dieci delle quali mai segnalate prima. Sono emersi percorsi già noti, come quelli legati agli acidi biliari e alla segnalazione nervosa che coordina le contrazioni dell’intestino. Ma l’elemento più sorprendente riguarda i geni SLC35F3 e XPR1, associati al metabolismo della vitamina B1.

Per verificare il collegamento, il team ha esaminato i questionari alimentari di circa 100.000 partecipanti della UK Biobank. Il risultato? Un maggiore apporto di vitamina B1 si associa a un numero più elevato di evacuazioni. Un dato che si inserisce in un contesto più ampio: uno studio di Systems Biology di Seattle ha indicato come “ideale” una frequenza di 1 o 2 evacuazioni al giorno, legata a un microbiota equilibrato e a un buono stato di salute generale.

Cos’è la tiamina e quali prospettive apre la ricerca

Ma perché la vitamina B1 potrebbe influenzare l’intestino? L’Istituto Humanitas ricorda che è una vitamina idrosolubile, quindi non accumulabile e da assumere regolarmente con l’alimentazione. Si trova in particolare in legumi, cereali, uova, lieviti e carne di maiale. Partecipa alla trasformazione del glucosio in energia – è coinvolta nel ciclo di Krebs – e sostiene la trasmissione degli impulsi nervosi e il tono muscolare.

Una carenza può provocare deperimento, problemi cardiaci, danni neurologici e, nei casi estremi, lesioni vascolari e coma. Al contrario, come sottolinea Humanitas, “non si registrano problemi dovuti a un eccesso di assunzione di vitamina B1, o tiamina, perché le dosi eccedenti vengono eliminate dal nostro organismo, in tempi rapidi dall’assunzione, per via urinaria.”

I risultati dovranno essere confermati con ulteriori studi sperimentali e clinici, ma le prospettive sono concrete. “I problemi di motilità intestinale sono alla base della sindrome dell’intestino irritabile (IBS), della stitichezza e di altri disturbi comuni della motilità intestinale, ma la biologia sottostante è molto difficile da definire. Questi risultati genetici evidenziano percorsi specifici, in particolare la vitamina B1, come piste testabili per la prossima fase di ricerca, inclusi esperimenti di laboratorio e studi clinici attentamente progettati”, ha chiosato il professor Damato in un comunicato stampa.

Lo studio, intitolato “Genetic dissection of stool frequency implicates vitamin B1 metabolism and other actionable pathways in the modulation of gut motility”, è stato pubblicato sulla rivista scientifica Gut. Prima di modificare la propria dieta o ricorrere a integratori, resta comunque fondamentale confrontarsi con il medico o con uno specialista della nutrizione.