Home » News » Richiamati semi di lino e formaggio di pecora: doppio allerta del Ministero della Salute

Richiamati semi di lino e formaggio di pecora: doppio allerta del Ministero della Salute

Richiamati semi di lino e formaggio di pecora: doppio allerta del Ministero della Salute
Photo by Vie Studio – Pexels
Lettura: 5 minuti

Due nuovi avvisi di richiamo riguardano un lotto di semi di lino per eccesso di acido cianidrico e tutti i lotti di un formaggio di pecora per possibile presenza di Listeria monocytogenes. Ecco i dettagli e cosa fare se li avete acquistati.

Richiamati semi di lino e formaggio di pecora: doppio allerta del Ministero della Salute
Photo by Vie Studio – Pexels

Il Ministero della Salute ha segnalato due nuovi richiami alimentari che interessano prodotti molto diversi tra loro, ma accomunati da un fattore decisivo: la sicurezza dei consumatori. Da un lato ci sono i semi di lino a marchio ApnaBaba, ritirati per un rischio chimico legato alla presenza di acido cianidrico oltre i limiti consentiti. Dall’altro, il richiamo precauzionale di un formaggio di pura pecora Tuma San Giorz, disposto per la possibile presenza di Listeria monocytogenes, un batterio che può rappresentare un serio pericolo per la salute.

Si tratta di due segnalazioni importanti, perché coinvolgono alimenti che possono arrivare facilmente sulle tavole di molte famiglie. E proprio per questo, in casi come questi, la rapidità nel diffondere l’avviso e la prudenza dei consumatori diventano fondamentali. Ma quali sono i prodotti interessati e come bisogna comportarsi se li si ha già in casa?

Richiamo dei semi di lino: rischio chimico per eccesso di acido cianidrico

Il primo avviso riguarda un lotto di semi di lino (alsi) a marchio ApnaBaba, oppure AliBaba, richiamato dall’operatore per un problema di sicurezza chimica. Secondo quanto indicato nel provvedimento, il prodotto contiene acido cianidrico in quantità superiore ai limiti previsti. Non è un dettaglio da poco: questa sostanza, infatti, può liberare cianuro, un composto tossico che agisce sul sistema nervoso e su quello respiratorio.

I semi di lino interessati dal richiamo sono confezionati in pacchi da 400 grammi. Il termine minimo di conservazione, che coincide con il numero di lotto segnalato, è 20/06/2027. In altre parole, chi ha acquistato una confezione con questa data dovrebbe controllarla con attenzione e non consumare il prodotto.

Il richiamo è stato pubblicato anche con l’indicazione del confezionatore: Fresh Tropical by Jawad. Lo stabilimento si trova in SP 170 n. 231, a Marcallo con Casone, nella città metropolitana di Milano. L’informazione è utile non solo per identificare con precisione il lotto coinvolto, ma anche per distinguere questo richiamo da eventuali altri prodotti simili presenti sugli scaffali o nelle dispense.

Quando si parla di alimenti contaminati da sostanze chimiche oltre soglia, la parola d’ordine è una sola: evitare ogni consumo. Non basta osservare il prodotto o affidarsi all’odore, perché il problema non è percepibile in modo diretto. Se la confezione corrisponde ai dati riportati nel richiamo, il consiglio è di riportarla al punto vendita.

Richiamati semi di lino e formaggio di pecora: doppio allerta del Ministero della Salute
Photo by Juliano Couto – Pexels

Formaggio di pecora Tuma San Giorz: richiamo precauzionale per Listeria

Il secondo avviso diffuso dal Ministero della Salute riguarda invece il formaggio di pura pecora Tuma San Giorz. In questo caso il richiamo è precauzionale e coinvolge tutti i lotti del prodotto, a causa della possibile presenza di Listeria monocytogenes. Anche qui non siamo davanti a un’ipotesi astratta: la Listeria è un batterio che può contaminare gli alimenti e provocare infezioni anche gravi, soprattutto nelle persone più fragili, come anziani, donne in gravidanza, neonati e soggetti immunodepressi.

Il formaggio è venduto in forme intere con peso variabile tra 150 grammi e 250 grammi. Poiché il provvedimento riguarda tutti i lotti, il richiamo ha un perimetro più ampio rispetto a quello dei semi di lino. In pratica, qualsiasi confezione del prodotto in questione deve essere considerata con cautela fino a nuove indicazioni.

L’azienda che ha prodotto il formaggio è l’Azienda Agricola Marcello Gatto. Lo stabilimento di produzione si trova in Cascina Regnura, frazione Mellea 35/A, a Murazzano, in provincia di Cuneo, con marchio di identificazione UE IT R5T4Q. Si tratta di un’informazione importante per la tracciabilità del prodotto e per la gestione del richiamo da parte di distributori e consumatori.

Anche in questo caso, la raccomandazione è chiara: non consumare il formaggio richiamato. Chi lo avesse già acquistato può restituirlo al punto vendita dove è stato comprato. È una precauzione semplice, ma essenziale per ridurre qualsiasi rischio per la salute.

Cosa fare se avete acquistato i prodotti richiamati

Di fronte a un richiamo alimentare, la regola più importante è non sottovalutare l’avviso. Se in casa ci sono i semi di lino ApnaBaba con TMC 20/06/2027 oppure il formaggio di pecora Tuma San Giorz, è opportuno interromperne subito il consumo. Non è consigliabile assaggiare il prodotto per verificare se “sembra buono”: in presenza di rischi chimici o microbiologici, l’aspetto esterno può essere fuorviante.

Il comportamento corretto è semplice: conservare la confezione, controllare i dati riportati nell’avviso e riportare il prodotto al negozio per la restituzione. In genere, i punti vendita accettano il reso anche senza particolari formalità, proprio perché si tratta di un richiamo ufficiale disposto per motivi di sicurezza. Se invece il prodotto è già stato consumato e si manifestano sintomi insoliti, soprattutto dopo aver mangiato il formaggio, è opportuno consultare un medico.

Questi due nuovi richiami si inseriscono in un quadro più ampio di controlli che, nel 2026, hanno già prodotto numerose segnalazioni. Dal 1° gennaio 2026, Il Fatto Alimentare ha registrato 114 richiami e ritiri, per un totale di 244 prodotti di aziende e marchi differenti. Un dato che conferma quanto sia necessario prestare attenzione alle comunicazioni ufficiali e verificare con cura gli alimenti acquistati.

Per chi vuole restare aggiornato, è sempre utile seguire gli avvisi del Ministero della Salute e controllare periodicamente i richiami pubblicati. Una verifica rapida può fare la differenza. E in materia di sicurezza alimentare, prevenire resta sempre la scelta migliore.