Home » News » Mortadella richiamata per rischio Listeria: l’allerta del Ministero della Salute

Mortadella richiamata per rischio Listeria: l’allerta del Ministero della Salute

Mortadella richiamata per rischio Listeria: l’allerta del Ministero della Salute
Photo by Anthony Rahayel – Pexels
Lettura: 4 minuti

Il richiamo riguarda un lotto di Mortadella Nostrale prodotto dal Salumificio Pignone. L’avviso invita i consumatori a non mangiare il prodotto acquistato.

Mortadella richiamata per rischio Listeria: l’allerta del Ministero della Salute
Photo by Anthony Rahayel – Pexels

Nuova segnalazione alimentare diffusa dal Ministero della Salute: è stato disposto il richiamo di un lotto di mortadella per la possibile presenza di Listeria monocytogenes, un batterio che può causare la listeriosi. Si tratta di una misura precauzionale, ma importante, perché questa contaminazione microbiologica non va mai sottovalutata. Il prodotto coinvolto è la Mortadella Nostrale commercializzata da Salumificio Pignone di Viaggi Alessandra, realizzata nello stabilimento di via Levanto 397, Pignone (La Spezia), identificato dal marchio CE IT9-1733/L.

Il lotto interessato dal richiamo

Il provvedimento riguarda il lotto di produzione 3105, venduto in confezioni da circa 300 grammi. Nella scheda ufficiale di richiamo, pubblicata sul portale del Ministero, non risultano indicati la data di scadenza né il termine minimo di conservazione. Un dettaglio che, in casi come questo, rende ancora più utile controllare con attenzione l’etichetta del prodotto eventualmente acquistato.

Il motivo del ritiro è chiaramente indicato nell’avviso: una “non conformità microbiologica per presenza di Listeria monocytogenes”. In termini pratici, significa che il lotto non rispetta i requisiti di sicurezza attesi per la vendita al pubblico. E quando si parla di alimenti pronti al consumo, la prudenza è d’obbligo.

Per questo motivo, le autorità raccomandano ai consumatori di non consumare la mortadella interessata dal richiamo. Se il prodotto si trova già in casa, la scelta più corretta è riportarlo al punto vendita o seguire le indicazioni fornite dal supermercato o dal produttore. Meglio evitare qualsiasi rischio, soprattutto per chi appartiene alle categorie più vulnerabili.

Mortadella richiamata per rischio Listeria: l’allerta del Ministero della Salute
Photo by Adonyi Gábor – Pexels

Cos’è la Listeria monocytogenes e perché preoccupa

La Listeria monocytogenes è un batterio capace di contaminare diversi alimenti, in particolare quelli conservati o lavorati dopo la cottura. La malattia che può provocare, la listeriosi, non è sempre immediatamente riconoscibile, perché nei casi più comuni si presenta con disturbi gastrointestinali o sintomi simili a quelli di un’influenza leggera. Tuttavia, non bisogna farsi ingannare dalla sua apparente semplicità.

In alcuni soggetti, infatti, l’infezione può diventare molto seria. Le persone più esposte sono donne in gravidanza, anziani, neonati e individui con difese immunitarie compromesse. In questi casi, la listeriosi può avere conseguenze rilevanti e richiedere attenzione medica. Ecco perché ogni richiamo che coinvolge questo batterio viene trattato con grande cautela dalle autorità sanitarie.

La prevenzione passa soprattutto da due elementi: informazioni chiare e reazione tempestiva. Quando viene pubblicato un avviso di richiamo, controllare il lotto e sospendere il consumo del prodotto è il comportamento corretto. Spesso basta un piccolo gesto per evitare problemi ben più grandi. Del resto, il sistema dei richiami alimentari serve proprio a questo: intercettare il rischio prima che arrivi sulle tavole dei consumatori.

Gli altri richiami recenti pubblicati dal Ministero

Quello della mortadella non è l’unico richiamo alimentare diffuso negli ultimi giorni dal Ministero della Salute. Nelle segnalazioni più recenti compare anche il ritiro di cinque tipi diversi di ramen, prodotti in uno stabilimento non autorizzato. Una circostanza che ha spinto le autorità a intervenire in via precauzionale per tutelare i consumatori.

A fine luglio, invece, il Ministero aveva pubblicato un altro avviso particolarmente ampio: quello relativo a 60 lotti di caciocavallo fresco e a due lotti di caciotta fresca dell’Azienda Agricola Renzini Sila, ritirati per la presenza di Escherichia Coli. Nello stesso periodo era stato segnalato anche un lotto di fichi essiccati biologici a marchio Noberasco, risultato con valori di ocratossina A superiori ai limiti di legge. Una serie di episodi che conferma quanto il controllo lungo la filiera resti essenziale.

Le allerte alimentari, infatti, non vanno lette come un allarme generico, ma come uno strumento di tutela. Ogni richiamo ha una funzione precisa: avvisare il consumatore nel più breve tempo possibile e ridurre al minimo l’esposizione a un prodotto non conforme. In un mercato dove circolano centinaia di alimenti confezionati, la rapidità delle segnalazioni fa la differenza.

Per chi acquista abitualmente salumi, formaggi, prodotti pronti o confezionati, una buona abitudine è quella di consultare con regolarità il sito del Ministero della Salute e verificare i richiami pubblicati. Può sembrare un gesto secondario, ma in realtà è uno dei modi più semplici per difendere la propria sicurezza alimentare e quella della propria famiglia.