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Richiamato un lotto di pasta di acciughe Zarotti: istamina oltre i limiti, scatta l’avviso del Ministero

Richiamato un lotto di pasta di acciughe Zarotti: istamina oltre i limiti, scatta l’avviso del Ministero
Photo by alleksana – Pexels
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Il richiamo precauzionale riguarda un lotto di Pasta di Acciughe Zarotti da 60 grammi. Il Ministero della Salute invita chi lo ha acquistato a non consumarlo e a riportarlo al punto vendita per il rimborso.

Richiamato un lotto di pasta di acciughe Zarotti: istamina oltre i limiti, scatta l’avviso del Ministero
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Il Ministero della Salute ha diffuso un nuovo avviso di richiamo precauzionale che interessa un lotto di Pasta di Acciughe a marchio Zarotti. Il motivo indicato è la presenza di istamina oltre i limiti di legge, un valore che può rappresentare un rischio per la salute, soprattutto per le persone più sensibili.

L’allerta riguarda un prodotto molto comune nelle dispense domestiche, spesso usato per insaporire sughi, salse e preparazioni veloci. Proprio per questo il consiglio è semplice ma fondamentale: controllare con attenzione confezione, lotto e data di scadenza. Se il prodotto corrisponde a quello segnalato, non va consumato.

Il lotto richiamato e i dati da verificare

Il richiamo è stato pubblicato nella sezione “Avvisi di sicurezza e richiamo di prodotti alimentari” del Ministero della Salute. L’indicazione ufficiale parla di un lotto specifico di pasta di acciughe prodotto da Zarotti S.p.A., con una non conformità legata alla quantità di istamina rilevata nel campione.

Ecco i dati essenziali da controllare:

  • Prodotto / Marca: Pasta di Acciughe – Zarotti
  • Formato: 60 g (tubetto)
  • Produttore: Zarotti S.p.A.
  • Lotto: LPH 024
  • Data di scadenza / TMC: 24/07/2026
  • Motivo del richiamo: presenza di istamina oltre i limiti di legge
  • Stabilimento: Castellabate (SA), Italia
  • Marchio di identificazione: IT 126 UE

Quando un richiamo coinvolge un prodotto alimentare di largo consumo, la raccomandazione delle autorità è sempre la stessa: non improvvisare. Meglio verificare i dati con calma e, in caso di corrispondenza, evitare qualsiasi utilizzo. Anche una quantità apparentemente minima può essere sufficiente a causare fastidi in soggetti predisposti.

Il richiamo, in questo caso, è di tipo precauzionale. Questo significa che l’obiettivo non è creare allarmismo, ma prevenire possibili effetti indesiderati e tutelare i consumatori prima che il prodotto venga consumato.

Cosa fare se hai acquistato la Pasta di Acciughe Zarotti

Se in casa hai una confezione che riporta il lotto LPH 024 e la scadenza 24/07/2026, la prima cosa da fare è non consumarla. Il prodotto va riportato nel punto vendita in cui è stato acquistato, così da ottenere il rimborso o la sostituzione, secondo le modalità previste dal negozio.

In molti casi, anche senza scontrino, i rivenditori accettano comunque la restituzione del prodotto richiamato. È una procedura abbastanza frequente quando si tratta di richiami ufficiali, proprio perché il lotto è già stato identificato in modo preciso. I punti vendita, nel frattempo, devono provvedere al ritiro delle confezioni interessate dalla vendita.

Ma perché l’istamina merita tanta attenzione? Perché non si tratta di un semplice difetto qualitativo. In concentrazioni elevate, questa sostanza può provocare reazioni simili a quelle allergiche o vere e proprie forme di intossicazione alimentare. I sintomi più comuni includono:

  • mal di testa;
  • nausea;
  • rossore cutaneo;
  • vomito;
  • crampi addominali;
  • palpitazioni, nei casi più marcati.

Chi è più sensibile può reagire anche a dosi più basse. Per questo le autorità sanitarie tengono sotto controllo la presenza di istamina negli alimenti, specialmente in quelli di origine ittica.

Richiamato un lotto di pasta di acciughe Zarotti: istamina oltre i limiti, scatta l’avviso del Ministero
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Cos’è l’istamina e perché può diventare pericolosa negli alimenti

L’istamina è una sostanza naturale che può formarsi in alcuni cibi, in particolare nel pesce e nei derivati ittici, quando la conservazione non avviene in modo corretto. Temperature non adeguate, tempi di stoccaggio prolungati o una gestione non ottimale della materia prima possono favorirne l’accumulo.

Un aspetto importante da ricordare è che la cottura non elimina l’istamina. Questo significa che, se la sostanza è già presente in quantità elevate, il problema non si risolve con il calore. Ecco perché i controlli lungo la filiera alimentare sono fondamentali e perché un richiamo come questo va preso sul serio.

Quando l’organismo entra in contatto con dosi eccessive di istamina attraverso il cibo, può insorgere quella che viene definita intossicazione istaminica o sindrome sgombroide. Il nome può sembrare tecnico, ma il meccanismo è semplice: il corpo reagisce male a una sostanza che, in condizioni normali, non dovrebbe raggiungere livelli così elevati nel prodotto alimentare.

Si tratta di un tema che si inserisce più in generale nel vasto campo delle reazioni avverse legate al cibo, un argomento spesso confuso con le allergie ma che presenta caratteristiche diverse. Proprio per questo è utile informarsi, leggere con attenzione le etichette e seguire gli avvisi ufficiali quando vengono pubblicati.