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Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS): una patologia diffusa ma ancora troppo ignorata

Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS): una patologia diffusa ma ancora troppo ignorata
Photo by emrahozaras – Pixabay
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Spesso sottovalutato come semplice russamento, l’OSAS è in realtà un disturbo sistemico grave, con importanti implicazioni per la salute cardiovascolare, metabolica e neurologica. Diagnosi precoce e trattamenti mirati possono fare la differenza nella vita dei pazienti.

Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS): una patologia diffusa ma ancora troppo ignorata
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Il russare abitualmente, soprattutto in modo intenso e prolungato, non è solo un disturbo acustico per chi dorme accanto. In molti casi è il campanello d’allarme della Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS), una condizione che si manifesta con ripetute interruzioni della respirazione durante il sonno. Queste pause, spesso non percepite dal paziente, compromettono l’ossigenazione dell’organismo e la qualità del riposo notturno.

Distinguere tra russamento primario e sintomi riconducibili a OSAS è fondamentale. I dati epidemiologici parlano chiaro: in Italia, oltre il 27% della popolazione è colpita da OSAS, con una prevalenza del 49% tra gli uomini e del 23% tra le donne. Ma il dato più preoccupante è quello della sottodiagnosi: si stima che il 96% dei casi non venga mai identificato, lasciando milioni di persone esposte a gravi rischi per la salute senza ricevere alcuna cura.

Le conseguenze cliniche: un rischio per cuore, cervello e sicurezza

La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno non è solo un problema respiratorio. L’ipossia intermittente e i micro-risvegli continui attivano meccanismi di stress sistemico, aumentando la pressione arteriosa, alterando il metabolismo e compromettendo la vigilanza durante il giorno.

Nei pazienti non trattati si osservano rischi aumentati in modo significativo:

  • Doppia probabilità di incorrere in incidenti stradali;
  • Triplo rischio di incidenti sul lavoro;
  • Rischio quattro volte maggiore di ictus o malattie cardiovascolari.

Le comorbilità sono frequenti: l’OSAS è presente nel 50% dei pazienti con fibrillazione atriale, nel 70% di chi soffre di diabete e nell’80% degli obesi o di coloro con infarto pregresso. La connessione tra sonno disturbato e patologie croniche è ormai inequivocabile.

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L’importanza del sonno per la salute dell’organismo

Il sonno non è una pausa passiva, ma un processo attivo fondamentale per il mantenimento dell’equilibrio interno. Durante il riposo si verificano fenomeni cruciali come il consolidamento della memoria, la secrezione dell’ormone della crescita, la rigenerazione dei tessuti e il rafforzamento del sistema immunitario.

Le apnee notturne, interrompendo questi processi con centinaia di micro-risvegli, frammentano l’architettura del sonno. Il risultato è una compromissione della capacità di recupero dell’organismo, che si traduce in stanchezza cronica, irritabilità, difficoltà cognitive e aumento del rischio di malattie croniche.

Anche in età pediatrica, il russamento non va mai considerato normale: nei bambini, può indicare problemi respiratori ostruttivi che richiedono un intervento specialistico. In molti casi, il trattamento precoce – ad esempio con adenotonsillectomia o dispositivi ortodontici – può risolvere il problema in modo definitivo.

Trattamenti efficaci: dalla C-PAP ai dispositivi orali su misura

Intervenire precocemente sull’OSAS è essenziale per prevenire danni permanenti e migliorare la qualità della vita. Il trattamento viene scelto in base alla gravità della condizione. Nei casi più severi, la C-PAP (Continuous Positive Airway Pressure), che mantiene aperte le vie aeree con un flusso d’aria continuo, è considerata il gold standard.

Per i casi lievi o moderati, una valida alternativa sono i dispositivi di avanzamento mandibolare (MAD). Questi apparecchi orali, realizzati su misura da odontoiatri esperti, agiscono meccanicamente spostando leggermente in avanti la mandibola per evitare il collasso delle vie aeree durante il sonno.

I risultati clinici sono molto incoraggianti:

  • Riduzione del russamento nel 94% dei casi;
  • Scomparsa completa dei sintomi nel 50% dei pazienti.

I MAD presentano inoltre un grande vantaggio in termini di compliance: sono meglio tollerati e quindi utilizzati con maggiore costanza, rendendoli una scelta efficace per molti pazienti che non si adattano alla C-PAP.