Il Ministero della Salute ha diffuso l’avviso di richiamo per un lotto di cannucce di gelatina a marchio Jelly’s Kawaii. Il motivo è la presenza di E425, un additivo non autorizzato per questo prodotto e associato a un rischio di soffocamento.

Il Ministero della Salute ha segnalato il richiamo, disposto dall’operatore, di un lotto di caramelle a forma di cannucce in gelatina “Kawaii Fruity Assorted Jelly Straws” a marchio Jelly’s Kawaii. L’allerta riguarda la presenza dell’additivo alimentare non autorizzato E425 (konjac), indicato nell’avviso come elemento critico per la sicurezza del prodotto.
Secondo quanto riportato nella notifica RASFF 2026.5088, l’uso di questo additivo non è consentito in questa tipologia di alimento, perché può aumentare il rischio di soffocamento. Un dettaglio che rende il richiamo particolarmente importante, soprattutto in presenza di prodotti molto attraenti per bambini e ragazzi, ma non solo. Le confezioni interessate sono da 200 grammi, con numero di lotto 02072025 e termine minimo di conservazione (TMC) 01/07/2027.
Il lotto richiamato e l’origine del prodotto
Le cannucce in gelatina oggetto del richiamo sono state importate nell’Unione Europea dalla società PEPISCR s.r.o., con sede a Praga, in Repubblica Ceca, che a sua volta le ha ricevute dalla Cina. Si tratta quindi di un prodotto extra-UE immesso sul mercato europeo attraverso un operatore commerciale con sede comunitaria.
Il richiamo non va sottovalutato: quando un alimento contiene un additivo non autorizzato, il problema non riguarda soltanto la conformità normativa, ma anche la sicurezza concreta per i consumatori. Nel caso delle jelly straws, la questione è nota da tempo e torna ciclicamente all’attenzione delle autorità. Il formato stesso del prodotto, infatti, può favorire situazioni di pericolo se associato a ingredienti o consistenze non idonee.
Per questo motivo, l’avviso di richiamo invita a prestare massima attenzione ai dati identificativi stampati sulla confezione. Lotto e TMC sono le informazioni decisive per capire se il prodotto posseduto rientra tra quelli interessati. In caso di dubbi, la scelta più prudente resta sempre quella di non consumarlo e verificare immediatamente la corrispondenza con i dettagli comunicati dal Ministero.

Un problema già emerso in passato
Non si tratta della prima segnalazione di questo tipo. Il Ministero della Salute aveva già richiamato altri “jelly straws” per il rischio soffocamento, come avvenuto anche nel luglio 2023. E il quadro complessivo mostra una tendenza ormai ben definita: dal gennaio 2020, attraverso il sistema di allerta rapida RASFF, sono arrivate 70 notifiche legate a gelatine in coppetta, caramelle, jelly straws e perle per bubble tea.
Il tratto comune di questi avvisi è la presenza di additivi non autorizzati come konjac, carragenine e farina di semi di carrube, spesso rintracciati in prodotti provenienti dalla Cina. In questi casi, il rischio non è soltanto teorico. La consistenza particolare di alcune gelatine può infatti rendere più difficile la deglutizione e aumentare la probabilità di soffocamento, soprattutto per i consumatori più piccoli o per chi mastica e ingerisce rapidamente.
La ripetizione di questi richiami suggerisce che il tema della sorveglianza sui prodotti importati resti centrale. Può bastare un ingrediente fuori norma per trasformare uno snack apparentemente innocuo in un prodotto da ritirare dal mercato. Ecco perché le autorità sanitarie mantengono alta l’attenzione e continuano a monitorare con frequenza questa categoria di alimenti.
Cosa devono fare i consumatori
A scopo precauzionale, il Ministero raccomanda di non consumare le cannucce in gelatina con il numero di lotto e il TMC indicati nell’avviso. Chi avesse acquistato il prodotto richiamato può restituirlo al punto vendita dove è stato comprato. Una procedura semplice, ma importante, che consente di ridurre ogni possibile rischio per la salute.
In situazioni come questa, agire con tempestività è fondamentale. Non basta limitarsi a conservare la confezione: è necessario controllare con attenzione le informazioni riportate sull’etichetta e confrontarle con quelle presenti nell’avviso ufficiale. Se coincidono, il consiglio è di non aprire né consumare il prodotto.
Dal 1° gennaio 2026, Il Fatto Alimentare ha segnalato 130 richiami e ritiri, per un totale di 334 prodotti di aziende e marchi diversi. Per consultare l’elenco aggiornato degli avvisi di richiamo, dei ritiri e delle revoche è possibile vedere la raccolta dedicata. In un panorama in cui le allerte alimentari non mancano, la corretta informazione resta uno strumento essenziale per orientare i consumatori e aiutarli a compiere scelte più sicure.

