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Nuovi richiami alimentari del Ministero della Salute: formaggio a latte crudo e pesto rosso De Cecco sotto osservazione

Nuovi richiami alimentari del Ministero della Salute: formaggio a latte crudo e pesto rosso De Cecco sotto osservazione
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Due avvisi di richiamo, due prodotti diversi e un solo messaggio per i consumatori: controllare con attenzione lotto, etichetta e provenienza prima di portare in tavola ciò che si è acquistato. 

Nuovi richiami alimentari del Ministero della Salute: formaggio a latte crudo e pesto rosso De Cecco sotto osservazione
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Il Ministero della Salute ha segnalato un lotto di formaggio a latte crudo per un rischio microbiologico e un lotto di pesto rosso a marchio De Cecco per la presenza di un allergene non indicato correttamente sull’etichetta destinata ai mercati esteri.

Si tratta di due casi distinti, ma accomunati dalla stessa raccomandazione: non consumare i prodotti interessati e, se già acquistati, riportarli al punto vendita. In situazioni come queste, la prudenza non è mai eccessiva, soprattutto quando in gioco ci sono la sicurezza alimentare e la corretta informazione al consumatore.

Richiamo del formaggio a latte crudo Formae Val di Fiemme

Il primo provvedimento riguarda un lotto di Formae Val di Fiemme, formaggio a latte crudo tipico del Trentino, prodotto dal Caseificio Sociale Val di Fiemme Cavalese. L’allerta è stata pubblicata dal Ministero della Salute su segnalazione dell’operatore, dopo che un controllo ufficiale del servizio veterinario ha rilevato la presenza di Escherichia coli STEC, un batterio potenzialmente pericoloso che può causare disturbi anche seri.

Il prodotto è venduto in forme e porta il numero di lotto 26053. Lo stabilimento di produzione si trova in via Nazionale 9, a Ville di Fiemme, in provincia autonoma di Trento, con marchio di identificazione UE IT 4211. In casi come questo, il richiamo serve a intercettare rapidamente le confezioni già distribuite, riducendo il rischio per chi potrebbe averle acquistate senza essere a conoscenza del problema.

I formaggi a latte crudo, per loro natura, richiedono un’attenzione particolare lungo tutta la filiera. E quando un controllo evidenzia la presenza di microrganismi indesiderati, la decisione di ritirare il lotto diventa una misura di tutela indispensabile. Meglio verificare sempre il numero riportato sulla confezione, soprattutto se il prodotto è stato acquistato di recente in negozi specializzati o punti vendita locali.

Nuovi richiami alimentari del Ministero della Salute: formaggio a latte crudo e pesto rosso De Cecco sotto osservazione
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Pesto rosso De Cecco richiamato per allergene non indicato

Il secondo richiamo diffuso dal Ministero della Salute riguarda invece un pesto rosso a marchio De Cecco. In questo caso il problema non è microbiologico, ma legato all’etichettatura: sull’etichetta adesiva in lingua olandese e portoghese, destinata ai mercati esteri, non risulta dichiarata la presenza dell’allergene noci. Un’informazione mancata che può rappresentare un rischio concreto per le persone allergiche.

Il prodotto coinvolto è commercializzato in vasetti di vetro da 200 grammi, con numero di lotto 07225288data di produzione 15/10/2025 e termine minimo di conservazione 05/2027. Il pesto rosso richiamato è stato prodotto da Delizie di Riviera per F.lli De Cecco di Filippo Fara San Martino Spa, nello stabilimento situato in frazione Ceparana, a Bolano, in provincia di La Spezia.

Resta qualche dubbio sul motivo per cui il Ministero abbia diffuso in Italia un provvedimento riferito a un prodotto destinato in origine ai soli mercati esteri, cioè Paesi Bassi e Brasile. È possibile, tuttavia, che il lotto sia finito anche nel circuito nazionale attraverso canali online o tramite dinamiche di mercato parallelo. In ogni caso, chi avesse acquistato questo pesto rosso dovrebbe controllare con precisione l’etichetta e il lotto prima di consumarlo.

Cosa fare se si è acquistato uno dei prodotti richiamati

La raccomandazione delle autorità è chiara: non consumare i prodotti con i lotti indicati. Chi li ha già in casa può riportarli nel punto vendita dove sono stati acquistati, seguendo le indicazioni fornite dall’esercente. È una misura semplice, ma fondamentale, che consente di evitare possibili problemi di salute e di gestire correttamente il richiamo.

Nel caso del formaggio a latte crudo, il richiamo è legato a un possibile rischio microbiologico; per il pesto rosso De Cecco, invece, l’attenzione è concentrata sulla corretta dichiarazione degli allergeni. Due motivi diversi, dunque, ma lo stesso principio di fondo: quando un alimento presenta una criticità, la trasparenza dell’avviso e la rapidità del ritiro fanno davvero la differenza.

Dal 1 gennaio 2026Il Fatto Alimentare ha segnalato 125 richiami e ritiri, per un totale di 322 prodotti appartenenti a aziende e marchi differenti. Per consultare l’elenco completo degli avvisi di richiamo, dei ritiri e delle revoche, è possibile accedere alla sezione dedicata del sito.