Segnalato un richiamo precauzionale per alcuni lotti di caciocavallo fresco e caciotta fresca a latte crudo dell’Azienda Agricola Renzini Sila. L’attenzione è rivolta alla possibile presenza di Escherichia coli STEC/VTEC nel latte di massa.

Il Ministero della Salute ha diffuso un nuovo avviso di richiamo precauzionale che riguarda due prodotti caseari freschi dell’Azienda Agricola Renzini Sila: caciocavallo fresco e caciotta fresca, entrambi a latte crudo. La decisione è stata presa dopo il riscontro di Escherichia coli STEC/VTEC nel latte di massa prelevato il 20/07/2026. Si tratta, come spesso accade in questi casi, di una misura di tutela adottata per ridurre ogni possibile rischio per i consumatori.
I prodotti coinvolti sono stati immessi in commercio con una serie di lotti ben precisa. Per chi acquista formaggi freschi, controllare l’etichetta diventa quindi fondamentale. Il richiamo interessa sia forme intere da 1,5 kg di caciocavallo fresco, sia forme da 900 grammi di caciotta fresca, entrambe con data di scadenza a tre mesi dalla produzione. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i lotti segnalati e cosa fare se li si ha già in casa.
I lotti di caciocavallo fresco interessati dal richiamo
Il richiamo riguarda 60 lotti di caciocavallo fresco venduti in forme intere da 1,5 kg. I numeri di lotto corrispondono alle rispettive date di produzione e coprono un arco temporale ampio, dal 24/04/2026 fino al 16/07/2026.
Di seguito i lotti indicati nell’avviso: 24/04/2026, 27/04/2026, 28/04/2026, 30/04/2026, 04/05/2026, 05/05/2026, 06/05/2026, 07/05/2026, 10/05/2026, 11/05/2026, 12/05/2026, 13/05/2026, 14/05/2026, 16/05/2026, 18/05/2026, 19/05/2026, 20/05/2026, 21/05/2026, 22/05/2026, 23/05/2026, 25/05/2026, 26/05/2026, 27/05/2026, 28/05/2026, 29/05/2026, 30/05/2026, 31/05/2026, 01/06/2026, 03/06/2026, 04/06/2026, 08/06/2026, 09/06/2026, 10/06/2026, 11/06/2026, 13/06/2026, 14/06/2026, 15/06/2026, 16/06/2026, 17/06/2026, 18/06/2026, 20/06/2026, 22/06/2026, 23/06/2026, 24/06/2026, 25/06/2026, 27/06/2026, 29/06/2026, 30/06/2026, 01/07/2026, 02/07/2026, 03/07/2026, 06/07/2026, 07/07/2026, 08/07/2026, 09/07/2026, 11/07/2026, 13/07/2026, 14/07/2026, 15/07/2026 e 16/07/2026.
L’indicazione della data di scadenza, pari a tre mesi, aiuta a circoscrivere il periodo di commercializzazione dei prodotti. Chiunque abbia acquistato uno di questi formaggi dovrebbe quindi verificare con attenzione la confezione prima del consumo. In presenza di dubbi, meglio agire con prudenza.

Caciotta fresca richiamata: due lotti sotto osservazione
L’avviso del Ministero della Salute comprende anche due lotti di caciotta fresca dell’Azienda Agricola Renzini Sila, confezionata in forme da 900 grammi. In questo caso i lotti interessati sono soltanto due: 07/05/2026 e 10/05/2026, anch’essi corrispondenti alle date di produzione e con scadenza fissata a tre mesi.
Anche se il numero dei lotti è più contenuto rispetto al caciocavallo fresco, la raccomandazione resta la stessa: non consumare i prodotti coinvolti. Quando si parla di formaggi a latte crudo, infatti, l’attenzione deve essere massima, soprattutto in presenza di una possibile contaminazione microbiologica. Non si tratta di allarmismo, ma di prevenzione.
L’azienda produttrice, l’Azienda Agricola Renzini, ha realizzato sia il caciocavallo sia la caciotta richiamati. Lo stabilimento si trova in località Canalicchi, a Bocchigliero, in provincia di Cosenza, ed è identificato dal marchio 018CS0981C. Un dato utile per riconoscere con precisione l’origine dei prodotti segnalati.
Cosa fare se si possiede uno dei prodotti richiamati
La raccomandazione diffusa è chiara: non consumare i prodotti appartenenti ai lotti indicati. Chi li avesse già acquistati può riportarli nel punto vendita dove è stato effettuato l’acquisto, così da procedere con la restituzione secondo le indicazioni del negozio.
Il richiamo è stato disposto in via cautelativa, ma la presenza di Escherichia coli STEC/VTEC nel latte di massa rappresenta un elemento che non va sottovalutato. Ecco perché le autorità sanitarie invitano a controllare con attenzione lotto, data di produzione e scadenza, specialmente quando si tratta di prodotti freschi e a latte crudo.
In generale, gli avvisi di questo tipo servono a informare rapidamente i consumatori e a prevenire eventuali problemi. Una verifica sull’etichetta richiede pochi secondi, ma può fare la differenza. Vale la pena ricordarlo, soprattutto se in frigo ci sono formaggi acquistati di recente.
Dal primo gennaio 2026, Il Fatto Alimentare ha segnalato 149 richiami e ritiri, per un totale di 379 prodotti appartenenti a aziende e marchi differenti. Per consultare tutti gli avvisi di richiamo, i ritiri e le revoche è disponibile l’elenco completo degli aggiornamenti pubblicati.

