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Puntura di calabrone: sintomi, rischi e cosa fare subito

Puntura di calabrone: sintomi, rischi e cosa fare subito
Photo by Bejan Adrian – Pexels
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Con l’arrivo della bella stagione aumentano le occasioni di incontro con i calabroni. Ecco come riconoscere la puntura, quando preoccuparsi e quali comportamenti adottare per ridurre i rischi.

Puntura di calabrone: sintomi, rischi e cosa fare subito
Photo by Bejan Adrian – Pexels

Con la primavera e l’estate cresce il tempo trascorso all’aperto, ma aumenta anche la possibilità di imbattersi in insetti pungenti come api, vespe e calabroni. La puntura di calabrone è tra le più dolorose e, nelle persone sensibili, può provocare reazioni importanti. Sapere cosa aspettarsi, come intervenire e come prevenire l’incidente può fare davvero la differenza.

Il calabrone è un insetto imponente, spesso temuto proprio per la sua dimensione e per la potenza della puntura. In realtà, non è normalmente aggressivo con l’uomo: diventa pericoloso soprattutto quando percepisce una minaccia nei pressi del nido. Ed è proprio in quei momenti che il rischio di essere punti aumenta in modo significativo.

Cos’è il calabrone e perché la sua puntura fa così male

Il calabrone appartiene alla famiglia delle vespe ed è una delle specie più grandi presenti in Europa. La varietà più nota nel nostro continente è Vespa crabro, conosciuta anche come calabrone europeo. È un insetto onnivoro, che si nutre sia di altri insetti sia di sostanze di origine vegetale. Questa caratteristica, insieme alla sua presenza in aree agricole e frutteti, lo rende talvolta indesiderato per chi lavora nei campi o trascorre molto tempo in giardini e campagne.

La sua puntura è particolarmente dolorosa perché il pungiglione è collegato a ghiandole velenigene che inoculano sostanze irritanti e, in alcuni soggetti, anche allergeniche. A differenza dell’ape, il calabrone può pungere più volte, perché il pungiglione è liscio e di solito non resta conficcato nella pelle. Questo significa che, dopo l’attacco, è importante allontanarsi subito dall’area in cui si trova l’insetto.

Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda il nido. Il calabrone lo costruisce con fibre vegetali, creando una struttura dall’aspetto cartaceo che può trovarsi su tronchi, rami o perfino all’interno di crepe nei muri. Se ci si avvicina troppo, l’insetto tende a reagire in modo difensivo. Ecco perché la puntura di calabrone non va mai considerata un evento casuale: spesso è la conseguenza di un incontro ravvicinato con il suo territorio.

Sintomi della puntura di calabrone: quando è una reazione normale e quando no

Nella maggior parte dei casi, la puntura di calabrone provoca una reazione locale ben riconoscibile: arrossamento, gonfiore e dolore acuto nella zona colpita. Di solito questi disturbi compaiono rapidamente e tendono a ridursi in tempi relativamente brevi. Chi non è allergico al veleno spesso sperimenta fastidio, ma non sviluppa complicazioni rilevanti.

Diverso è il caso delle persone ipersensibili. In questi soggetti la risposta può essere molto più intensa: il gonfiore diventa esteso, il dolore aumenta invece di diminuire e la zona colpita può superare anche i 5-10 centimetri di diametro. Quando la reazione non resta locale, ma coinvolge l’intero organismo, si parla di reazione allergica sistemica. In questi casi possono comparire:

  • angioedema e gonfiore generalizzato;
  • orticaria diffusa;
  • palpitazioni e aumento della frequenza cardiaca;
  • lieve febbre;
  • spossatezza.

Se il gonfiore interessa gola o vie respiratorie, la situazione diventa urgente, perché può comparire difficoltà a respirare. Nei casi più gravi si arriva allo shock anafilattico, una condizione che richiede assistenza immediata e può manifestarsi con:

  • vertigini;
  • forte malessere;
  • abbassamento importante della pressione;
  • tachicardia;
  • broncospasmo;
  • cianosi e sensazione di soffocamento;
  • perdita di coscienza;
  • collasso cardiocircolatorio.

In presenza di questi segnali, non bisogna aspettare: serve contattare subito i soccorsi e informare il medico. La rapidità, in questi casi, può essere decisiva.

Puntura di calabrone: sintomi, rischi e cosa fare subito
Photo by Marc Schulte – Pexels

Cosa fare subito e come prevenire la puntura di calabrone

Il primo passo, dopo una puntura di calabrone, è mantenere la calma e intervenire con prontezza. Se il pungiglione dovesse essere rimasto nella cute — evenienza meno comune rispetto ad altri insetti — va rimosso con attenzione usando uno strumento dal bordo sottile e sterilizzato. Subito dopo, la zona va lavata con acqua e sapone e disinfettata con cura.

Per limitare dolore e infiammazione, può essere utile applicare del ghiaccio, oppure esporre l’area interessata a un getto di acqua fredda. In molti casi aiutano anche pomate a base di corticosteroidi, come l’idrocortisone, disponibili senza ricetta in farmacia o parafarmacia. Se gonfiore e dolore non migliorano, o addirittura peggiorano, è opportuno rivolgersi al medico, che potrà valutare l’uso di antistaminici o di altri corticosteroidi.

La situazione cambia radicalmente se compaiono sintomi di allergia diffusa o segni di shock anafilattico. In questi casi bisogna chiamare immediatamente il 118. Nell’attesa dei soccorsi, la persona colpita deve restare distesa; se perde conoscenza, va posizionata in posizione laterale di sicurezza.

Chi sa di essere allergico al veleno di calabrone, di norma, riceve dal medico un autoiniettore di adrenalina da portare sempre con sé. È un presidio fondamentale, ma va usato solo seguendo le indicazioni ricevute dal professionista sanitario. Preparazione e consapevolezza, in questi casi, sono parte della prevenzione.

E proprio la prevenzione resta l’arma più efficace. Per ridurre il rischio di puntura di calabrone è utile:

  • evitare aree in cui siano noti nidi;
  • non sostare vicino ad alberi da frutto, viti e vegetazione frequentata dagli insetti;
  • non camminare a piedi scalzi sull’erba;
  • indossare scarpe chiuse, pantaloni lunghi e capi aderenti nelle zone a rischio;
  • non lasciare cibo o bevande incustoditi durante picnic e pranzi all’aperto;
  • evitare profumi dolci e vestiti troppo larghi;
  • allontanarsi con calma se si avvistano calabroni, senza movimenti bruschi.

Meglio non agitare le braccia e non tentare di schiacciarli: questi gesti possono renderli ancora più aggressivi. Inoltre, poiché il calabrone può pungere più volte, è importante allontanarsi subito anche dopo una prima puntura, senza rimanere nei pressi della zona d’origine dell’attacco.