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Nuovi richiami dal Ministero della Salute: attenzione a farina di ceci e crocchette per cani

Nuovi richiami dal Ministero della Salute: attenzione a farina di ceci e crocchette per cani
Photo by Karina Syrotiuk – Unsplash
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Due avvisi precauzionali diffusi dal Ministero della Salute riguardano un lotto di farina di ceci “Gram Flour” a marchio Schani e un lotto di crocchette per cani riso e maiale a marchio Colella. Nel primo caso il problema è un rischio chimico, nel secondo un rischio microbiologico non meglio specificato.

Nuovi richiami dal Ministero della Salute: attenzione a farina di ceci e crocchette per cani
Photo by Karina Syrotiuk – Unsplash

Il Ministero della Salute ha reso noti due nuovi richiami che interessano prodotti molto diversi tra loro, ma accomunati dalla stessa necessità di prudenza: verificare il lotto acquistato e, in caso di corrispondenza, evitare il consumo o l’utilizzo. Si tratta di un lotto di farina di ceci destinato all’alimentazione umana e di un lotto di alimento secco per cani. In entrambi i casi, l’indicazione è chiara: chi ha in casa i prodotti segnalati deve sospendere l’uso e seguire le istruzioni fornite dall’azienda.

Farina di ceci Schani: richiamo per la presenza di clorpirifos

Il primo avviso riguarda un lotto di farina di ceci “Gram Flour” a marchio Schani, richiamato dall’operatore per un rischio chimico. Il motivo indicato nel provvedimento è la presenza di clorpirifos, un pesticida vietato nell’Unione Europea perché ritenuto potenzialmente mutageno e cancerogeno. Un dettaglio che rende il richiamo particolarmente delicato, soprattutto per un alimento che viene impiegato in cucina come ingrediente di base in molte preparazioni.

Il prodotto è commercializzato in confezioni da 1 kg e 2 kg e riporta il numero di lotto KIE028 con termine minimo di conservazione 04/2027. Secondo quanto riportato, il provvedimento è datato 28/04/2026, ma il Ministero della Salute lo ha pubblicato soltanto nel tardo pomeriggio del 12/05/2026, quindi con un ritardo di circa due settimane rispetto alla data dell’avviso.

La farina di ceci richiamata è stata prodotta da Global Foods Trading GmbH, nello stabilimento situato in Am Winkelgraben 1a, Biebesheim am Rhein, Germania. In Italia, la distribuzione è stata curata da Savi Asian Food Wholesale Srl.

In via precauzionale, l’azienda invita a non consumare la farina di ceci che corrisponde al lotto e al TMC indicati. Chi avesse acquistato il prodotto può restituirlo al punto vendita, così da ottenere le indicazioni del caso. Una misura semplice, ma importante: quando si parla di sicurezza alimentare, meglio non correre rischi inutili.

Nuovi richiami dal Ministero della Salute: attenzione a farina di ceci e crocchette per cani
Photo by Maria Petersson – Pexels

Crocchette Colella: richiamo precauzionale per un possibile rischio microbiologico

Il secondo avviso diffuso dal Ministero della Salute riguarda un lotto di crocchette per cani riso e maiale a marchio Colella. Anche in questo caso si tratta di un richiamo precauzionale da parte del produttore. La motivazione riportata parla di un rischio microbiologico non meglio specificato, un’espressione che, pur senza ulteriori dettagli, basta a giustificare la raccomandazione di sospendere subito l’uso del prodotto.

Le crocchette sono vendute in sacchi da 15 kg, con numero di lotto 26C12A12003 e TMC 03/2027. Il prodotto è stato realizzato da Colella Trade Srl nello stabilimento di contrada Camporeale S.S. 90 bis, Ariano Irpino, in provincia di Avellino.

Per chi convive con un animale domestico, il messaggio è diretto e non lascia spazio a interpretazioni: le crocchette richiamate non devono essere utilizzate per l’alimentazione dei cani. In caso di possesso del lotto interessato, è opportuno interrompere immediatamente la somministrazione e attenersi alle istruzioni del produttore o del punto vendita.

I precedenti e il quadro dei richiami del 2026

Per Colella non si tratta del primo episodio dell’anno. Nel mese di gennaio, infatti, l’azienda aveva già richiamato un lotto di crocchette per cani a marchio Wilky Dog per una positività a Salmonella. In seguito era scattato un secondo richiamo che aveva coinvolto 11 prodotti tra crocchette per cani e gatti, per un totale di 135 lotti, a causa di una sospetta contaminazione da sottoprodotti di origine animale (SOA) non conformi, segnalata dal fornitore. Una sequenza che mostra quanto il controllo lungo la filiera resti fondamentale, soprattutto nei prodotti destinati agli animali domestici.

Nel comunicato più recente, il produttore ribadisce il richiamo alla prudenza e raccomanda di non usare le crocchette interessate per l’alimentazione dei propri animali. Un invito che vale sempre, ma che in casi come questi diventa ancora più rilevante: quando la sicurezza è in discussione, la prevenzione è l’unica strada sensata.

Dal 1° gennaio 2026, Il Fatto Alimentare ha segnalato 92 richiami e ritiri, per un totale di 206 prodotti appartenenti a aziende e marchi diversi. Un dato che restituisce con immediatezza l’idea di quanto sia attivo il monitoraggio su alimenti e pet food e di quanto sia utile per i consumatori consultare con regolarità gli avvisi ufficiali.