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Allerta epatite E: ritirato un lotto di salame di fegato “fegatello” Venditti

Allerta epatite E: ritirato un lotto di salame di fegato “fegatello” Venditti
Photo by Couleur – Pixabay
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Il Ministero della Salute segnala il richiamo precauzionale di un lotto di fegatello nostrano da 200 grammi: nel prodotto è stata rilevata la presenza del virus dell’epatite E. Ecco tutti i dettagli utili per riconoscerlo.

Allerta epatite E: ritirato un lotto di salame di fegato “fegatello” Venditti
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Nel panorama dei richiami alimentari, quello annunciato per il salame di fegato a marchio Venditti merita attenzione. Il Ministero della Salute ha infatti pubblicato un avviso relativo a un lotto di fegatello nostrano che, per precauzione, non dovrebbe essere consumato. Il motivo indicato è chiaro e delicato al tempo stesso: la possibile presenza del virus dell’epatite E nel prodotto.

Si tratta di un salume venduto in confezioni da 200 grammi, commercializzato con numero di lotto PSSAF20092025data di confezionamento 17/02/2026 e data di scadenza 16/08/2026. In casi come questo, la raccomandazione è una sola: verificare con attenzione l’etichetta prima di portare il prodotto in tavola. Un gesto semplice, ma fondamentale.

I dettagli del richiamo del fegatello nostrano Venditti

L’avviso riguarda il fegatello nostrano a marchio Venditti, un salame di fegato prodotto da Venditti’s Idea Srl. Lo stabilimento di produzione è situato in via Antonio Pacinotti 9, ad Avezzano, in provincia dell’Aquila. La segnalazione è stata diffusa in via prudenziale, come spesso accade nei richiami alimentari, quando emerge un potenziale rischio per la salute dei consumatori.

Il punto centrale dell’allerta è la presenza del virus dell’epatite E, un elemento che rende necessario interrompere il consumo del lotto interessato. Non si tratta quindi di una semplice anomalia di etichettatura o di confezionamento, ma di una misura che coinvolge direttamente la sicurezza del prodotto. Per questo motivo, chi avesse acquistato il salume indicato dovrebbe controllare con attenzione i dati riportati sulla confezione.

Le informazioni da verificare sono precise e non lasciano spazio a dubbi: lotto PSSAF20092025scadenza 16/08/2026confezionamento 17/02/2026. Se coincidono, il prodotto non va consumato. Meglio agire subito, senza attendere: la precauzione, in questi casi, fa davvero la differenza.

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Cosa fare se si è acquistato il prodotto richiamato

Il Ministero della Salute invita a non consumare il salame di fegato appartenente al lotto segnalato. Chi lo avesse già acquistato può restituirlo al punto vendita dove è stato comprato. È la procedura più semplice e corretta per gestire il richiamo, evitando qualsiasi rischio inutile.

La presenza del virus dell’epatite E in un alimento richiede massima attenzione, soprattutto quando si parla di salumi e prodotti di origine animale. Anche per questo, i richiami come questo vengono diffusi rapidamente e con dettagli accurati, così da permettere ai consumatori di identificare subito il prodotto interessato. Vale la pena ricordarlo: leggere con cura lotto e scadenza è uno dei modi più efficaci per tutelarsi.

Chi conserva in dispensa o in frigorifero prodotti simili dovrebbe approfittarne per fare un controllo generale, soprattutto se ha acquistato il fegatello nostrano Venditti nelle ultime settimane. Bastano pochi secondi per verificare l’etichetta e scongiurare un consumo accidentale. E, in caso di corrispondenza, la soluzione resta sempre la stessa: non aprire il prodotto e riportarlo al negozio.

Richiami alimentari in aumento: il bilancio dell’anno

Questo episodio si inserisce in un quadro più ampio di segnalazioni sul fronte della sicurezza alimentare. Dal 1° gennaio 2026, secondo quanto riportato da Il Fatto Alimentare, sono stati segnalati 90 richiami e ritiri, per un totale di 203 prodotti appartenenti a aziende e marchi diversi. Numeri che ricordano quanto il sistema dei controlli resti costante e quanto sia importante che i consumatori siano informati in modo tempestivo.

La pubblicazione di avvisi come quello del fegatello nostrano Venditti ha proprio questa funzione: rendere immediatamente riconoscibile il prodotto coinvolto e permettere a chi lo ha acquistato di adottare il comportamento corretto. Non sempre un richiamo implica un allarme diffuso, ma ogni segnalazione merita attenzione. Soprattutto quando entra in gioco un rischio microbiologico.

In un contesto in cui la filiera alimentare è sempre più complessa, la trasparenza diventa essenziale. Conoscere marca, lotto, scadenza e motivo del richiamo aiuta a ridurre i rischi e a prendere decisioni rapide. Ecco perché gli avvisi del Ministero della Salute rappresentano uno strumento prezioso per la tutela quotidiana della salute.