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Menopausa e sclerosi multipla: un’accelerazione della neurodegenerazione da non ignorare

Menopausa e sclerosi multipla: un’accelerazione della neurodegenerazione da non ignorare
Photo by silviarita – Pixabay
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Alcune aree cerebrali mostrano un declino accelerato, mentre altre sembrano protette dagli effetti del cambiamento ormonale.

Menopausa e sclerosi multipla: un’accelerazione della neurodegenerazione da non ignorare
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Durante la menopausa molte donne sperimentano disturbi cognitivi come la cosiddetta “nebbia mentale”, un calo della concentrazione che può ostacolare anche le attività quotidiane. Nelle donne con sclerosi multipla, però, questo fenomeno può assumere un peso ancora maggiore: uno studio recente ha mostrato che, con la fine dell’età fertile, la perdita di materia grigia cerebrale accelera, coinvolgendo aree cruciali per la memoria e l’attenzione.

Lo studio: cosa succede al cervello dopo la menopausa

A portare alla luce questo dato è stato un team dell’Università della California a San Francisco, che ha analizzato quasi 1.300 risonanze magnetiche cerebrali di 179 donne con sclerosi multipla, osservandole prima e dopo il passaggio alla menopausa. L’età media del cambiamento ormonale era di 51 anni. I ricercatori hanno misurato il volume di diverse regioni cerebrali note per essere colpite più duramente dalla neurodegenerazione associata alla malattia.

I risultati? Dopo la menopausa, la perdita di volume della materia grigia appare più marcata, soprattutto in zone chiave come l’ippocampo sinistro e il giro cingolato anteriore sinistro. «Si tratta di regioni connesse alla memoria verbale ed episodica, all’attenzione e al monitoraggio degli errori durante la risoluzione dei problemi», spiegano gli autori. «Questo può riflettere una maggiore vulnerabilità di queste zone ai cambiamenti ormonali, anche perché in altre aree dove si registra una riduzione dei volumi in caso di sclerosi multipla questo “rimpicciolimento” accelerato non avviene».

Menopausa e sclerosi multipla: un’accelerazione della neurodegenerazione da non ignorare
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Un quadro complesso: alcune aree rallentano il declino

La ricerca ha evidenziato anche una nota sorprendente: in alcune regioni, come il corpo calloso — struttura fondamentale per la comunicazione tra gli emisferi cerebrali — la perdita di volume dopo la menopausa tende addirittura a rallentare. Questo suggerisce che l’impatto degli ormoni sulla neurodegenerazione non sia uniforme e che alcune aree del cervello siano più sensibili di altre ai cambiamenti che avvengono con la fine del ciclo mestruale.

Alla luce di questi dati, gli esperti sottolineano l’importanza di monitorare i sintomi cognitivi durante la transizione in menopausa, anche in assenza di segnali evidenti. Spesso sottovalutati, questi disturbi possono compromettere profondamente la qualità della vita, e diventa ancora più importante riconoscerli quando si sommano agli effetti di una malattia cronica come la sclerosi multipla.

Esordio della malattia in menopausa: sintomi diversi e gestione su misura

La menopausa può anche rappresentare il momento in cui la sclerosi multipla si manifesta per la prima volta. Uno studio presentato durante il congresso Ectrims ha osservato che, nelle donne il cui esordio coincide con la menopausa, i sintomi iniziali sono spesso differenti rispetto a quelli delle pazienti più giovani. In particolare, risultano meno frequenti i disturbi legati al nervo ottico, mentre diventano più comuni quelli legati a lesioni del midollo spinale.

«Le differenze verosimilmente riflettono gli effetti dei cambiamenti ormonali, che possono influenzare lo sviluppo delle lesioni e la modalità di comparsa dei primi sintomi», ha spiegato Yasemin Şimşek, coordinatrice della ricerca e docente all’Università di Izmir, in Turchia. «Le donne meno giovani possono sperimentare più spesso sintomi insidiosi e progressivi dovuti a un maggior peso dei processi neurodegenerativi rispetto a quelli infiammatori, inoltre hanno più spesso altre malattie: tutto questo implica l’importanza di una gestione clinica differenziata per età, con una maggiore attenzione alla prevenzione della disabilità e della neurodegenerazione nelle donne in menopausa».