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Hantavirus, il focolaio sulla nave da crociera e cosa sapere su sintomi, rischi e trasmissione

Hantavirus, il focolaio sulla nave da crociera e cosa sapere su sintomi, rischi e trasmissione
Photo by Alexandra_Koch – Pixabay
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L’Oms conferma tre decessi su una nave nell’Atlantico per un possibile caso di hantavirus. Intanto gli esperti chiariscono come si trasmette l’infezione, quali sono i segnali da non sottovalutare e perché il tempo di incubazione rende complessa la ricostruzione dei contagi.

Hantavirus, il focolaio sulla nave da crociera e cosa sapere su sintomi, rischi e trasmissione
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L’allarme è partito da una nave da crociera in navigazione nell’Oceano Atlantico, dove un possibile focolaio di hantavirus ha portato a tre morti e a diversi casi sospetti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato di seguire da vicino la situazione, spiegando che almeno una diagnosi è stata verificata in laboratorio. Ma che cos’è davvero l’hantavirus? E perché questa infezione, raramente al centro delle cronache, sta attirando tanta attenzione?

Si tratta di un gruppo di virus trasmessi dai roditori all’uomo e capaci di provocare malattie anche molto diverse tra loro. In alcuni casi i sintomi restano moderati, in altri l’evoluzione può essere rapida e severa. Il problema, soprattutto in episodi come quello della nave, è che il contagio può essere avvenuto giorni o settimane prima della comparsa dei disturbi, rendendo più difficile individuare con precisione quando e dove sia iniziata l’esposizione.

Hantavirus, la conferma dell’Oms sul caso della nave da crociera

Secondo quanto comunicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’evento di salute pubblica riguarda una nave da crociera in navigazione nell’Atlantico. L’Oms ha riferito che è stato confermato in laboratorio un caso di infezione da hantavirus, mentre altri cinque risultano sospetti. Dei sei pazienti coinvolti, tre sono deceduti e una persona si trova attualmente in terapia intensiva in Sudafrica.

Il quadro, già di per sé delicato, è reso ancora più complesso dalla natura dell’infezione. Come ha spiegato anche la Bbc citando l’epidemiologo Michael Baker, i passeggeri che hanno sviluppato il sospetto hantavirus sarebbero stati contagiati prima dell’imbarco, proprio a causa del lungo periodo di incubazione del virus. Una ricostruzione plausibile, che aiuta a spiegare perché i primi sintomi possano comparire anche molto tempo dopo l’esposizione.

Nel dettaglio, a bordo della nave risultano decedute tre persone, tra cui una coppia di cittadini olandesi di 70 e 69 anni. Un cittadino britannico di 69 anni è ricoverato in terapia intensiva a Johannesburg, mentre due membri dell’equipaggio restano in condizioni gravi sulla nave. Baker ha sottolineato come sia raro che gli esseri umani contraggano l’hantavirus e ha definito “molto insolito” che la malattia si manifesti proprio su una nave da crociera. Una situazione, ha osservato, che rappresenta “il peggior posto possibile in cui ammalarsi gravemente”.

Hantavirus, il focolaio sulla nave da crociera e cosa sapere su sintomi, rischi e trasmissione
Photo by Towfiqu barbhuiya – Unsplash

Come avviene il contagio e quali forme di malattia possono comparire

Le malattie da hantavirus sono infezioni virali di gravità variabile trasmesse all’uomo da roditori selvatici e domestici. Il Ministero della Salute ricorda che il genere hantavirus comprende diverse decine di specie diffuse in tutto il mondo. Alcune sono presenti anche in Europa, dove stanno ampliando il proprio raggio d’azione sia verso nuove aree sia nei territori già considerati endemici.

Gli esperti segnalano infatti che in Europa l’andamento delle infezioni è in crescita, sia per numero di casi sia per estensione geografica. Non si tratta dunque di un problema confinato a zone lontane o isolate: la circolazione del virus resta un tema di sanità pubblica concreto, soprattutto nelle aree in cui i roditori sono serbatoi naturali dell’agente infettivo.

Il contagio avviene principalmente attraverso il contatto diretto con feci, saliva e urine di roditori infetti, oppure per inalazione delle particelle virali presenti negli escrementi contaminati. È proprio questa modalità di trasmissione a rendere il rischio insidioso: il virus può essere respirato senza un contatto evidente con l’animale, ad esempio in ambienti chiusi o poco ventilati.

Le manifestazioni cliniche possono assumere forme diverse. In generale, le malattie da hantavirus possono presentarsi con un interessamento renale, quindi con nefrite ed eventuali emorragie, oppure con una sindrome polmonare. Si tratta di patologie acute nelle quali l’endotelio vascolare viene danneggiato, causando un aumento della permeabilità dei vasi, ipotensione, emorragie e, nei casi più gravi, shock.

Le tre principali sindromi associate all’infezione sono:

  • la febbre emorragica con sindrome renale, frequente in Europa e in Asia;
  • la nefropatia epidemica, considerata una forma più lieve osservata in Europa;
  • la sindrome polmonare da hantavirus, più comune nelle Americhe.

Sintomi, decorso e tempi di recupero: cosa osservare con attenzione

I sintomi dell’infezione da hantavirus possono comparire in modo improvviso, spesso circa due settimane dopo l’esposizione agli escrementi o all’urina dei roditori, anche se il periodo di incubazione può arrivare fino a sei settimane. I primi segnali sono spesso generici: febbre, mal di testa e dolori muscolari. A questi possono aggiungersi disturbi gastrointestinali come dolore addominale, nausea, vomito e diarrea.

Quando l’infezione evolve nella forma polmonare, il quadro cambia rapidamente. Possono comparire tosse e respiro affannoso, con un peggioramento anche nel giro di poche ore. Nei casi più seri si accumula liquido attorno ai polmoni e la pressione arteriosa tende a scendere, segnale di una condizione che richiede attenzione immediata.

Non tutte le forme però hanno la stessa intensità. Alcune persone colpite da febbre emorragica con sindrome renale possono avere sintomi molto lievi, o addirittura non accorgersi dell’infezione. In altri casi, invece, la malattia si presenta all’improvviso con febbre alta, dolori muscolari, cefalea e nausea. Chi sviluppa una forma leggera guarisce in genere completamente. Nei quadri più seri, invece, possono comparire ipotensione marcata, insufficienza renale e blocco della produzione di urina. Non sono rari nemmeno sangue nelle urine o nelle feci ed ecchimosi cutanee.

Il recupero, nei sopravvissuti, può richiedere tempo. La maggior parte dei pazienti guarisce in un periodo compreso tra tre e sei settimane, ma in alcuni casi la convalescenza può protrarsi fino a sei mesi.

Nel contesto del focolaio sulla nave da crociera, gli esperti insistono su un punto: quando la malattia si sviluppa in un ambiente isolato, il riconoscimento tempestivo dei sintomi è fondamentale. Se una persona a bordo manifesta segni compatibili con hantavirus, l’indicazione è di trasferirla rapidamente in ospedale, idealmente in terapia intensiva, per aumentare le possibilità di sopravvivenza. Proprio la rapidità d’intervento può fare la differenza tra un decorso controllabile e un’emergenza medica critica.