Coinvolta anche l’azienda francese nella catena di ritiri che ha colpito più produttori europei di alimenti per l’infanzia. L’allerta riguarda una tossina potenzialmente pericolosa.

Seduta pesante per Danone alla Borsa di Parigi. Il colosso dell’alimentazione ha perso fino al 5%, registrando la peggiore performance sia sul CAC 40 (+0,68%) sia sull’indice paneuropeo Stoxx Europe 600. A innescare la caduta è stato il ritiro di alcuni lotti di latte artificiale per neonati, legato a un rischio di contaminazione. L’Autorità irlandese per la Sicurezza Alimentare (Fsa) ha segnalato la presenza potenziale di cereulide, una tossina che può causare intossicazioni alimentari, all’interno di prodotti esportati in diversi paesi dell’Unione Europea, nel Regno Unito e in mercati extraeuropei.
L’origine della contaminazione
Il problema sarebbe riconducibile a un ingrediente specifico: “Un ingrediente, l’olio di Ara, prodotto in Cina, è stato contaminato da cereulide ed è stato aggiunto come ingrediente alla polvere base utilizzata per produrre” il latte artificiale, ha spiegato la Fsa. La stessa sostanza è già stata individuata in precedenti richiami che hanno coinvolto altri produttori del settore, tra cui Nestlé. In risposta all’allerta, Danone ha dichiarato che “alcune autorità locali per la sicurezza alimentare stanno aggiornando le loro linee guida. In tale contesto, in qualità di produttore responsabile e per conformarsi alle linee guida più recenti, Danone ritirerà dai mercati target un numero molto limitato di lotti specifici di prodotti per lattanti”.

Danone difende la qualità dei suoi controlli
L’azienda ha voluto rassicurare i consumatori: “Non scendiamo mai a compromessi sulla sicurezza alimentare. Sia i controlli di routine che le analisi mirate aggiuntive condotte alla luce dell’attuale situazione del settore, confermano che i prodotti Danone sono sicuri e pienamente conformi a tutte le normative di sicurezza applicabili”. Il comunicato è arrivato a mercati chiusi lo scorso venerdì. In un contesto di crescente attenzione sulla qualità degli alimenti per l’infanzia, Danone cerca di limitare i danni di reputazione, sottolineando la tempestività delle proprie misure preventive.
Un’ondata di ritiri coinvolge i big del settore
Il richiamo di Danone si inserisce in una catena di segnalazioni che ha travolto diversi produttori europei dall’inizio dell’anno. A metà gennaio, le autorità sanitarie di Singapore avevano ordinato il ritiro di un altro lotto di latte Danone, stavolta prodotto in Thailandia, sempre per la presenza del batterio produttore di cereulide. Prima ancora, Nestlé aveva richiamato prodotti dei marchi Guigoz e Nidal in circa 60 paesi. Anche Lactalis è intervenuta sul proprio latte Picot, distribuito in Francia e in 17 altri paesi. Non da meno lo specialista del biologico Vitagermine, che ha ritirato tre lotti del Babybio Optima. Un campanello d’allarme che scuote l’intero comparto.

