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Cos’è l’ARFID e perché va oltre i capricci a tavola

Cos’è l’ARFID e perché va oltre i capricci a tavola
Photo by TungArt7 – Pixabay
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Sebbene l’ARFID sia un disturbo alimentare ancora poco noto al grande pubblico, sta guadagnando attenzione nella nostra società. Scopriamo insieme di cosa si tratta e come affrontarlo.

Cos’è l’ARFID e perché va oltre i capricci a tavola
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L’ARFID, acronimo per “Disturbo Evitativo/Restrittivo dell’Assunzione di Cibo”, rappresenta una condizione alimentare diversa da quelle più conosciute, come l’anoressia o la bulimia. Questo disturbo non è legato al desiderio di perdere peso o a questioni di immagine corporea. Invece, chi ne soffre evita determinati alimenti a causa di problemi legati al gusto, alla consistenza o all’odore, oppure per il timore di spiacevoli conseguenze fisiche come il soffocamento.

Che cos’è l’ARFID?

L’ARFID è riconosciuto ufficialmente nel DSM-5, la classificazione diagnostica in psichiatria, e si manifesta prevalentemente nei bambini e adolescenti, ma non risparmia gli adulti. Le persone affette da questo disturbo consumano solo una quantità limitata di “cibi sicuri” e mostrano un netto rifiuto verso molti altri alimenti. Questo comportamento va ben oltre il semplice essere “schizzinosi”, portando nel tempo a serie carenze nutrizionali, perdita di peso e persino difficoltà nella crescita. Inoltre, può causare un’ansia accentuata nei contesti legati al pasto. Per chi vive con l’ARFID, l’atto di mangiare può diventare una fonte di disagio profondamente intensa, a volte fraintesa da chi li circonda come un semplice capriccio.

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Affrontare il disturbo alimentare: comprensione e pazienza

Affrontare l’ARFID richiede innanzitutto un approccio comprensivo e paziente. Tentativi di forzare o mettere pressione durante i pasti possono infatti aggravare il rifiuto e aumentare l’ansia. Creare un ambiente tranquillo e prevedibile è essenziale, dove la persona si sente ascoltata senza essere giudicata. Introdurre nuovi alimenti gradualmente e adattare la consistenza dei cibi aiuta a familiarizzare con l’idea del pasto. Un supporto fondamentale viene dai professionisti della salute. Psicologi, medici e nutrizionisti collaborano per creare un piano personalizzato che include tecniche di esposizione graduale al cibo e strategie per gestire l’ansia. L’obiettivo finale non è quello di forzare la persona a mangiare di tutto, ma di ampliare progressivamente la gamma di cibi accettati, riducendo la paura associata ai pasti.

Importanza della consapevolezza sull’ARFID

Parlare apertamente dell’ARFID è cruciale per aumentare la consapevolezza collettiva di questo disturbo spesso frainteso. Solo una maggiore conoscenza e comprensione possono facilitare un’identificazione tempestiva dei segnali e garantire interventi adeguati. La società nel suo insieme beneficia da una maggiore sensibilizzazione, che aiuta a dissipare miti e preconcetti, promuovendo al contempo il supporto di cui chi vive con l’ARFID ha bisogno.