Coinvolti un lotto di formaggio a latte crudo e due di fieno greco MDH per rischio microbiologico e presenza di sostanze non autorizzate.

Riguardano un formaggio a latte crudo per possibile rischio microbiologico e due lotti di fieno greco per la presenza di pesticidi non autorizzati. Ecco tutti i dettagli sui prodotti coinvolti, i lotti da controllare e cosa fare se li avete già acquistati.
Il Ministero della Salute ha diffuso due nuovi avvisi di richiamo che riguardano prodotti alimentari diversi ma ugualmente da tenere sotto osservazione. Da una parte c’è un formaggio a latte crudo richiamato per un possibile rischio microbiologico; dall’altra due lotti di fieno greco risultati non conformi per la presenza di sostanze non autorizzate in Unione Europea. Due casi distinti, ma un messaggio comune: controllare con attenzione lotto, confezione e provenienza prima di consumare un prodotto segnalato.
Richiamo del formaggio a latte crudo La Magnocchetta – Valchiavenna
Il primo avviso pubblicato dal Ministero riguarda il richiamo, avviato direttamente dal produttore, di un lotto di formaggio a latte crudo La Magnocchetta – Valchiavenna a marchio Formaggi del Curto. La motivazione riportata nell’allerta è la presenza di Escherichia coli produttori di tossina shiga (STEC), microrganismi che possono rappresentare un rischio per la salute, soprattutto per i soggetti più fragili.
Il prodotto è commercializzato in forme intere da 4 kg e il lotto interessato è 120/12/1/25. Si tratta quindi di un richiamo circoscritto, ma importante, perché coinvolge un formaggio a latte crudo, categoria che richiede particolare attenzione proprio per la sua natura non pastorizzata. Quando compare un richiamo di questo tipo, la prudenza non è mai troppa: meglio verificare l’etichetta prima di portare il prodotto in tavola.
Il formaggio richiamato è stato prodotto da Formaggi del Curto Snc, nello stabilimento di via Don Primo Lucchinetti 24 a Mese, in provincia di Sondrio, identificato dal marchio IT H4J93 CE. In questi casi, la tracciabilità diventa fondamentale: il richiamo non riguarda l’intera produzione, ma solo il lotto indicato nell’avviso ufficiale.

Fieno greco MDH: due lotti ritirati per pesticidi non autorizzati
Il secondo richiamo riguarda invece il fieno greco Peackock Kasoori Methi a marchio MDH, segnalato dal Ministero della Salute su iniziativa dell’operatore. In questo caso, il problema è la presenza di clorpirifos e altri pesticidi non autorizzati, sostanze che non possono essere presenti negli alimenti commercializzati sul mercato europeo.
I lotti coinvolti sono 314 e 316, venduti in confezioni da 100 grammi con termine minimo di conservazione (TMC) 30/11/2026. L’avviso riporta una particolarità: il provvedimento è datato 16/03/2026, ma è stato pubblicato dal Ministero soltanto il 26/03/2026, con un ritardo di dieci giorni rispetto alla data indicata nel richiamo.
L’importazione del prodotto è stata curata da Global Foods Trading GmbH, con sede in Am Winkelgraben 1a a Biebesheim, in Germania, mentre la distribuzione in Italia è stata affidata a Raja Wholesale Srl. Dalle informazioni emerse, il fieno greco proviene dall’India, come indicato anche in una notifica dell’Austria al sistema di allerta rapido europeo RASFF (2026.1996). Non è un episodio isolato: la stessa azienda tedesca era già finita al centro di un richiamo analogo nell’autunno 2025, sempre per fieno greco importato dall’India e contaminato da pesticidi non ammessi nell’Unione Europea.
Cosa fare se avete acquistato i prodotti richiamati
Per entrambi i richiami la raccomandazione è semplice e netta: non consumare i prodotti appartenenti ai lotti segnalati. Se il formaggio o il fieno greco sono già stati acquistati, è opportuno restituirli al punto vendita, così da seguire la procedura prevista e ridurre qualsiasi rischio.
Questi avvisi, del resto, fanno parte della normale attività di controllo sulla sicurezza alimentare. Servono a intercettare tempestivamente eventuali criticità e a informare i consumatori prima che i prodotti possano essere consumati. È proprio questo il valore dei richiami: trasformare un potenziale problema in una prevenzione concreta. E, in casi come questi, pochi minuti spesi a verificare lotto e data di scadenza possono davvero fare la differenza.
Dal 1° gennaio 2026, Il Fatto Alimentare ha segnalato 61 richiami, per un totale di 152 prodotti appartenenti a aziende e marchi diversi. Per consultare l’elenco completo di avvisi di richiamo, ritiri e revoche è possibile fare riferimento alla raccolta aggiornata dei provvedimenti pubblicati.

