Antiossidante potente e alleata del sistema immunitario, la vitamina C è spesso vista come un toccasana. Ma non sempre l’integrazione è innocua: in alcune circostanze, può interferire con farmaci o altri nutrienti, creando più danni che benefici.

Assumere vitamina C attraverso frutta e verdura è, nella maggior parte dei casi, una scelta sicura e raccomandata. Tuttavia, quando si ricorre agli integratori, è fondamentale conoscere le possibili interazioni con alcuni medicinali o sostanze. Scopriamo quali combinazioni andrebbero evitate e perché.
Antiacidi: attenzione all’alluminio
I farmaci antiacidi impiegati contro il bruciore di stomaco contengono spesso sali di alluminio, come l’idrossido di alluminio. Se a questi si aggiungono dosi elevate di vitamina C, l’organismo può assorbire più alluminio del dovuto. Questo effetto, in caso di assunzione prolungata o insufficienza renale, può favorire l’accumulo del metallo con potenziali effetti tossici.
Una combinazione da evitare, quindi, soprattutto se si assumono antiacidi regolarmente. Meglio prediligere fonti naturali di vitamina C, senza ricorrere all’integrazione.
Niacina e statine: una sinergia compromessa
La vitamina B3, nota anche come niacina, viene prescritta insieme alle statine per riequilibrare i livelli di colesterolo, abbassando quello “cattivo” (LDL) e aumentando quello “buono” (HDL). Tuttavia, secondo uno studio dell’Università di Washington, la vitamina C in forma integrativa può interferire con questo processo.
In particolare, “se assunti in combinazione con niacina e statine, gli integratori di vitamina C riducono l’efficacia del farmaco per il colesterolo, impedendo l’aumento del colesterolo ‘buono’ HDL”. Una ragione in più per evitare il fai-da-te con gli integratori, soprattutto se si è in trattamento per la dislipidemia.
Anticoagulanti e vitamina C: un equilibrio delicato
Chi assume anticoagulanti deve fare particolare attenzione. Alcune ricerche, tra cui uno studio dell’Università di Shanghai, segnalano che dosi elevate di vitamina C possono attenuare l’efficacia di questi farmaci, compromettendo il controllo della coagulazione sanguigna.
Sebbene si tratti di un’interazione considerata rara, i casi riportati riguardano quasi sempre assunzioni continuative e ad alto dosaggio. Per i pazienti in terapia anticoagulante, è quindi consigliabile evitare l’integrazione senza un parere medico e preferire l’apporto alimentare della vitamina.

Vitamina B12, rame e ferro: interazioni da conoscere
Le interazioni tra vitamina C e altri nutrienti non sono da sottovalutare. Vediamole nel dettaglio:
Vitamina B12
Alcune forme, come la cianocobalamina, possono risultare meno efficaci se assunte insieme a dosi elevate di vitamina C. L’assorbimento intestinale si riduce, e il beneficio dell’integrazione ne risente. La strategia consigliata? Assumere le due vitamine a distanza di qualche ora.
Rame
Fondamentale per la produzione di energia e la salute del sistema nervoso, il rame può risultare meno disponibile in presenza di alte dosi di vitamina C. Questa combinazione può accentuare lo stress ossidativo e, nel lungo termine, generare effetti indesiderati anche a livello renale.
Ferro
In condizioni normali, vitamina C e ferro lavorano in sinergia: la prima migliora l’assorbimento del secondo. Ma in caso di emocromatosi – una malattia genetica che provoca accumulo eccessivo di ferro – la situazione si ribalta. Come spiegato da Heather Rae Paschal, farmacista e referente clinica per la salute delle donne di ConsultRx, “in alcune condizioni di sovraccarico… gli integratori di vitamina C in associazione ai farmaci che contengono ferro potrebbero aumentare il rischio di danni ai tessuti”.

