A seguito dell’incendio di Crans-Montana del 31 dicembre 2025, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha svolto un’attenta indagine su segnalazioni di possibili carenze di un importante farmaco utilizzato nel trattamento delle ustioni. Più precisamente, lo sbrigliamento enzimatico dell’escara, una procedura fondamentale nel trattamento delle ustioni, potrebbe trovarsi in difficoltà a causa di una produzione insufficiente rispetto alla domanda corrente.
Verifica della Carenza e Soluzioni Improvvisate
L’AIFA ha verificato accuratamente l’assenza di una carenza generale di farmaci utilizzati per lo sbrigliamento enzimatico, identificando, tuttavia, una limitata disponibilità di uno specifico prodotto. Questa situazione è largamente imputabile a questioni di produzione, esacerbate dalle recenti tensioni internazionali. Al fine di arginare tale problema, l’Agenzia aveva già autorizzato l’importazione del prodotto carente da paesi stranieri fin da novembre 2025. Questo impegno dimostra la prontezza dell’AIFA nel colmare eventuali deficit in tempi brevi, assicurando così continuità terapeutica alle strutture sanitarie italiane.
Le Strutture Specializzate e le Linee Guida
Solo centri altamente specializzati possono effettuare questo tipo di trattamento, che richiede una precisione e una tempistica rigorose: secondo le linee guida italiane, infatti, l’efficacia ottimale del trattamento va garantita entro cinque giorni dall’incidente. L’AIFA assicura che nonostante la carenza individuata, è stato possibile sopperire temporaneamente attraverso un’efficace collaborazione fra varie strutture sanitarie del territorio.
Collaborazione Interistituzionale
L’Agenzia si è mossa prontamente interpellando il produttore del farmaco per assicurarsi che la distribuzione alternativa dell’articolo rimanga disponibile. In particolare, l’ospedale Niguarda è stato individuato come un nodo centrale per la redistribuzione del medicinale, ponendosi come facilitatore nel caso di eventuali necessità pressanti da parte di altre strutture sanitarie. Questa mossa di solidarietà riflette l’approccio collaborativo volto a prevenire situazioni di elevato stress sanitario. Al momento, le problematiche di produzione si stanno progressivamente risolvendo, ma l’attenzione rimane alta per garantire una risposta rapida ed efficace in tutte le possibili emergenze future.
Fonte: AIFA

