Il Ministero della Salute ha diffuso nel fine settimana tre avvisi di richiamo per motivi diversi: un rischio microbiologico per il ghiaccio e la sopressa, e un rischio chimico per alcuni lotti di mango provenienti dal Perù.

Nel fine settimana il Ministero della Salute ha pubblicato tre nuovi richiami alimentari che coinvolgono prodotti molto diversi tra loro, ma accomunati dalla necessità di un controllo accurato per tutelare i consumatori. Si tratta di un lotto di ghiaccio a marchio Blues venduto da Eurospin, di una sopressa veneta a marchio La Fattoria di MD e di cinque lotti di mango Kent a marchio F.lli Orsero. I primi due avvisi riguardano un rischio microbiologico, mentre il terzo segnala un rischio chimico. In questi casi, come sempre, è importante verificare con attenzione i numeri di lotto indicati e seguire le istruzioni diffuse dalle autorità.
Richiamo del ghiaccio Blues Eurospin: enterococchi oltre i limiti
Il primo avviso pubblicato riguarda un lotto di ghiaccio a cubetti a marchio Blues, commercializzato da Eurospin Italia Spa. Il richiamo è stato disposto dall’operatore e il motivo indicato nell’avviso ufficiale è la presenza di enterococchi oltre i limiti previsti dalla normativa, in particolare dal D.Lgs 18/2023. Un parametro da non sottovalutare, perché segnala una non conformità microbiologica che richiede l’immediata attenzione del consumatore.
Il prodotto è venduto in sacchetti da 1 kg e reca il numero di lotto B1304026. Il termine minimo di conservazione riportato in ეტichetta è 13/04/2028. Il ghiaccio è stato prodotto da Premium Italia Srl nello stabilimento di via A. Tommaso 28, Quarto d’Altino, nella città metropolitana di Venezia.
Per chi avesse acquistato questo articolo, la raccomandazione è semplice ma fondamentale: non utilizzarlo. Anche se il prodotto può sembrare innocuo e spesso viene percepito come un semplice accessorio, in realtà rientra nella filiera alimentare e deve rispettare requisiti rigorosi. Meglio quindi controllare il sacchetto con calma e, in caso di corrispondenza con il lotto segnalato, restituirlo al punto vendita.

Sopressa veneta La Fattoria MD: attenzione alla Salmonella spp.
Il secondo richiamo annunciato dal Ministero della Salute interessa una sopressa veneta a marchio La Fattoria, venduta da MD. Anche in questo caso si tratta di un richiamo disposto dal produttore, motivato dalla possibile presenza di Salmonella spp., uno dei principali agenti responsabili di infezioni alimentari. Quando compare questo tipo di segnalazione, prudenza e tempestività diventano essenziali.
Il prodotto coinvolto è distribuito in confezioni da 600 grammi e appartiene al lotto 716, con termine minimo di conservazione fissato al 29/08/2026. La sopressa veneta richiamata è stata prodotta da Saven Srl per conto di MD Spa. Lo stabilimento si trova in via Trieste 158 a Zanè, in provincia di Vicenza, e riporta il marchio di identificazione CE IT 1255 M.
Anche qui la linea indicata dalle autorità è chiara: chi avesse acquistato il salume appartenente al lotto richiamato non deve consumarlo. La Salmonella può provocare disturbi gastrointestinali anche importanti, e per questo è sempre opportuno seguire con precisione le indicazioni del richiamo. Restituire il prodotto al negozio rappresenta la soluzione più corretta e immediata.
Mango Kent F.lli Orsero: residui di thiametoxam oltre i limiti
Il terzo avviso riguarda invece la frutta fresca, e precisamente cinque lotti di mango varietà Kent a marchio F.lli Orsero. Il motivo del richiamo è di natura chimica: il Ministero della Salute segnala infatti la presenza di residui dell’insetticida neonicotinoide thiametoxam oltre i limiti consentiti dalla legge. Si tratta di un richiamo che coinvolge prodotti con date di produzione comprese tra il 24/04/2026 e il 28/04/2026.
I lotti interessati sono quelli con data di produzione 24/04/2026, 25/04/2026, 26/04/2026, 27/04/2026 e 28/04/2026. I manghi sono stati forniti da Servinca Export S.A.C. a Fruttital Srl del Gruppo Orsero. Lo stabilimento di produzione si trova in Jr. Ladislao Espinar 393, a Chimbote, in Perù.
In questo caso non si parla di un problema visibile a occhio nudo, ed è proprio questo il punto più delicato: il consumatore potrebbe non accorgersi di nulla, mentre il superamento dei limiti di residui impone comunque il richiamo del prodotto. Per questo motivo è utile controllare con attenzione l’etichetta e, se uno dei lotti coincide con quelli segnalati, evitare il consumo e riportare l’articolo al punto vendita.
Cosa fare se si è acquistato uno dei prodotti richiamati
Come misura precauzionale, il Ministero invita a non consumare i prodotti con i numeri di lotto indicati negli avvisi. Chi li avesse già acquistati può restituirli al supermercato o al negozio dove è avvenuto l’acquisto. In questi casi, conservare confezione ed etichetta aiuta a velocizzare la verifica in cassa o al banco.
Dal 1° gennaio 2026 Il Fatto Alimentare ha segnalato 103 richiami e ritiri, per un totale di 228 prodotti appartenenti a marchi e aziende differenti. Un dato che conferma quanto sia importante restare aggiornati sugli avvisi ufficiali, soprattutto quando si acquistano alimenti di largo consumo. Per consultare l’elenco completo dei richiami, dei ritiri e delle revoche, è possibile fare riferimento ai canali informativi dedicati.

