Il Ministero della Salute ha diffuso un avviso di richiamo per un lotto di tranci di tonno pinna gialla marinato a marchio Sea Master. Il motivo è la presenza di istamina superiore ai limiti di legge, emersa dopo controlli post vendita. Ecco cosa sapere sul prodotto coinvolto e come comportarsi.

Il richiamo riguarda un alimento venduto sfuso al banco pescheria, confezionato sottovuoto in tagli da 2 a 3 kg. Un dettaglio importante, perché in questi casi il consumatore potrebbe non associare subito il prodotto a un marchio visibile sull’etichetta. Il lotto segnalato è il 20261018625, con data di scadenza 27/03/2026. La raccomandazione è chiara: chi ha acquistato questi tranci di tonno non dovrebbe consumarli, ma riportarli al punto vendita.
Cosa prevede l’avviso di richiamo
L’allerta pubblicata dal Ministero della Salute nasce da un riscontro analitico effettuato dopo la vendita. Le verifiche hanno evidenziato valori di istamina superiori ai limiti consentiti, un elemento che può rendere il prodotto non idoneo al consumo. L’istamina, infatti, è una sostanza che nei prodotti ittici può aumentare in modo significativo quando la conservazione non è stata ottimale o quando si verificano determinate alterazioni lungo la filiera.
Nel caso specifico, il prodotto richiamato è identificato come tranci di tonno pinna gialla marinato Sea Master, commercializzato sfuso presso il banco pescheria e poi confezionato sottovuoto. Proprio per questa modalità di vendita, è essenziale verificare con attenzione i dati riportati nell’avviso: lotto 20261018625 e scadenza 27/03/2026. Se corrispondono, il consiglio è di non consumare il prodotto e di restituirlo al negozio dove è stato acquistato.

Chi ha prodotto il tonno e dove si trova lo stabilimento
Secondo quanto indicato nell’avviso, il tonno marinato è stato prodotto da Mar Grande Srl per conto di Sea Master Srl. Lo stabilimento di produzione è localizzato in via Carapelle 3, a Pulsano, in provincia di Taranto, con marchio di identificazione UE ITU2K3S.
Queste informazioni sono utili non solo per completezza, ma anche per ricostruire la filiera del prodotto e distinguere il lotto richiamato da eventuali altri articoli simili presenti sul mercato. In situazioni come questa, infatti, il nome commerciale da solo non basta: contano il numero di lotto, la data di scadenza e l’origine della produzione. Per questo motivo è sempre opportuno controllare con attenzione le confezioni conservate in casa o i prodotti acquistati al banco, soprattutto quando si tratta di pesce fresco o marinato.
Cosa devono fare i consumatori e quanti richiami ci sono stati nel 2026
La indicazione fornita è di non consumare il tonno pinna gialla marinato con i dati sopra riportati. Chi lo avesse già acquistato può riportarlo al punto vendita per ottenere le indicazioni previste dal negozio. In questi casi, seguire la procedura indicata nel richiamo è il modo più semplice per tutelarsi ed evitare rischi inutili.
L’episodio si inserisce in un quadro più ampio di controlli sulla sicurezza alimentare. Dal primo gennaio 2026 Il Fatto Alimentare ha segnalato 59 richiami, per un totale di 150 prodotti appartenenti a marchi e aziende differenti. Un dato che conferma quanto sia costante l’attività di monitoraggio lungo la filiera agroalimentare e quanto sia importante per i consumatori restare aggiornati sugli avvisi ufficiali.
Per chi acquista abitualmente prodotti ittici, la regola resta sempre la stessa: leggere con attenzione lotto e scadenza, conservare gli scontrini quando possibile e verificare eventuali comunicazioni di richiamo. Un gesto semplice, ma decisivo, soprattutto quando si parla di alimenti che richiedono standard elevati di conservazione e controllo.

