Home » News » Richiamo per rischio listeria: ritirati 59 lotti di vitello tonnato, tacchino e lonza

Richiamo per rischio listeria: ritirati 59 lotti di vitello tonnato, tacchino e lonza

Richiamo per rischio listeria: ritirati 59 lotti di vitello tonnato, tacchino e lonza
Photo by Cook Eat – Pexels
Lettura: 3 minuti

Il ministero della Salute ha segnalato un maxi richiamo per possibile presenza di Listeria monocytogenes. Coinvolti prodotti a marchio Eurospin e A.M.M.53, tutti realizzati nello stabilimento di Spresiano, in provincia di Treviso. L’invito ai consumatori è chiaro: non mangiare i prodotti indicati e riportarli al punto vendita oppure smaltirli.

Richiamo per rischio listeria: ritirati 59 lotti di vitello tonnato, tacchino e lonza
Photo by Cook Eat – Pexels

Un nuovo avviso di sicurezza alimentare arriva dal ministero della Salute. Questa volta il richiamo riguarda 59 lotti tra vitello tonnato, tacchino al forno e lonza di maiale, distribuiti con i marchi Eurospin e A.M.M.53. Il motivo è la possibile presenza del batterio Listeria monocytogenes, un agente patogeno che può rappresentare un rischio per la salute, soprattutto per le persone più fragili.

La segnalazione, pubblicata nella sezione del sito del ministero dedicata alla sicurezza alimentare, invita a prestare la massima attenzione ai numeri di lotto e alle date di scadenza. In questi casi, la raccomandazione è sempre la stessa: controllare subito il frigorifero e verificare se i prodotti acquistati rientrano tra quelli interessati dal provvedimento.

I lotti richiamati con marchio Eurospin

Tra i prodotti coinvolti figurano alcuni preparati venduti con il marchio Portami Via Eurospin, tutti realizzati nello stabilimento A.M.M.53 di Spresiano. In questo gruppo rientrano due referenze molto diffuse, cioè il tacchino arrosto al limone e il vitello tonnato, entrambi confezionati in vaschette pronte al consumo.

Nel dettaglio, il richiamo riguarda il tacchino arrosto al limone in vaschette da 170 grammi, con i lotti L265/26, 266/26, 268/26, 271/26, 272/26, 273/26, 274/26, 275/26, 278/26, 280/26 e 281/26, e con date di scadenza comprese tra il 18/10/2026 e il 03/11/2026.

Richiamato anche il vitello tonnato in vaschette da 180 grammi, con i lotti L264/26, 265/26, 266/26, 267/26, 268/26, 271/26, 272/26, 273/26, 274/26, 275/26, 278/26, 279/26 e 280/26, e con scadenze dal 17/10/2026 al 02/11/2026.

In altre parole, chi ha acquistato questi prodotti dovrebbe verificare con attenzione le etichette. Anche se la confezione appare integra, il richiamo resta valido e il consumo è sconsigliato. Meglio non correre rischi, soprattutto quando si parla di alimenti pronti da consumare freddi.

Richiamo per rischio listeria: ritirati 59 lotti di vitello tonnato, tacchino e lonza
Photo by RDNE Stock project – Pexels

Le referenze A.M.M.53 interessate dal richiamo

Il provvedimento del ministero coinvolge anche diversi prodotti a marchio A.M.M.53 Pasticceria-Gastronomia. Si tratta di preparazioni di carne vendute in confezioni più grandi, destinate spesso alla gastronomia e alla ristorazione, ma presenti anche in alcuni punti vendita al dettaglio.

Tra i lotti ritirati c’è il tacchino al forno in confezioni da 2 kg, con numeri di lotto L260/26, 264/26, 266/26, 267/26, 272/26, 274/26, 280/26 e 281/26, e date di scadenza dal 17/10/2026 al 07/11/2026.

Segue l’arrosto di tacchino ai funghi, anch’esso in confezioni da 2 kg, con i lotti L260/26, 261/26, 264/26, 266/26, 267/26, 271/26, 272/26, 274/26, 278/26 e 282/26, e con scadenze sempre comprese tra il 17/10/2026 e il 07/11/2026.

Nel richiamo rientra poi la lonza di maiale, in confezioni da 1,5 kg, con i lotti L267/26, 268/26, 272/26, 273/26, 274/26, 278/26, 279/26 e 280/26, e date di scadenza dal 19/10/2026 al 01/11/2026. A completare l’elenco ci sono due ulteriori varianti di vitello tonnato: quello in confezioni da 1,5 kg, con lotti L259/26, 264/26, 272/26 e 273/26 e scadenze dal 16/10/2026 al 07/11/2026; e quello in vaschette da 300 grammi, con lotti L259/26, 264/26, 267/26, 271/26 e 275/26, e scadenze dal 16/10/2026 al 01/11/2026.

Il messaggio, per i consumatori, è semplice ma fondamentale: se uno di questi prodotti è in casa, non va consumato. Il ministero invita a restituirlo al punto vendita d’acquisto oppure a eliminarlo. Un gesto rapido che aiuta a prevenire eventuali problemi legati alla contaminazione alimentare e a tutelare la salute di chi li porta in tavola.