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Richiamati polvere di moringa e semi di coriandolo: i nuovi avvisi del Ministero della Salute

Richiamati polvere di moringa e semi di coriandolo: i nuovi avvisi del Ministero della Salute
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Due segnalazioni per prodotti alimentari venduti in Italia: nel primo caso si parla di rischio microbiologico, nel secondo di contaminazione chimica. Ecco tutti i dettagli sui lotti richiamati e cosa fare se li avete acquistati.

Richiamati polvere di moringa e semi di coriandolo: i nuovi avvisi del Ministero della Salute
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Il Ministero della Salute ha pubblicato due nuovi richiami alimentari che interessano prodotti molto diversi tra loro, ma accomunati dalla necessità di un’azione immediata a tutela dei consumatori. Da un lato c’è un lotto di polvere di moringa biologica a marchio Erbavoglio, ritirato per la possibile presenza di Salmonella Spp.; dall’altro un lotto di semi di coriandolo “Whole Dhania Coriander Seeds” a marchio TRS, richiamato per la presenza di clorpirifos, sostanza non autorizzata nell’Unione europea. Due casi distinti, ma entrambi da non sottovalutare.

Polvere di moringa Erbavoglio: il richiamo per rischio microbiologico

Nel primo avviso diffuso dal Ministero si parla del richiamo, disposto dall’operatore, di un lotto di polvere di moringa biologica a marchio Erbavoglio. Il motivo indicato è la presenza di Salmonella Spp., emersa dopo controlli ufficiali effettuati sulla materia prima. Si tratta quindi di una misura precauzionale, adottata per evitare che il prodotto arrivi sulle tavole dei consumatori in condizioni non sicure.

Il prodotto è commercializzato in sacchetti da 200 grammi e riporta il numero di lotto MPCHS1224, con termine minimo di conservazione fissato al 31/12/2027. L’azienda che ha confezionato la polvere di moringa richiamata è Erbavoglio Production Srl, mentre lo stabilimento di produzione si trova in via Galvani 6, a San Zeno Naviglio, in provincia di Brescia.

La segnalazione richiama alla memoria un precedente avviso pubblicato all’inizio di marzo, quando il Ministero della Salute aveva comunicato la sicurezza di un integratore alimentare a base di moringa in polvere a marchio Rosabella, proveniente dagli Stati Uniti, collegato a un focolaio di salmonellosi resistente agli antibiotici. È possibile, dunque, che il collegamento riguardi la stessa materia prima o una filiera simile. Una coincidenza? Forse no, e proprio per questo i controlli restano fondamentali.

Richiamati polvere di moringa e semi di coriandolo: i nuovi avvisi del Ministero della Salute
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Semi di coriandolo TRS: attenzione al rischio chimico

Il secondo richiamo riguarda invece un lotto di semi di coriandolo “Whole Dhania Coriander Seeds” a marchio TRS. In questo caso il problema segnalato non è microbiologico, ma chimico: nei semi sarebbe stata rilevata la presenza di clorpirifos, un pesticida organofosfato non autorizzato nell’Unione europea. Anche qui il richiamo è stato diffuso dall’operatore, a conferma dell’intenzione di intervenire rapidamente non appena emersa la non conformità.

Il prodotto è venduto in confezioni da 100 grammi e interessa il lotto 5 226L4, con TMC 08/2027. L’azienda TRS Wholesale Co. Ltd ha confezionato i semi di coriandolo in uno stabilimento situato nel Regno Unito. Si tratta, dunque, di un richiamo che coinvolge un alimento di largo utilizzo nella cucina quotidiana, spesso presente in ricette etniche, miscele di spezie e preparazioni domestiche.

Quando viene rilevata la presenza di una sostanza non consentita, il richiamo diventa uno strumento essenziale per ridurre il rischio di esposizione dei consumatori. In questi casi, infatti, anche un consumo occasionale può rappresentare un elemento da evitare, soprattutto in assenza di certezze sulla sicurezza del lotto coinvolto.

Cosa devono fare i consumatori e il quadro degli avvisi nel 2026

A scopo precauzionale, il Ministero raccomanda di non consumare i prodotti che riportano i numeri di lotto e i termini minimi di conservazione indicati negli avvisi. Chi avesse acquistato la polvere di moringa Erbavoglio o i semi di coriandolo TRS può riportarli al punto vendita, così da ottenere la sostituzione o il rimborso secondo le modalità previste dal negozio.

È sempre utile, in questi casi, controllare con attenzione etichette, lotto e TMC prima di utilizzare un prodotto alimentare. Un gesto rapido, ma spesso decisivo per evitare problemi. E quando si tratta di richiami ufficiali, la tempestività fa davvero la differenza: più presto si verifica la corrispondenza tra prodotto acquistato e avviso pubblicato, più semplice è agire correttamente.

Dal 1° gennaio 2026 Il Fatto Alimentare ha segnalato 82 richiami e ritiri, per un totale di 192 prodotti appartenenti a marchi e aziende differenti. Un numero che conferma quanto il sistema di controllo sia attivo e quanto sia importante restare aggiornati sulle segnalazioni pubblicate. Per consultare tutti gli avvisi di richiamo, i ritiri e le revoche, è possibile fare riferimento all’elenco completo disponibile online.