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Ministero della Salute, tre richiami alimentari e non solo: ecco i prodotti coinvolti

Ministero della Salute, tre richiami alimentari e non solo: ecco i prodotti coinvolti
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Coppa di testa, base per gelato e piatti di plastica: il Ministero della Salute ha pubblicato tre nuovi avvisi di richiamo per motivi diversi, dalla possibile contaminazione microbiologica agli allergeni, fino alla migrazione di sostanze chimiche.

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Alla fine della scorsa settimana il Ministero della Salute ha diffuso tre avvisi di richiamo che interessano prodotti differenti, accomunati però dalla necessità di un controllo immediato da parte dei consumatori. Si va da un alimento pronto da consumare a un semilavorato per gelato, fino a un articolo per la tavola in plastica. Tre casi diversi, tre criticità distinte, un’unica raccomandazione: verificare con attenzione lotto e scadenza prima di usare il prodotto.

Piatti di plastica 4Emme: richiamo per migrazione oltre i limiti

Il primo richiamo riguarda un lotto di piatti fondi in plastica bianca a marchio 4Emme. L’avviso del Ministero segnala un problema legato al valore di migrazione totale, risultato superiore ai limiti consentiti dalla normativa. In altre parole, il materiale non garantirebbe pienamente i requisiti di sicurezza previsti per il contatto con gli alimenti.

Il prodotto interessato è venduto in confezioni da 15 pezzi e riporta il numero di lotto FO-17.07.26. Il richiamo, pubblicato il 04/09/2026, coinvolge piatti fondi prodotti in Turchia da Zebra Plastik e commercializzati in Italia da 4Emme Srls, con sede a Somma Lombardo, in provincia di Varese.

Per i consumatori, il punto chiave è semplice: se in casa è presente una confezione appartenente a quel lotto, è opportuno non utilizzarla per il servizio dei cibi e restituirla al punto vendita.

Coppa di testa Carrefour: attenzione al possibile rischio microbiologico

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Il secondo avviso riguarda un richiamo precauzionale disposto dal produttore per un lotto di coppa di testa a marchio Il Mercato (Carrefour). In questo caso il motivo indicato è la possibile presenza di Listeria monocytogenes, rilevata durante controlli interni in una concentrazione molto bassa, inferiore a 10 ufc/g, quindi al di sotto del limite minimo di misurazione dello strumento. Anche se il dato rilevato è estremamente contenuto, la misura è stata adottata in via prudenziale, come spesso avviene quando si parla di sicurezza alimentare.

Il prodotto è venduto in vaschette da 100 grammi, con lotto L263323 e TMC 17/09/2026. Carrefour ha a sua volta comunicato il provvedimento, con aggiornamento del 08/09/2026, rafforzando così l’invito alla massima attenzione da parte dei clienti.

La coppa di testa richiamata è stata affettata da Motta Srl per GS Spa nello stabilimento di via Capuana 44, a Barlassina, in provincia di Monza e Brianza. Il marchio di identificazione dello stabilimento è IT 679 L CE.

In questi casi, come sempre, vale una regola prudente ma essenziale: non consumare il prodotto se il lotto corrisponde a quello segnalato, soprattutto quando si tratta di alimenti pronti al consumo e di possibili rischi microbiologici.

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Base per gelato Elenka: richiamo per la presenza di caseina non dichiarata

Il terzo richiamo pubblicato dal Ministero della Salute interessa un lotto di base in polvere per gelato Optima 30 a marchio Elenka. La ragione dell’avviso è la presenza, dovuta a contaminazione crociata, dell’allergene caseina — una proteina del latte — in un prodotto che non riporta in etichetta la dicitura precauzionale “Può contenere Latte, Uova”.

Le confezioni coinvolte sono da 1 kg, con lotto 240701 e TMC 07/2028. L’avviso ministeriale non include immagini e non specifica in modo particolarmente chiaro che si tratta di un semilavorato in polvere per gelato, un dettaglio che rende ancora più importante la verifica attenta delle informazioni riportate su etichetta.

Il prodotto è stato realizzato da Elenka Spa nello stabilimento di via Partanna Mondello 46, a Palermo. Per chi soffre di allergie o intolleranze, la presenza non dichiarata di caseina può rappresentare un rischio concreto; per questo il richiamo assume un valore prioritario.

Cosa fare se si possiede uno dei prodotti richiamati

Il Ministero invita, in via cautelativa, a non consumare né utilizzare i prodotti appartenenti ai lotti indicati. Chi avesse acquistato uno degli articoli segnalati può restituirlo al punto vendita presso cui è avvenuto l’acquisto. Si tratta della procedura standard in questi casi, utile sia per tutelare il consumatore sia per consentire una corretta gestione del richiamo.

Il quadro complessivo conferma quanto il monitoraggio degli avvisi sia importante nella vita quotidiana. Un controllo veloce su lotto, TMC e confezione può evitare problemi, soprattutto quando si parla di alimenti pronti, allergeni e materiali destinati al contatto con il cibo.

Dal 1° gennaio 2026Il Fatto Alimentare ha segnalato 179 richiami e ritiri, per un totale di 421 prodotti di aziende e marchi diversi. Per consultare l’elenco completo degli avvisi di richiamo, dei ritiri e delle revoche, è disponibile la pagina dedicata.