
La borreliosi di Lyme, una malattia infettiva che ha preso il nome dalla cittadina americana di Lyme, è oggi tra le patologie più diffuse e significative trasmesse da vettori. Scopriamo come questo batterio colpisce la salute umana, la sua diffusione e le misure profilattiche disponibili.
Introduzione alla Borreliosi di Lyme
La borreliosi di Lyme si distingue come una delle infezioni più comuni trasmesse da artropodi, seconda solo alla malaria per gravità e diffusione. Questo disturbo, di origine batterica, può infettare pelle, articolazioni, sistema nervoso e organi interni, esitando in sintomi talvolta gravi e persistenti. Senza cure tempestive, la malattia può diventare cronica, rendendo essenziale una diagnosi veloce e accurata.
Cause e Trasmissione della Malattia

Il batterio responsabile, del genere Borrelia, presenta diverse specie. La Borrelia burgdorferi è presente in Europa ed è l’unico agente noto in Nord America, mentre Borrelia afzelii e Borrelia garinii si trovano anche in Asia e Africa. La trasmissione avviene generalmente tramite morsi di zecche, particolarmente del genere Ixodes, così come, potenzialmente, vari tipi di zecche canine. Gli animali selvatici, come roditori, cervi, e lepri, rappresentano serbatoi naturali di infezione.
Sintomi e Progressione della Borreliosi di Lyme
La manifestazione iniziale della borreliosi di Lyme si presenta spesso nei mesi estivi con una macchia rossa che si espande gradualmente sulla pelle. Entro qualche settimana, o mesi in alcuni casi, possono seguire sintomi neurologici come artralgie, mialgie, meningiti e problemi cardiaci. Questi disturbi possono essere transitori ma, in assenza di trattamento, potrebbero persistere e acuirsi.
In assenza di cure adeguate, la malattia può progredire nel tempo, con effetti potenzialmente debilitanti sul sistema muscolo-scheletrico, nervoso, e cardiovascolare. Polineuropatie e alterazioni comportamentali possono svilupparsi, richiedendo un intervento medico complesso.
Prevenzione e Trattamento della Borreliosi di Lyme

Riconoscere la malattia precocemente è fondamentale, specialmente perché i test di laboratorio non sempre garantiscono risultati sicuri. Il trattamento antibiotico, basato sull’osservazione clinica e l’anamnesi del paziente, è la chiave per prevenire l’evoluzione della malattia. Una sfida ulteriore deriva dal fatto che l’infezione non conferisce immunità permanente, esponendo i soggetti a possibili reinfezioni.
In alcune aree degli Stati Uniti, sono disponibili vaccini geneticamente modificati che hanno dimostrato di essere efficaci nei test clinici. Tuttavia, la loro disponibilità in Europa è limitata a causa delle differenze nelle specie di Borrelia presenti. Attualmente, la vaccinazione è raccomandata negli Stati Uniti per individui di età compresa tra 15 e 70 anni che vivono in regioni ad alto rischio.
Scenario Epidemiologico in Italia
Secondo le statistiche della circolare del Ministero della Sanità italiano del 2000, tra il 1992 e il 1998 si sono registrati circa mille casi di borreliosi di Lyme nel Paese. Il problema è particolarmente rilevante in regioni come Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige, mentre è meno frequente nelle regioni centro-meridionali e insulari.
Riflessioni Finali
Comprendere la complessità della borreliosi di Lyme è cruciale per affrontare efficacemente questa crescente minaccia sanitaria. La cooperazione internazionale nella ricerca e nell’accesso ai vaccini potrebbe rappresentare una svolta nella gestione e prevenzione della malattia. Conoscere i sintomi e adottare misure preventive è la chiave per ridurre il rischio di infezione.

