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La malattia che nasce da Internet: anche tu ne sei affetto?

La malattia che nasce da Internet: anche tu ne sei affetto?
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Esploriamo come l’ipocondria colpisce le persone, causando sofferenza reale anche in assenza di malattie oggettive.

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L’ipocondria rappresenta una sfida complessa, un disturbo che porta le persone ad associare minimi disagi fisici a gravi malattie. Il fenomeno si manifesta spesso tra coloro che consumano avidamente riviste mediche e navigano tra risorse online per diagnosticare se stessi. Sorprendentemente, tra il 20% e il 30% della popolazione presenta preoccupazioni eccessive riguardanti la propria salute, mentre una significativa percentuale di pazienti medici esprime sintomi senza riscontri oggettivi. Tuttavia, al di là della mancanza di evidenze fisiche, la sofferenza è indiscutibile.

L’ipocondria non discrimina: uomini e donne di ogni età possono esserne colpiti. Determinati fattori, come esperienze di malattia nell’infanzia, la presenza di patologie gravi nei parenti, o la perdita di una persona cara, aumentano il rischio di sviluppare questo disturbo. Il livello di gravità dipende soprattutto dalla convinzione di vivere in costante pericolo di vita, un pensiero che può dominare la percezione del proprio stato di salute e il significato attribuito alle sensazioni corporee.

La Sfida della Diagnosi

Identificare con precisione l’ipocondria non è semplice. Gli individui convinti di soffrire fisicamente spesso negano la possibilità di una sofferenza di natura psicologica. Prima di intraprendere qualsiasi trattamento psichiatrico, è cruciale escludere condizioni mediche concrete, poiché il cuore dell’ansia per la salute risiede nella paura di soffrire di una malattia mortale. Di conseguenza, l’accettazione di cure psicologiche può sembrare controintuitiva per chi è convinto di avere un problema fisico.

L’ipocondria, fortunatamente, può essere trattata. Diversi approcci terapeutici, inclusi quelli farmacologici e psicoterapici, hanno dimostrato efficacia, con particolare successo per le terapie cognitivo-comportamentali, considerate l’opzione di prima scelta. Nonostante la variabilità dei sintomi, molti ipocondriaci sentono il bisogno di avere farmaci a portata di mano, riempiendo persino i propri armadietti di medicinali per prepararli ad ogni possibile emergenza.

Un Viaggio nella Letteratura

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La letteratura offre riflessioni interessanti su questo disturbo attraverso opere come “Il malato immaginario”. Molière ci racconta la storia di Argante, che vive circondato da medici opportunisti, convinto di patire mali solo immaginari. Questo racconto, sottolineano psichiatri e psicoterapeuti, illustra come spesso l’ipocondria venga vista come una forma di “mal di vivere”, un disturbo che non riguarda il fisico ma l’anima.

Il viaggio nell’eccentricità non finisce qui: il pianista Glenn Gould e il naturalista Charles Darwin ci mostrano come la preoccupazione per la salute può influenzare la vita. Gould, ossessionato dai germi, viveva isolato da qualsiasi contatto fisico, mentre Darwin combatteva con attacchi di panico e disturbi digestivi. Florence Nightingale, colpita da un misterioso virus, nonostante ciò, gettò le basi per l’infermieristica moderna, dimostrando che si può superare anche le più dure sfide psicologiche e fisiche.

Una Prospettiva di Speranza

Affrontare l’ipocondria richiede coraggio e supporto. La chiave sta nell’amore genuino di familiari e amici che offrono sostegno e nell’accettazione della realtà, per emanciparsi dalle catene della paura immaginaria. La comprensione di tale disturbo può portare a un cambiamento radicale, trasformando la vita di coloro che ne soffrono e aiutandoli a riconquistare una serenità mentale tanto desiderata.