Scopri i dettagli sulla chiusura degli accordi di accesso gestito per CAPRELSA e il loro impatto sui pazienti con carcinoma midollare della tiroide.
L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha recentemente comunicato la chiusura dei Managed Entry Agreements (MEA) relativi al registro CAPRELSA, destinati ai pazienti affetti da carcinoma midollare della tiroide (MTC) aggressivo e sintomatico. Questa decisione, effettiva dal 23 settembre 2025, segna una svolta significativa nella gestione di queste terapie e tocca da vicino sia i pazienti che i medici.
Cosa Comporta la Chiusura dei MEA per CAPRELSA?
Con la cessazione delle procedure MEA per CAPRELSA, viene dismesso un importante strumento di condivisione del rischio per il trattamento del carcinoma midollare della tiroide (MTC). Questo farmaco, che può essere somministrato a pazienti con MTC non asportabile chirurgicamente e con malattia localmente avanzata o metastatica, potrebbe non essere indicato nelle stesse modalità di prima. Inoltre, quando si tratta di pazienti con mutazioni del gene RET non conosciute o assenti, è cruciale valutare attentamente i possibili benefici per procedere con il trattamento.
Gestione delle Procedure di Rimborso
Per quanto concerne i trattamenti iniziati prima del 23 settembre 2025, AIFA e le aziende farmaceutiche hanno stabilito che gli accordi di rischio condiviso preesistenti continueranno ad applicarsi. Questo sarà valido esclusivamente per le confezioni con una data di dispensazione non oltre i centosessanta giorni dalla chiusura del registro, cioè fino al 23 marzo 2026. Questo passo è fondamentale per assicurare che i pazienti già in trattamento con CAPRELSA possano ricevere il rimborso in modo continuativo. Per ulteriori dettagli, gli interessati possono consultare la “Stato attuale delle procedure di rimborso” che si trova nei link correlati forniti da AIFA.
Implicazioni e Futuro per i Pazienti
La decisione presa da AIFA impone una revisione delle strategie terapeutiche per i pazienti affetti da carcinoma midollare della tiroide. In assenza dei MEA, potrebbe essere necessaria una nuova valutazione delle alternative terapeutiche disponibili, inclusi i benefici e i rischi associati a ciascun trattamento. I pazienti e i loro familiari dovranno collaborare strettamente con i loro medici per determinare il percorso di trattamento più adeguato.
Rimanere informati sulle decisioni dell’AIFA e su come queste influenzano l’acceso ai farmaci è essenziale per le persone coinvolte. La chiusura di questi accordi rappresenta un cambiamento importante nel campo delle terapie farmacologiche in Italia, e sia i pazienti che gli operatori sanitari devono essere pronti ad adattarsi a queste novità.
Fonte: AIFA

