Il Ministero della Salute segnala due nuovi richiami: coinvolti un lotto di pesce spada surgelato e diverse posate da tavola per rischio legato ai metalli pesanti.

Nuovo avviso di sicurezza per il pesce spada surgelato. Il Ministero della Salute ha diffuso il richiamo, disposto dal produttore, di un lotto a marchio Surgelati Italpesca. Il problema? Livelli di mercurio superiori ai limiti consentiti dalla normativa vigente.
Il prodotto interessato appartiene al lotto 81/25, per un totale di 920 kg, con termine minimo di conservazione fissato al 01/10/2027. Non è stato specificato se il pesce sia venduto confezionato o sfuso, dettaglio che lascia qualche incertezza per i consumatori.
Produzione e raccomandazioni per i consumatori
A produrre il pesce spada richiamato è l’azienda Italpesca Sas di Cozzolino Gerardo & C., con stabilimento ad Acerra, in provincia di Napoli, precisamente in via delle Industrie 126, Zona ASI Acerra, località Pantano (marchio di identificazione IT U3T43 UE).
La raccomandazione è netta: evitare il consumo del prodotto indicato. Chi lo avesse acquistato può riportarlo al punto vendita per ottenere il rimborso. Una precauzione semplice, ma essenziale per ridurre i rischi legati all’esposizione al mercurio.

Posate richiamate per migrazione di cromo
Non solo alimenti. Il Ministero segnala anche il richiamo di un lotto di posate da tavola Exagona, a marchio Ma Maison. Forchette, cucchiai, cucchiaini e coltelli finiscono sotto osservazione per una possibile migrazione di cromo oltre i limiti consentiti nei materiali a contatto con alimenti.
Il problema è stato rilevato nei coltelli, ma per cautela il richiamo è stato esteso a tutta la linea dello stesso lotto (OMPA006972). Le posate, vendute in confezioni da sei pezzi, presentano manici in diversi colori: nero, marrone, bianco e rosso.
Distribuzione e gestione del richiamo
Le posate sono state importate dall’azienda Abert Spa, con sede a Passirano, in provincia di Brescia, per la catena Magazzini Maury’s. Anche in questo caso, l’indicazione è chiara: non utilizzare i prodotti e restituirli al punto vendita, dove potranno essere rimborsati o sostituiti.
C’è un ulteriore invito da non ignorare: evitare lo smaltimento autonomo. La gestione corretta dei prodotti richiamati consente infatti di seguire le procedure previste dalla normativa e garantire maggiore sicurezza per tutti.
Dall’inizio del 2026, il portale Il Fatto Alimentare ha registrato 73 richiami e ritiri, per un totale di 183 prodotti coinvolti. Un numero che fa riflettere: quanto siamo davvero attenti a ciò che arriva sulle nostre tavole?

