Home » News » MERS, due nuovi casi in Francia: c’è da preoccuparsi?

MERS, due nuovi casi in Francia: c’è da preoccuparsi?

MERS, due nuovi casi in Francia: c’è da preoccuparsi?
Photo by Parentingupstream – Pixabay
Lettura: 3 minuti

Dopo anni di silenzio, il coronavirus MERS-CoV torna a far parlare di sé con due infezioni confermate in Francia. Ecco cosa sappiamo e qual è il reale livello di rischio.

MERS, due nuovi casi in Francia: c’è da preoccuparsi?
Photo by Parentingupstream – Pixabay

La MERS – sindrome respiratoria mediorientale – torna al centro dell’attenzione mediatica dopo la diagnosi di due nuovi casi in Francia. I pazienti, rientrati da un viaggio nella Penisola Arabica, sono stati ricoverati all’inizio di dicembre in condizioni cliniche stabili. Secondo le autorità sanitarie, si tratta delle prime infezioni accertate nel Paese dal 2013. Nessun altro caso è stato rilevato tra i contatti stretti, a conferma che non si tratta di una trasmissione interna ma di contagi importati.

Il virus responsabile è il MERS-CoV, un coronavirus appartenente alla stessa famiglia di SARS e COVID-19, ma con caratteristiche differenti. Si tratta di una patologia rara, individuata per la prima volta nel 2012 in Arabia Saudita, che si trasmette principalmente dagli animali – in particolare i cammelli dromedari – all’uomo. La trasmissione interumana è meno comune e avviene soprattutto in contesti ospedalieri.

Un virus noto, ma ancora da monitorare

Nonostante il nome possa evocare scenari recenti, la MERS non è una malattia nuova. Da oltre un decennio, il virus è presente in modo endemico in alcuni Paesi del Medio Oriente, dove il contatto diretto o indiretto con i cammelli infetti rappresenta il principale vettore di contagio. Tuttavia, la trasmissione tra esseri umani resta limitata, legata a contatti stretti o a situazioni in cui le misure di contenimento non vengono applicate correttamente.

I dati più recenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità parlano chiaro: nel 2025 sono stati registrati 19 casi di MERS a livello globale, con 4 decessi. La maggior parte delle infezioni continua a concentrarsi in Arabia Saudita. I due episodi francesi rientrano in questo contesto e non indicano l’inizio di una nuova epidemia sul suolo europeo.

MERS, due nuovi casi in Francia: c’è da preoccuparsi?
Photo by HalcyonMarine – Pixabay

Attenzione alla letalità, non alla diffusione

A preoccupare gli esperti è soprattutto il tasso di mortalità legato alla MERS, che risulta sensibilmente più elevato rispetto ad altre infezioni respiratorie. Secondo l’OMS, circa un terzo dei pazienti colpiti può andare incontro a complicazioni fatali, soprattutto in presenza di fragilità pregresse. Tuttavia, questo dato potrebbe essere sovrastimato: molte forme lievi o asintomatiche non vengono intercettate dalle statistiche ufficiali.

A differenza di virus altamente contagiosi come il SARS-CoV-2, la MERS non si diffonde facilmente nella vita quotidiana. Le situazioni di contagio umano documentate sono legate perlopiù a strutture sanitarie dove i protocolli non sono stati tempestivamente applicati. Questo riduce notevolmente il rischio per la popolazione generale, anche in caso di nuovi casi importati.

Controllo efficace e rischio contenuto

In Francia, le misure di contenimento sono state attivate tempestivamente. I pazienti sono in isolamento e sotto osservazione, mentre il tracciamento dei contatti è in corso. Non sono emersi altri casi secondari, un segnale rassicurante sulla gestione della situazione. Le autorità sanitarie europee confermano che il rischio di trasmissione resta basso, in assenza di un’esposizione diretta in aree endemiche.

A livello globale, l’OMS mantiene la valutazione del rischio per MERS a un livello moderato. Tradotto: serve vigilanza, ma non c’è alcun allarme. I sistemi sanitari sono attrezzati per monitorare eventuali sviluppi e intervenire con misure di prevenzione e contenimento qualora necessario.