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Fumare da giovani: il rischio raddoppia anche a distanza di decenni

Fumare da giovani: il rischio raddoppia anche a distanza di decenni
Photo by NoblePrime – Pixabay
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Uno studio internazionale rivela che iniziare a fumare prima dei 20 anni è molto più dannoso rispetto a cominciare in età adulta, anche a parità di sigarette consumate.

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Accendere la prima sigaretta a 16 anni non è come farlo a 30. Secondo una ricerca pubblicata su Nature e condotta dal team del Seoul National University Hospital, iniziare a fumare in adolescenza può raddoppiare il rischio di infarto e aumentare dell’80% quello di ictus, anche se il numero totale di sigarette fumate nella vita è lo stesso. Il momento in cui si entra in contatto con il tabacco ha dunque un impatto determinante sulla salute cardiovascolare a lungo termine. Un dato che ribalta molte convinzioni e rende urgente ripensare le strategie di prevenzione.

Un danno che resta, anche dopo aver smesso

Lo studio ha preso in esame oltre 9,2 milioni di adulti, confrontando il profilo di rischio tra chi aveva iniziato a fumare prima dei 20 anni e chi aveva cominciato più tardi. I risultati non lasciano spazio a dubbi: chi ha fumato molto fin da giovane – più di un pacchetto al giorno – conserva un rischio cardiovascolare elevato anche decenni dopo aver smesso. Questo perché le sostanze tossiche del fumo agiscono su vasi sanguigni ancora in fase di sviluppo, creando danni endoteliali permanenti. Come spiega il cardiologo Eugenio Stabile, “fumare in età giovanile è particolarmente rischioso perché le nostre arterie rispondono più facilmente agli stimoli nocivi”. Le LDL ossidate, derivanti dall’interazione tra colesterolo e prodotti del fumo, si accumulano sotto l’endotelio e attivano un processo infiammatorio che può sfociare in aterosclerosi.

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Aterosclerosi precoce: quando il corpo registra il trauma

L’aterosclerosi, alla base di molte patologie cardiache, è una malattia cronica che restringe e irrigidisce le arterie. Le prime tracce possono formarsi già in età giovanile se il fumo viene introdotto precocemente.

“Questo è il motivo per cui dobbiamo fare tutti gli sforzi possibili per cambiare il nostro modo di pensare la salute, agire in termini di prevenzione primaria e rendere qualcosa come il fumo di sigaretta in età giovanile assolutamente proibito”, afferma Stabile. La vulnerabilità dei vasi nei giovani rende ogni sigaretta un colpo potenzialmente irreversibile. E la pericolosità non si esaurisce qui.

Nicotina e cervello: dipendenza più forte, stile di vita peggiore

Oltre al cuore, anche il cervello adolescenziale è particolarmente esposto: più sensibile alla nicotina, tende a sviluppare una dipendenza più rapida e profonda. Il risultato? Una maggiore difficoltà a smettere e un aumento del rischio di adottare abitudini scorrette, come una dieta squilibrata o la sedentarietà. Un ulteriore studio della Johns Hopkins University, pubblicato su PLOS Medicine, conferma che persino poche sigarette al giorno aumentano del 50% il rischio di insufficienza cardiaca. “I vasi sanguigni dei giovani sono spugne per i danni da tabacco. Ogni sigaretta fumata in adolescenza vale doppio in termini di rischio futuro”, spiegano i ricercatori coreani. La buona notizia è che smettere riduce drasticamente i rischi già nei primi dieci anni. Ma il messaggio resta chiaro: iniziare troppo presto è sempre un errore che si paga, anche a distanza di decenni.