Home » News » Emergenza Epatite A: cosa sta succedendo a Cosenza

Emergenza Epatite A: cosa sta succedendo a Cosenza

Emergenza Epatite A: cosa sta succedendo a Cosenza
Photo by Nikolay Smeh – Unsplash
Lettura: 2 minuti

Cresce l’attenzione per i casi di epatite A a Cosenza, mentre le autorità sanitarie indagano sulle cause potenziali del contagio.

Emergenza Epatite A: cosa sta succedendo a Cosenza
Photo by Nikolay Smeh – Unsplash

Negli ultimi giorni, l’allerta per i sospetti casi di epatite A a Cosenza ha portato un’attenzione crescente sulle strutture sanitarie locali. Attualmente, cinque persone sono sotto osservazione all’Ospedale Annunziata, con un paziente che ha già lasciato la Gastroenterologia dopo essersi ristabilito. L’indagine in corso, come spiega Martino Rizzo, direttore del Dipartimento di Igiene Pubblica dell’Asp di Cosenza, si presenta complessa, aggravata dalla modalità di trasmissione del virus, che avviene per via orofecale.

Indagine complessa e origini ancora incerte

Secondo Rizzo, le origini del contagio sono tutt’altro che chiare. In un’intervista con la Gazzetta del Sud, ha affermato che, al momento, l’unico tratto comune tra i casi accertati potrebbe risiedere nell’alimentazione. L’ipotesi centrale è che il consumo di cozze o mitili possa essere collegato a questi casi, benché l’origine esatta non sia stata ancora determinata. Con tre dei sei casi complessivi già confermati, l’ipotesi alimentare mantiene la sua rilevanza nell’inchiesta in corso.

Focolai tra Catanzaro e il Lametino

Emergenza Epatite A: cosa sta succedendo a Cosenza
Photo by Parentingupstream – Pixabay

Recentemente, un focolaio di epatite A è stato registrato anche nella provincia di Catanzaro, presso l’azienda ospedaliera universitaria Dulbecco. Qui, quattro pazienti hanno ricevuto cure nel reparto di Malattie infettive, mentre un quinto ha potuto fare ritorno a casa dopo essere stato trattato in Medicina generale. Questi eventi sembrano inserirsi in un quadro più ampio di focolai, con numerosi accessi ospedalieri registrati sia nell’area del lametino sia in quella del catanzarese.

Investigazioni incorso: le ipotesi

In risposta a questi eventi, l’Asp di Catanzaro ha prontamente avviato un’indagine epidemiologica per tracciare la diffusione del contagio. Nonostante i campioni prelevati dalle acque di Catanzaro e Lamezia Terme siano risultati negativi, le ipotesi implicano ancora un legame con gli alimenti mal conservati o trattati. Il filo conduttore nelle storie cliniche dei pazienti punta verso il consumo di pesce o frutti di mare, un elemento che trova ulteriore riscontro anche nell’indagine dell’Asp di Cosenza.

La situazione rimane sotto attenta osservazione da parte delle autorità sanitarie, con l’obiettivo di chiarire quanto prima le cause del contagio e adottare eventuali misure preventive.