Il Ministero della Salute ha diffuso due avvisi precauzionali nel fine settimana: coinvolti un lotto di tramezzini kebab e un lotto di uova fresche, entrambi per un potenziale rischio microbiologico. Ecco cosa sapere su marchi, lotti e date di scadenza.

Nel fine settimana sono arrivati due nuovi richiami alimentari segnalati dal Ministero della Salute, entrambi emessi in via precauzionale e legati a un possibile rischio microbiologico. I prodotti interessati sono un lotto di tramezzini kebab di pollo arrosto con pomodoro e cipolla e un lotto di uova fresche di categoria A. Si tratta di avvisi importanti, perché in questi casi la prudenza è fondamentale: meglio verificare subito se i prodotti acquistati rientrano tra quelli segnalati.
Richiamo dei tramezzini kebab: lotto interessato e marchi coinvolti
Il primo richiamo riguarda un lotto di tramezzini kebab di pollo arrosto con pomodoro e cipolla, commercializzati con il marchio Premium Tramezzino e Stellato Riva. L’avviso pubblicato dal Ministero della Salute segnala la possibile presenza di una contaminazione microbiologica non meglio specificata. Proprio per questo il richiamo è stato disposto in via cautelativa.
I prodotti sono venduti in confezioni da 150 grammi e riportano il numero di lotto D-176-F con data di scadenza 30/07/2026. La segnalazione, come spesso accade in questi casi, è stata diffusa anche attraverso diversi punti vendita: i supermercati Prix hanno comunicato il richiamo dei tramezzini a marchio Premium Tramezzino, mentre Iper, Coop e Mercatò hanno diffuso l’avviso relativo al prodotto a marchio Stellato. L’aggiornamento riporta la data del 21/07/2026.
Il prodotto è stato realizzato da Riva Alimentari Uniti Srl, nello stabilimento di via Gaggio 43, Nibionno, in provincia di Lecco. Il marchio di identificazione dello stabilimento è IT D1T8V UE. In presenza di un richiamo di questo tipo, la raccomandazione è sempre la stessa: controllare con attenzione lotto e scadenza prima di consumare il prodotto. Basta un dettaglio per fare la differenza.

Uova fresche Ovo Mio: attenzione al lotto S226
Il secondo avviso diffuso dal Ministero della Salute riguarda un lotto di uova fresche di categoria A a marchio Ovo Mio. Anche in questo caso il richiamo è precauzionale, ma la motivazione è più specifica: si parla della possibile presenza di Salmonella. Un rischio che richiede particolare attenzione, soprattutto perché le uova sono un alimento molto diffuso e presente in tantissime cucine italiane.
Il prodotto richiamato viene venduto in confezioni da 180, 108, 72 e 60 uova, oltre che in confezioni da 6 uova. Il lotto interessato è S226 e la data di scadenza indicata è 22/07/2026. Anche qui, il messaggio per chi ha acquistato il prodotto è chiaro: verificare subito l’etichetta e non consumare le uova se corrispondono ai dati segnalati.
Le uova sono state prodotte da Ovo Mio 1972 Snc di Bertoni e Tossani nello stabilimento di Cassola 6/6, a Monteveglio, nel comune di Valsamoggia, nella città metropolitana di Bologna. Il marchio di identificazione dello stabilimento è IT W4Y63 CE. Trattandosi di un richiamo per possibile contaminazione da Salmonella, la prudenza non è mai troppa: meglio evitare qualsiasi utilizzo del lotto coinvolto.
Cosa fare se si è acquistato uno dei prodotti richiamati
In entrambi i casi, l’indicazione è di non consumare i prodotti che riportano le date di scadenza e i numeri di lotto segnalati. Chi li avesse già acquistati può riportarli al punto vendita dove sono stati comprati. Si tratta di una procedura semplice, ma molto utile per tutelare la sicurezza alimentare e ridurre eventuali rischi per i consumatori.
I richiami alimentari, soprattutto quando riguardano contaminazioni microbiologiche o la possibile presenza di batteri come la Salmonella, servono proprio a intervenire in modo rapido prima che il prodotto arrivi sulle tavole. È una misura di prevenzione, non una sentenza sul prodotto in sé. Tuttavia, per chi ha quel lotto in casa, la priorità resta una sola: non aprire dubbi, ma controllare e, se necessario, restituire.
Dal 1 gennaio 2026, Il Fatto Alimentare ha segnalato 19 richiami e ritiri, per un totale di 360 prodotti appartenenti a aziende e marchi differenti. Un numero che ricorda quanto sia importante monitorare con attenzione gli avvisi ufficiali e aggiornarsi regolarmente. Per chi segue il tema della sicurezza alimentare, la verifica dei richiami è ormai un passaggio essenziale, quasi quanto controllare la data di scadenza.

