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Dieta vegetariana e tumori: rivoluzionario studio di Oxford cambia le carte in tavola

Dieta vegetariana e tumori: rivoluzionario studio di Oxford cambia le carte in tavola
Photo by JillWellington – Pixabay
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Un approfondito studio dell’Università di Oxford, che ha coinvolto 1,8 milioni di partecipanti, getta nuova luce sul legame tra dieta vegetariana e rischio di cancro, sollevando interrogativi sulla prevenzione.

Dieta vegetariana e tumori: rivoluzionario studio di Oxford cambia le carte in tavola
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Ricercatori dell’Università di Oxford hanno realizzato una delle più vaste ricerche mai condotte, esaminando il rapporto tra abitudini alimentari e rischio di cancro. Basata su dati provenienti da oltre 1,8 milioni di soggetti, lo studio si è protratto per 16 anni, registrando 220.387 diagnosi di cancro in 17 diverse tipologie. I risultati, pubblicati nel British Journal of Cancer, indicano che i vegetariani mostrano un rischio ridotto per cinque tipi di tumori, come quelli al pancreas e ai reni. Tuttavia, alcune osservazioni inaspettate necessitano di ulteriori indagini, come sottolineato dall’epidemiologo Tim Key: “Le diete ricche di frutta, verdura e fibre, che evitano la carne trasformata, sono raccomandate per la riduzione del rischio di cancro”.

Classificazione dietetica: diversità nei regimi alimentari

Lo studio ha suddiviso i partecipanti in cinque categorie: mangiatori di carne, consumatori di pollame, pescetariani, vegetariani e vegani, basandosi su questionari alimentari. Un aspetto determinante della ricerca è stato il riconoscere che all’interno di ciascun gruppo vi sono differenze significative, ad esempio tra vegetariani che prediligono legumi e cereali integrali e quelli che consumano cibi industriali. Tra gli intervistati, il 90,5% erano onnivori, il 3,5% vegetariani e lo 0,5% vegani.

Connessioni tra dieta vegetariana e riduzione del rischio oncologico

Tra i vegetariani, i dati mostrano una diminuzione rilevante del rischio per alcuni tumori: pancreas (-21%), seno (-9%), prostata (-12%), rene (-28%) e mieloma multiplo (-31%). La dieta vegetale è caratterizzata da una maggiore presenza di fibre e composti bioattivi che influenzano vari processi biologici. Le fibre, in particolare, giocano un ruolo cruciale nel supportare un microbiota intestinale sano, mentre i fitochimici aiutano a regolare infiammazioni e metabolismo.

Accenni a rischi inaspettati

Nonostante i benefici, lo studio ha rivelato alcune associazioni inattese: i vegetariani mostrano un rischio doppio di carcinoma esofageo rispetto ai mangiatori di carne. I motivi potrebbero includere carenze di micronutrienti come riboflavina e zinco. Inoltre, i vegani presentano un aumento del 40% del rischio di cancro al colon-retto, sebbene la significatività di questo dato diminuisca quando si escludono i primi anni di osservazione.

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Importanza del calcio e limiti intrinseci dello studio

L’apporto di calcio è emerso come un fattore rilevante, specialmente tra i vegani, con livelli spesso inferiori alle indicazioni nutrizionali. Ciò solleva la questione della protezione del calcio nei confronti del cancro, supportata da un’alimentazione moderna che integra più prodotti fortificati. Tuttavia, i dati, raccolti tra il 1980 e il 2010, riflettono abitudini alimentari diverse da quelle attuali, suggerendo cautela nell’interpretazione dei risultati.

Lo studio di Oxford evidenzia che una dieta vegetale può contribuire a ridurre il rischio di cancro, ma si inserisce in un contesto ampio di fattori influenzanti, come genetica e stile di vita. Mentre il cancro rimane una delle principali cause di mortalità globale, agire su fattori modificabili come alimentazione, attività fisica e stile di vita resta essenziale.