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Richiami alimentari: surimi Panapesca e latterini Finofish sotto osservazione

Richiami alimentari: surimi Panapesca e latterini Finofish sotto osservazione
Photo by angelicavaihel – Pixabay
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Due avvisi di richiamo interessano prodotti ittici surgelati diffusi nella grande distribuzione: nel primo caso per polifosfati non dichiarati, nel secondo per PFAS oltre i limiti consentiti.

Richiami alimentari: surimi Panapesca e latterini Finofish sotto osservazione
Photo by Yesim Kaya – Pexels

Negli ultimi giorni sono stati segnalati due richiami alimentari che riguardano prodotti a base di pesce surgelato. Si tratta, da un lato, di un lotto di surimi a marchio Panapesca ritirato per la presenza di un additivo non indicato in ეტichetta; dall’altro, di un lotto di latterini interi surgelati a marchio Finofish, richiamato per la presenza di PFAS oltre i limiti di legge. In entrambi i casi, l’invito è chiaro: controllare con attenzione lotto e scadenza, e riportare il prodotto al punto vendita se corrisponde a quello segnalato.

Richiamo del surimi Panapesca: additivo non dichiarato in etichetta

La catena Prix ha diffuso l’avviso di richiamo, emesso dal produttore, di un lotto di surimi surgelato a marchio Panapesca. Il motivo indicato è la presenza di polifosfati non dichiarati in etichetta e in quantità superiori al limite consentito. Un dettaglio tutt’altro che secondario, perché la trasparenza sugli ingredienti è fondamentale per chi acquista e consuma un alimento confezionato.

Il prodotto coinvolto è venduto in confezioni da 250 grammi. Il lotto richiamato è il numero 16/07/2024, che coincide con la data di produzione, mentre il termine minimo di conservazione è 16/07/2026. Chi dovesse avere questo articolo in congelatore dovrebbe verificare con cura i dati riportati sulla confezione, per evitare consumi involontari.

Il surimi richiamato è stato prodotto da Panapesca Spa, con sede in via Mazzini 31, Massa e Cozzile, in provincia di Pistoia. In casi come questo, anche quando il prodotto può sembrare regolare a prima vista, è importante attenersi alle indicazioni ufficiali e non sottovalutare l’avviso.

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Latterini Finofish richiamati per PFAS oltre i limiti

Diverso il caso segnalato dal Ministero della Salute, che ha pubblicato il richiamo di un lotto di latterini interi surgelati a marchio Finofish. Qui il problema riguarda la presenza di PFOS e della somma di PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS oltre i limiti previsti dalla normativa. Si tratta di sostanze che, quando presenti in concentrazioni superiori a quelle consentite, richiedono un intervento immediato a tutela dei consumatori.

Il prodotto è commercializzato in confezioni da 1 kg, con numero di lotto 250425 e TMC 25/04/2027. Anche in questo caso, il consiglio è di controllare con precisione i dati stampati sull’imballaggio: basta un numero diverso per escludere il richiamo, ma se lotto e scadenza coincidono è bene non consumare il prodotto.

Secondo quanto riportato nell’avviso, i latterini sono stati prodotti da Enlem Soguk Hava Depolama Lojistik ve Gıda Sanayi A.Ş. per Vasilis Savramis & Co LTD Frozen Sea Foods. Lo stabilimento si trova in Balaban Mahallesi, via Aslanagğzı, Blocco A, n.43, a Silivri, Istanbul, in Turchia, e presenta il marchio di identificazione TR 34 – 1548. Una scheda tecnica precisa, utile per risalire con chiarezza alla filiera del prodotto richiamato.

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Cosa fare se si è acquistato il prodotto richiamato

Per precauzione, le autorità raccomandano di non consumare i prodotti ittici surgelati con i lotti e i termini minimi di conservazione indicati negli avvisi. È una misura semplice, ma fondamentale: quando un richiamo viene pubblicato, la priorità è evitare qualsiasi rischio, soprattutto se il prodotto è già stato conservato nel freezer di casa e può facilmente passare inosservato.

Chi è in possesso di uno dei prodotti segnalati può restituirlo al punto vendita d’acquisto. In genere, i supermercati e i negozi coinvolti accettano il reso anche senza problemi particolari, proprio perché si tratta di un richiamo ufficiale. Conservare lo scontrino può essere utile, ma spesso è il lotto, più che la ricevuta, a fare la differenza.

L’attenzione ai richiami alimentari resta quindi essenziale. Dal 1° gennaio 2026, Il Fatto Alimentare ha segnalato 119 richiami e ritiri, per un totale di 257 prodotti appartenenti a marchi e aziende differenti. Numeri che raccontano quanto sia importante mantenere alta la vigilanza, soprattutto su alimenti di largo consumo come quelli ittici surgelati. Per consultare l’elenco completo degli avvisi, dei ritiri e delle revoche, è possibile verificare gli aggiornamenti pubblicati dalle fonti ufficiali.