Trattamenti topici oculari
I farmaci oculari sono di solito applicati per via topica sotto forma di gocce o pomate. Quando è richiesta una concentrazione maggiore può essere necessaria una iniezione locale.
Colliri e pomate
I colliri vanno instillati nel sacco congiuntivale mantenendo abbassata la palpebra inferiore; dopo la somministrazione è utile tenere chiuse le palpebre per un certo lasso di tempo. Una goccia di collirio è generalmente sufficiente. In modo analogo possono essere applicate piccole quantità di pomata, che si scioglie rapidamente e viene diffusa sulla superficie oculare dai movimenti palpebrali. Qualora sia necessario somministrare contemporaneamente 2 farmaci in collirio è opportuno aspettare almeno 5 minuti tra una somministrazione e l’altra, al fine di evitare interferenze di assorbimento e problemi di diluizione. Possono insorgere effetti sistemici dovuti all’ingresso in circolo del farmaco attraverso i vasi della congiuntiva o tramite la mucosa nasale dopo penetrazione nei dotti lacrimali, soprattutto se la quantità somministrata è eccessiva. Il grado di assorbimento sistemico è molto variabile; il drenaggio nasale si verifica più facilmente con i colliri rispetto alle pomate. La pressione del puntino lacrimale per almeno un minuto dopo la somministrazione di gocce oculari riduce il drenaggio nasale e quindi l’assorbimento sistemico attraverso la mucosa nasale.
Alcuni colliri, per esempio a base di amfotericina B, ceftazidima, cefuroxima, colistina, deferoxamina, desametasone, gentamicina e vancomicina, possono essere preparati sterilmente a partire dai prodotti normalmente utilizzati per via iniettabile.
Bagni oculari
Vengono fatti con soluzioni utilizzate per irrigare il sacco congiuntivale. Agiscono meccanicamente come primo presidio terapeutico allontanando sostanze irritanti o corpi estranei. Si utilizza di solito una soluzione sterile di sodio cloruro 0,9%, ma in caso di emergenza si può anche usare acqua pulita.
Altre preparazioni
Iniezioni sottocongiuntivali possono essere utilizzate per somministrare farmaci antinfettivi, midriatici o corticosteroidi in caso di mancata risposta all’applicazione topica. Il farmaco si diffonde attraverso la cornea e la sclera in camera anteriore, camera posteriore e umore vitreo.
Controllo della contaminazione microbica
Le preparazioni oculari devono essere sterili. Nonostante i colliri multidose contengano conservanti, è opportuno evitare che il contenuto si contamini durante l’utilizzo.
I colliri multidose utilizzati in ambito domestico non devono essere impiegati per un periodo superiore alle 4 settimane dalla data di apertura, salvo altre indicazioni.
I colliri utilizzati in ambiente ospedaliero vengono normalmente eliminati dopo 1 settimana dalla prima apertura e devono essere di uso personale (assegnare un flacone a ogni singolo paziente).
In ambulatorio dovrebbero essere utilizzate confezioni monodose; se sono utilizzate confezioni multidose, devono essere eliminate alla fine della giornata. Nelle divisioni oculistiche e in pronto soccorso, dove esiste un alto rischio infettivo, devono essere utilizzate confezioni monodose; qualora queste non fossero disponibili, il contenitore multidose va gettato dopo ogni somministrazione. Per prodotti impiegati a scopo diagnostico (come la fluoresceina) dovrebbero essere usate confezioni monodose.
Lenti a contatto
Per motivi estetici molte persone preferiscono utilizzare lenti a contatto piuttosto che occhiali; talvolta le lenti a contatto sono anche indicate per ragioni mediche. I difetti visivi sono corretti con lenti rigide (dure o gas permeabili) o morbide (idrogel o idrogel di silicone).
Le lenti dovrebbero essere portate solo per un determinato numero di ore al giorno. Un utilizzo continuo (prolungato) comporta rischi maggiori per l’occhio e non è raccomandato, se non indicato dal medico.
Le lenti a contatto richiedono una cura meticolosa. Una scarsa attenzione alle istruzioni d’uso e alla pulizia e disinfezione quotidiana può portare a complicanze come cheratite ulcerativa e disturbi congiuntivali (come la congiuntivite purulenta o papillare).
Trattamenti farmacologici nei portatori di lenti a contatto
Viene richiesta particolare cura nella prescrizione di preparati oculari a pazienti portatori di lenti a contatto. Alcuni farmaci e conservanti contenuti in preparazioni oftalmiche possono accumularsi nelle lenti morbide e indurre reazioni tossiche. Pertanto, salvo indicazioni mediche, le lenti vanno rimosse prima dell’instillazione e non vanno utilizzate durante il periodo del trattamento. In alternativa, si possono impiegare colliri senza conservanti. Tuttavia su lenti a contatto corneali rigide possono essere instillati colliri. Pomate oftalmiche e gocce oleose non devono mai essere usate con lenti a contatto.
Molti farmaci somministrati per via sistemica possono avere anche effetti indesiderati che coinvolgono l’uso delle lenti a contatto. Tra questi vi sono i contraccettivi orali (soprattutto quelli a più alto contenuto di estrogeni), i farmaci che riducono la frequenza dell’ammiccamento palpebrale (per esempio ansiolitici, ipnotici, antistaminici e miorilassanti), i farmaci che riducono la produzione di lacrime (per esempio antistaminici, antimuscarinici, fenotiazine e farmaci correlati, alcuni betabloccanti, diuretici e antidepressivi triciclici) e i farmaci che aumentano la lacrimazione (incluse efedrina e idralazina).
Altre preparazioni che possono influire sull’utilizzo di lenti a contatto sono l’isotretinoina (può causare infiammazione congiuntivale), l’acido acetilsalicilico (compare nelle lacrime e può essere assorbito dalle lenti a contatto causando infiammazione), la rifampicina e la sulfasalazina (possono scolorire le lenti).