Seleparina, come funziona e quali sono le avvertenze per questo farmaco anticoagulante

Che cosa è la Seleparina, quali sono le principali indicazioni terapeutiche e quali le avvertenze che dovreste leggere prima della sua assunzione.

Seleparina è un farmaco a base di Eparina, un glicosaminoglicano altamente solfato, utilizzato frequentemente come anticoagulante iniettabile. Ha la più alta densità di carica negativa di qualsiasi molecola biologica conosciuta, ed è spesso protagonista di varie indicazioni terapeutiche.

Cerchiamo di saperne di più, andando a comprendere quali sono le caratteristiche di utilizzo e le avvertenze di tale medicinale.

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Cosa è e come funziona l’Eparina

Come anticipato, Seleparina è un prodotto medicinale a base di Eparina. Il farmaco agisce come anticoagulante, prevenendo la formazione di coaguli e l’estensione di quelli già esistenti nel sangue.

Mentre l’Eparina non scompone i coaguli che si sono già formati, consente però ai meccanismi naturali di lisi del coagulo di funzionare normalmente per abbattere i grumi che si sono già formati.

Eparina è inoltre in grado di legarsi e accelera l’attività dell’antitrombina III. Attivando l’antitrombina III, può dunque potenziare in modo preferenziale l’inibizione dei fattori di coagulazione Xa e IIa. A sua volta, il fattore Xa catalizza la conversione della protrombina in trombina: l’inibizione di tale processo determina una riduzione della trombina e, infine, la prevenzione della formazione di coaguli di fibrina.

Farmacologia di Eparina

Eparina è un mucopolisaccaride altamente acido formato da parti uguali di D-glucosamina solfatata e acido D-glucuronico con ponti sulfaminici. Il peso molecolare varia da sei a ventimila.

Nel nostro corpo, l’Eparina è ottenuta – tra gli altri – da fegato e polmoni.

Per cosa si usa Seleparina

Seleparina è un anticoagulante ben noto e comunemente usato, con proprietà antitrombotiche. Il medicinale risulta essere particolarmente indicato per la profilassi della trombosi venosa profonda, che può portare a embolia polmonare. Può inoltre essere indicato anche per la profilassi delle complicanze ischemiche di angina instabile e infarto miocardico non-Q, quando somministrata contemporaneamente all’aspirina.

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Ancora, Seleprina può essere utile per poter inibire le reazioni che portano alla coagulazione del sangue e alla formazione di coaguli di fibrina sia in vitro che in vivo. Eparina agisce altresì su più siti nel normale sistema di coagulazione.

È noto e risaputo che piccole quantità di Eparina in combinazione con l’antitrombina III (cofattore Eparina) possono inibire la trombosi mediante l’inattivazione del fattore X attivato e l’inibizione della conversione della protrombina in trombina. Una volta che la trombosi attiva si è sviluppata, quantità maggiori di Eparina possono inibire un’ulteriore coagulazione mediante inattivazione della trombina e impedendo la conversione del fibrinogeno in fibrina.

Infine, ricordiamo come Eparina sia in grado di prevenire anche la formazione di un coagulo di fibrina stabile, inibendo l’attivazione del fattore di stabilizzazione della fibrina.

Interazioni farmacologiche di Seleparina

Esistono alcuni farmaci in grado di potenziare l’effetto dell’Eparina. In particolare:

  • Anticoagulanti orali: Eparina sodica può prolungare il tempo di protrombina. Pertanto, quando Eparina sodica viene somministrata con dicumarolo o sodio warfarin, deve trascorrere un periodo di almeno 5 ore dopo l’ultima dose per via endovenosa o 24 ore dopo l’ultima dose sottocutanea, se si desidera ottenere un tempo di protrombina valido.
  • Inibitori delle piastrine: Farmaci come acido acetilsalicilico, destrano, fenilbutazone, ibuprofene, indometacina, dipiridamolo, idrossiclorochina e altri che interferiscono con le reazioni di aggregazione piastrinica (la principale difesa emostatica dei pazienti eparinizzati) possono indurre emorragia e devono essere usati con cautela nei pazienti trattati eparina sodica.

Si ricorda inoltre che l’effetto anticoagulante dell’eparina è potenziato dal trattamento concomitante con antitrombina III (umana) in pazienti con deficit di antitrombina III ereditaria. Pertanto, per evitare il sanguinamento, si raccomanda una dose ridotta di eparina durante il trattamento con antitrombina III (umana).

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Esistono poi alcuni farmaci che, invece, riducono l’effetto di Seleparina. Le tetracicline, la nicotina o gli antistaminici possono ad esempio neutralizzare parzialmente l’azione anticoagulante dell’Eparina. L’Eparina non deve essere miscelata con doxorubicina, droperidolo, ciprofloxacina o mitoxantrone, poiché è stato segnalato che questi farmaci sono incompatibili con il medicinale.

Controindicazioni di Seleparina

Eparina non deve essere utilizzata nei pazienti con trombocitopenia grave.

Ulteriori informazioni su Seleparina

Per quanto concerne le ulteriori informazioni su Seleparina, ricordiamo come questo medicinale sia indicato per la terapia anticoagulante nella profilassi e per il trattamento della trombosi venosa e la sua estensione, per la prevenzione delle trombosi venose profonde operatorie e delle embolie polmonari e per la prevenzione della coagulazione nella chirurgia arteriosa e cardiaca.

Il meccanismo d’azione è dipendente dall’antitrombina. Agisce principalmente accelerando il tasso di neutralizzazione di determinati fattori di coagulazione attivati dall’antitrombina, ma possono anche essere coinvolti altri meccanismi. L’effetto antitrombotico dell’eparina è ben correlato all’inibizione del fattore Xa.

Ricordiamo ancora che Eparina interagisce con l’antitrombina III, la protrombina e il fattore X. Per quanto attiene le interazioni farmacologiche, l’associazione Aspirina / Eparina aumenta il rischio di sanguinamento, con il Drospirenone aumenta il rischio di iperkaliemia.

Per quanto invece riguarda le interazioni alimentari, si raccomanda un’assunzione adeguata di calcio, con un supplemento dunque raccomandato in caso di utilizzo a lungo termine.