Scabbia, una malattia pericolosa e contagiosa che colpisce la pelle

Che cos’è la scabbia, come si cura, le varie forme e le cause principali.

Scabbia

La scabbia è una malattia che va a colpire la pelle ed è particolarmente pericolosa dal momento che è contagiosa, ma per fortuna non è particolarmente difficile da trattare e debellare. Si tratta di un’infestazione contagiosa che va ad aggredire la cute e che può manifestarsi sia negli uomini che tra gli animali. Secondo quanto riportato dall’OMS si può definire come una patologia completamente correlata all’acqua. Infatti, viene causata dall’opera di un parassita dalle dimensioni notevolmente ridotte, che nella maggior parte dei casi non si può notare ad occhio nudo, che si infiltra proprio sotto la pelle del paziente, causando un prurito davvero notevole come principale reazione allergica alla sua presenza. L’infestazione che colpisce gli animali, invece, viene provocata da tutta una serie di particolari acari e prende il nome di rogna sarcoptica.

Quali sono i rimedi naturali più diffusi contro la scabbia

Scabbia rimedi naturali

L’impiego di rimedi naturali spesso è consigliato per il trattamento della scabbia, soprattutto per andare a dare sollievo nei confronti dei sintomi piuttosto che per la cura della malattia in sé. Infatti, per il trattamento della causa è bene seguire una cura farmacologica che permetta di debellare tutti i vari acari. I rimedi naturali, invece, hanno essenzialmente la funzione di rendere più intensa e specifica l’attività che viene svolta dai farmaci, in modo tale da dare sollievo anche contro i sintomi. Tra i rimedi naturali maggiormente diffusi troviamo sicuramente l’olio di neem, che viene usato per via della sua attività antiparassitaria per combattere pulci, acari e zecche. Un altro ottimo rimedio è il limone, che presenta un’elevata concentrazione di vitamine e di acido citrico, che può vantare delle importanti azioni antinfiammatoria e disinfettante. Il rimedio naturale dell’olio di melaleuca, che viene chiamato anche come albero del tè, presenta al suo interno delle sostanze con principi attivi come gli alcoli monoterpeni che permettono di svolgere un’azione antibatterica e disinfettante. Ci sono anche dei rimedi omeopatici che possono tornare molto utili, come ad esempio il Sulphur, che viene impiegato in modo particolare per la cura della psoriasi, ma che può essere notevolmente efficace anche per debellare la scabbia. Per quanto riguarda la posologia, si consiglia di sfruttare una concentrazione pari a 7 CH, con l’assunzione di tre granuli ogni giorno o, in alternativa, 5 gocce al giorno.

Scabbia alla pelle

scabbia pelle

Il sintomo maggiormente diffuso legato alla scabbia è il prurito, che nella maggior parte dei casi si manifesta nel corso delle ore notturne. Chiaramente si può notare un netto peggioramento con la stagione estiva e con l’arrivo di alte temperature. Sulla pelle, inoltre, si possono anche sviluppare delle lesioni di ridotte dimensioni di tipo ponfo-eritematoso: si tratta di macchie dalla colorazione rossastra che somigliano sotto molti aspetti alle vescicole o alle pustole. Quando tali macchie vengono grattate, c’è la possibilità che si rompano e possono provocare tutta una serie di escoriazioni, che possono anche essere oggetto di colonizzazione da parte di batteri, provocando delle infezioni. Nella forma maggiormente pericolosa di questa malattia, che prende il nome di scabbia crostosa, che può insorgere soprattutto in tutti quei pazienti che soffrono di immunocompressione oppure nelle persone di una certa età, che presentano un sistema immunitario che è decisamente meno efficace. In questo caso notevolmente più grave, i sintomi che possono diffondersi con la maggiore intensità sono delle croste, senza dimenticare come la pelle può diventare spesso squamosa, con una notevole perdita dei capelli, ma anche disturbi che vanno a colpire le unghie e, in qualche caso, i pruriti possono anche molto meno intensi.

Scabbia in gravidanza

scabbia in gravidanza

Le lesioni che sono correlate alla scabbia vanno a colpire in modo particolare i polsi, la caviglia, il seno, le ascelle, l’ombelico e gli organi dell’apparato genitale. La diagnosi di tale patologia avviene, per forza di cose, al microscopio, dopo aver provveduto ad effettuare l’analisi di campioni della pelle che sono stati prelevati al soggetto colpito dalla malattia. Per quanto riguarda le donne in gravidanza, la prima cosa che bisogna mettere in evidenza è che la scabbia non è assolutamente incompatibile con la gestazione. Quindi, si dovranno seguire tutte le varie indicazioni che vengono disposte dal medico, applicando l’antiparassitario sulle zone che sono state colpite. Un altro consiglio da seguire è quello di cambiare e lavare ogni giorno i vestiti, magari a temperature elevate, con un’adeguata e accurata pulizia che si riferisce alle lenzuola, ma anche a coperte, cuscini e materassi, magari usando degli appositi insetticidi. Sempre in base a quanto disposto dal medico, spesso il paziente dovrà seguire una terapia farmacologica, spesso a dosaggio particolarmente ridotto, che possa provocare il minor numero possibile di rischi sia per il bambino che per la madre. Nel corso e dopo la gravidanza, si suggerisce sempre di evitare di fare di testa propria e cambiare repentinamente la cura farmacologica iniziata in precedenza senza il consulto del proprio medico. Ad ogni modo, anche se viene contratta la scabbia nei nove mesi prima del concepimento, la gravidanza di solito non è assolutamente in pericolo, anche in virtù del fatto che non si tratta di una patologia grave e così nociva per la salute delle persone.

Incubazione della scabbia

incubazione scabbia

Questo parassita, quando va a contatto con la pelle dell’umano e si infiltra al di sotto di essa lo fa formando quasi una sorta di scavatura, come se fosse una vera e propria galleria, nella cui parte finale va ad accumulare le uova, circa due o tre ogni giorno. Il periodo di incubazione delle uova, nella maggior parte dei casi, dura tra 72 e 84 ore. Per quanto riguarda la durata dell’incubazione che parte dall’inizio dell’infezione fino al manifestarsi dei sintomi è compresa tra circa tre e sei settimane. Si tratta del periodo di tempo perfetto per fare in modo che il parassita possa eseguire diversi cicli replicativi. L’avanzare di tale malattia è legato al fatto che, per poter scavare tali gallerie, gli acari vanno a produrre tutta una serie di sostanze che vengono chiamate cheratinolitiche, che hanno la capacità di eliminare la cheratina che forma l’epidermide e poi attivare una reazione infiammatoria del corpo umano.