


Una piccola rivoluzione copernicana
Le precedenti edizioni della Guida all’uso dei farmaci hanno avuto un notevole successo tra i medici. Il volume è rapidamente diventato uno strumento di lavoro e di consultazione per scegliere le terapie più adeguate, per controllare le controindicazioni o le interazioni di un farmaco, per individuare la dose migliore o anche solo per rileggere le informazioni disponibili sulle varie classi di farmaci e le loro indicazioni.
Giunti alle soglie della quinta edizione si è deciso di affrontare una rivoluzione vera e propria, che consentisse di portare a compimento il processo avviato nel 2001 all’interno delle attività di informazione indipendente dell’Agenzia Italiana del Farmaco. La comparsa sulla scena editoriale italiana di un volume come la Guida all’uso dei farmaci cambiava radicalmente la prospettiva del medico e del farmacista, cui il volume era rivolto: non più una trattazione a partire dai nomi commerciali per arrivare al principio attivo, ma all’opposto un’analisi che nasce dal principio attivo e come coda riporta anche nomi commerciali e prodotti. L’obiettivo era di essere al contempo uno strumento di consultazione rapida per ottenere informazioni sui prodotti in commercio e una fonte di informazioni indipendenti basate sulla letteratura scientifica che aiutasse il medico in una scelta consapevole e appropriata dei farmaci da usare nei vari pazienti. Otto anni sono passati e nell’agire del medico italiano molto è cambiato, tanto che a questo punto si sentiva il bisogno di compiere un passo successivo, sostituendo all’approccio farmacologico- teorico quello clinico-pratico.
Nelle precedenti edizioni i farmaci erano presentati suddivisi per specialità e per singole classi, da cui poi discendevano le indicazioni d’uso. Questo tipo di struttura tradizionale forniva al medico molte informazioni che restavano però staccate dalla realtà quotidiana, purché slegate dalla clinica. Le nuova fondamenta di questa edizione sono i quesiti clinici per arrivare solo in un secondo tempo ai farmaci. E’ una piccola rivoluzione copernicana in cui sono i farmaci a girare attorno alla condizione clinica e non le condizioni cliniche attorno ai farmaci. Per fare questo sono stati inseriti brevi testi di raccordo originali italiani, ridistribuendo il materiale dell’edizione inglese del British National Formulary nella nuova struttura.
Per valutare la rivoluzione basta addentrarsi nel volume, non servono molte altre parole. Il lettore troverà l’usuale suddivisione per specialità, ma anche questa è stata ampiamente rivista per cui sono state introdotte nuove sezioni (per esempio l’odontoiatria o l’oncologia), divise altre (per esempio la neurologia e la psichiatria), eliminate altre ancora (per esempio l’ematologia). Per ogni specialità, grazie al lavoro di un nutrito gruppo di esperti delle varie aree, è stato creato un nuovo albero logico i cui rami sono le malattie o condizioni. A fianco del nome di ogni malattia il lettore troverà anche un indicatore che collega la Guida all’uso dei farmaci alle altre attività editoriali dell’AIFA: è infatti possibile sapere se quella malattia è trattata in un capitolo di Clinical Evidence edizione italiana o se è presente un caso clinico che la riguarda nel progetto di formazione a distanza per i medici ECCE. Dopo una breve definizione e alcuni dati epidemiologici, ove necessari, vengono forniti di volta in volta i principi di terapia, non generici (come in passato) ma calati sul paziente: una stessa condizione può così avere più domande (per esempio una per la forma acuta, una per la cronica, una per le recidive, una per i soggetti con fattori di rischio e così via). Le risposte alle domande sono per l’appunto i farmaci, per i quali viene fornita la posologia e una legenda con cinque icone che indicano immediatamente se possono essere usati in caso di insufficienza epatica o renale, in gravidanza o durante l’allattamento e se sono farmaci da usare con particolari cautele. I dati più estesi potranno essere trovati in appendice o nella scheda del principio attivo di cui viene indicata la pagina.
Qui sta la seconda grande novità di questa edizione: le schede dei farmaci non sono più frammiste al testo ma occupano la seconda parte del volume, ben distinta dalla prima, e sono poste in ordine alfabetico per favorirne la consultazione. Questo consente al lettore di imboccare almeno due ponti per entrare nel volume: il primo parte dal quesito clinico, il secondo dal principio attivo. Starà al medico o al farmacista di volta in volta scegliere quale ponte percorrere sulla base delle esigenze del momento: una rapida occhiata per esempio agli effetti avversi di un farmaco (ponte schede di principio attivo) oppure un orientamento terapeutico per una determinata malattia (ponte quesiti). Le schede inoltre hanno due novità rispetto all’edizione inglese: la prima è l’inserimento del meccanismo d’azione del farmaco, la seconda riguarda la DDD (la dose giornaliera definita).
I farmaci che non hanno una propria scheda di principio attivo perché non sono presenti nell’edizione originale del British National Formulary, sono elencati in ordine alfabetico nella terza parte di questo volume con il riferimento della classificazione ATC. In fondo al volume, come d’abitudine, sono presenti le appendici, comprese le note AIFA. L’indice analitico finale è consultabile sia per condizione/ malattia (termini in corsivo) sia per principio attivo (termini in grassetto) sia per nome di prodotto (termini in maiuscoletto).
Una nuova opera, non esistente nel panorama editoriale italiano, vede la luce dopo grandi sforzi e impegno da parte di un gruppo di lavoro di una cinquantina di persone. Il progetto prevede ulteriori sviluppi per il prossimo anno con l’obiettivo di rendere sempre più italiana la Guida all’uso dei farmaci, più vicina alle esigenze dei nostri medici e farmacisti. Viste le grandi novità di questa edizione saranno benvenuti i commenti dei lettori: chi volesse può inviare una e-mail all’indirizzo redazione.dis@elsevier.com per far conoscere la propria opinione e valutare insieme come proseguire sulla strada tracciata.
Pietro Dri