Ragadi anali, quelle ferite ed ulcere intorno all’ano

Le ragadi anali sono delle ulcerazioni lineari che interessano l’ano, molto spesso situate sulla linea mediana posteriore.

Ragadi anali

Le ragadi anali sono delle ulcerazioni molto dolorose lineari dell’ano, che si manifestano principalmente sulla linea mediana posteriore. Tali ulcerazioni sono lunghe alcuni millimetri e si trovano al confine tra la linea pettinata e la cute dell’endoderma. Chi soffre di ragadi anali lamenta forti dolori e spasmi dello sfintere anale.

Cura per le ragadi anali

Cura per le ragadi anali

Per curare nella maniera adeguata le ragadi anali, bisogna innanzitutto far rilassare lo sfintere in maniera tale che la lacerazione possa guarire spontaneamente. Esistono diversi metodi di intervento: il primo è l’applicazione localizzata di pomate a base di glicerina, oppure mediante iniezioni di botulino e per ultimo tramite intervento chirurgico. Con l’applicazione della pomata abbiamo un rimedio temporaneo che si può acquistare facilmente in farmacia. Il prodotto va applicato due volte al giorno direttamente nella zona interessata. Il botulino si applica nella zona perianale e aiuta allo sfintere a rilassarsi, mediante iniezione, mentre solo tramite intervento chirurgico si può risolvere definitivamente il problema senza avere ricadute.

Cosa sono le ragadi nelle dita

Cosa sono le ragadi nelle dita

Le ragadi alle dita molto spesso sono causate da agenti atmosferici come il caldo ed il freddo, oppure l’eccessiva umidità presente nell’aria. Quando tale disturbo degenera, il paziente deve rivolgersi da un dermatologo. Le ragadi possono colpire chiunque, indipendentemente dal sesso e dall’età e si formano quando la pelle è troppa secca. Moltissime persone tendono a manifestare questo disturbo a causa di altre fattori come ad esempio l’età, il clima in cui vivono specialmente se è molto umido e freddo, malattie della pelle, il lavoro che svolgono oppure attività fisica come il nuoto, perché nell’acqua sono presenti sostanze che potrebbero seccare la pelle.

Rimedi naturali per contrastare le ragadi anali

Rimedi naturali per contrastare le ragadi anali

Il miglior trattamento naturale per curare le ragadi anali si base sulla fitoterapia, specialmente quando tale manifestazione è agli esordi. Per favorire la cicatrizzazione di queste lesioni, bisogna come prima cosa regolarizzare l’intestino, introducendo nella dieta acqua ed alimenti ricchi di fibre. Diversi preparati erboristici favoriscono la progressiva guarigione delle ragadi anali, come i semi di lino, l’inulina, la malva, la piantaggine e l’altea. Questi rimedi da impiegare tramite uso interno, rendono le feci morbide e favoriscono l’evacuazione, ed inoltre la malva e l’altea che contengono mucillagini, svolgono un’azione antinfiammatoria e cicatrizzante. Un altro rimedio molto efficace è il decotto di achillea millefoglie, da utilizzare per i lavaggi esterni.

Le ragadi al seno

Le ragadi al seno

Le ragadi al seno sono dei tagli a bordo netto di profondità variabile che colpiscono i capezzoli e l’areola che lo circonda. Tale disturbo è molto frequente nelle prime settimane di allattamento, e si manifesta con delle screpolature molto dolorose specialmente durante la suzione. Quando il dolore diventa talmente forte da scoraggiare la mamma all’allattamento, diventa un problema importante, perché si priva il neonato dell’alimentazione più raccomandata per il suo sviluppo fisico. Queste lacerazione sono inoltre una via di accesso per i batteri, che possono provocare inoltre infezioni importanti alle ghiandole mammarie.

Cosa sono le ragadi anali croniche

Cosa sono le ragadi anali croniche

Quando la lesione anale dura diverse settimane, possiamo definire il disturbo come cronico e può colpire in ugual misura sia le donne che gli uomini. In tal caso il paziente deve effettuare una visita proctologica specifica, in maniera tale da controllare non solo le lesioni ma anche la situazione clinica dell’ano e del retto. Normalmente le ragadi guariscono nell’arco di qualche settimana, ma per le ragadi anali croniche la guarigione può essere lunga perché la situazione generale di tale disturbo è molto più complessa. Alla base ci possono essere malattie infiammatorie importanti come la rettocolite ulcerosa oppure il morbo di crohn che vanno ricercate tramite esami specifici.

Ragadi anali ed intervento chirurgico

Ragadi anali ed intervento chirurgico

Quando si manifestano le ragadi anali, le mucosa del canale subisce lacerazione ed ogni volta che il paziente evacua, avverte forte dolore e spasmi da parte dello sfintere che rendono difficoltosa e molto lunga la guarigione. Se tali lacerazioni non vengono trattate tempestivamente e nella con le giuste cure farmacologiche, la patologia può dare luogo ad infezioni, ascessi e fistole.

Molto spesso può capitare che i semplici trattamenti non sono sufficienti per la guarigione e quindi la malattia si cronicizza per questo bisogna intervenire chirurgicamente. L’intervento chirurgico per le ragadi anali viene condotto mediante anestesia generale oppure locale o loco-regionale. I metodi di intervento sono tre: sfinterotomia interna sottomucosa, anoplastica ed escissione. In alcuni casi, specialmente in base all’esito degli accertamenti condotti prima dell’intervento possono essere combinati tra loro.

Le ragadi ai piedi

ragadi ai piedi

Le ragadi ai piedi sono delle lesioni di piccole dimensioni localizzate a livello cutaneo. Tali lesioni si manifestano principalmente sul tallone e tra le dita dei piedi, provocando nel mal capitato forte dolore, sanguinamento e talvolta perdita del siero dalla ferita aperta. A provocare le ragadi ai piedi sono le alterazioni del film idrolipidico, che rendono la pelle disidrata e molto secca e di conseguenza meno flessibile e più predisposta a rotture. Ci sono dei fattori che possono favorire l’insorgere di queste lesioni e sono: sfregamento del piede all’interno delle scarpe, saponi e detergenti troppo aggressivi e variazioni climatiche.

Descrizione della sfinterotomia anale interna

Descrizione della sfinterotomia anale interna

Con il termine sfinterotomia anale interne, si vuole indicare la tipologia di intervento chirurgico utile per la guarigione delle ragadi anali, specialmente quando queste si sono cronicizzate. La tecnica consiste nel sezionare un aperte dello sfintere anale interno fino a provocare una diminuzione consistente del tono di questo, in maniera tale da permettere alla lesione di guarire nell’arco di qualche giorno. Spesso può capitare che oltre a tale pratica venga applicata una plastica anale che ha lo scopo di ricoprire la lesione mediante un lembo di mucosa.

La sfinterotomia si può eseguire sia con la tecnica aperta sia con quella chiusa. Tramite il blocco sfinterale con tossina butulinica che consiste nella somministrazione nello sfintere anale di una sostanza si ottiene un’azione paralizzante sul muscolo. Il prodotto farmaceutico è lo stesso che viene utilizzato nella chirurgia estetica per eliminare le rughe di espressione. La sfinterotomia chimica porta alla guarigione della lesione senza che il paziente debba subire stress chirurgico dovuto all’anestesia oppure ad eventuali complicanze come l’incontinenza fecale, dolore ed infezioni. L’intervento si svolge in ambulatorio in sede unica e non provoca nessun dolore al paziente. Attualmente la divulsione anale non viene praticata a causa delle complicanze che insorgevano in seguito, mentre la dilatazione mediante palloncino, sembra funzionare ma con percentuali di successo nettamente inferiori se confrontate con la sfinterotomia chirurgica o chimica.