Pediculosi, i numerosi pericoli di un’infestazione di pidocchi

Che cos’è la pediculosi, quali sono le cause, i sintomi, come si riconosce.

Pediculosi

La pediculosi si può considerare come un’infestazione particolarmente diffusa che viene causata dai pidocchi, ovvero dei parassiti di ridotte dimensioni che hanno una colorazione tipicamente bianco e grigiastra. Questi ultimi praticamente fanno dell’uomo la loro casa e come nutrimento succhiano il sangue. Si tratta di parassiti che hanno dimensioni notevolmente ridotte, comprese nell’arco da uno a tre millimetri e si caratterizzano per una deposizione delle uova direttamente sul fusto dei capelli oppure dei peli. Al giorno d’oggi, la trasmissione dei pidocchi si verifica mediante il contatto diretto con persone che hanno già subito l’infestazione oppure scambiandosi i vestiti o degli oggetti ad uso tipicamente personale, come ad esempio il cuscino piuttosto che le sciarpe o i pettini. I pidocchi, quando si staccano dal corpo delle persone, non hanno la capacità di sopravvivere molto a lungo. I soggetti che sono maggiormente a rischio di contrarre la pediculosi, di solito, sono in bambini durante l’età prescolare e quella scolare, ma anche le loro famiglie. L’incidenza maggiore di tale disturbo è nelle bambine, più che altro forse per via dei capelli molto lunghi.

Pediculosi: scopriamo le uova dei pidocchi

uova pidocchi

Le uova, che vengono chiamate anche lendini, si caratterizzano per poter essere chiare oppure scure, con una lunghezza che si aggira intorno ad 1 millimetro. Le uova dei pidocchi si possono trovare esattamente tra i primi centimetri dei capelli. Non è particolarmente difficile notarle, dal momento che si possono individuare guardando la testa sotto una luce diretta piuttosto potente. Le uova si possono distinguere facilmente, dal momento che hanno una lucentezza piuttosto evidente. Per rendere più semplice l’osservazione, spesso si può ricorrere a qualche piccolo trucco, che può aiutare in tale operazione. Ad esempio, si può provvedere a bagnare i capelli, in maniera tale da poterli poi differenziare in varie zone usando delle mollette, avendo cura di passare tra di esse un pettine decisamente fitto. Un’ottima alternativa è rappresentata dall’applicazione di un balsamo sui capelli quando sono asciutti, che permette senz’altro di rendere più semplice e rapida l’individuazione delle uova. Infatti, il balsamo può vantare un’azione stordente sui parassiti e, di conseguenza, è più semplice notarli. Quando il contagio è avvenuto da poco tempo, allora potrete trovare qualcosa come una ventina di uova su tutto il cuoio capelluto, mentre in caso contrario le uova potrebbero essere molte di più, dal momento che ogni femmina di pidocchio si caratterizza per deporre qualcosa come 5-12 uova ogni giorno.

Come riconoscere la pediculosi

riconoscere pediculosi

Riconoscere i pidocchi non è poi così complicato, dal momento che ci sono dei sintomi che possono essere definiti tipici di tale patologia. Si tratta, ad esempio, di un prurito che può insorgere molto di frequente e con una notevole intensità sull’intera testa: i bambini, ad esempio, cominciano a grattarsi senza soluzione di continuità. Un altro sintomo diffuso è rappresentato dai puntini rossi che somigliano notevolmente a delle punture e che si possono trovare direttamente sul cuoio capelluto, ma anche sulla nuca e sul collo, associate anche alla secrezione di liquido oppure alla formazione di croste. Tra gli altri sintomi troviamo pure dei puntini dalla colorazione biancastra, che si possono riconoscere ad occhio nudo tra i capelli e che non si staccano nemmeno scuotendo i capelli. Per avere la conferma che vi sia in atto una pediculosi, bisogna valutare con attenzione il cuoio capelluto del bambino o della persona colpita sotto una luce intensa, preferibilmente naturale. Usando un vaporizzatore dovete provvedere a inumidire i capelli, facendo attenzione che si tratta di acqua tiepida, poi è sempre meglio indossare dei guanti in lattice e andare alla ricerca dei pidocchi, ciocca dopo ciocca, magari aiutandosi con un pettine che presente delle maglie decisamente fitte. In questi casi, è fondamentale evitare di avere fretta, visto che i pidocchi sono particolarmente abili e rapidi a muoversi e, di conseguenza, ad un’occhiata così approssimativa potrebbero anche sfuggire.

Pidocchi e la forfora

pediculosi e forfora

Pediculosi e forfora si possono considerare entrambe delle affezioni che vanno ad aggredire la cute, ma in realtà presentano numerose differenze. In ogni caso, non è poi così difficile confonderle, anche solo con un’occhiata superficiale. In entrambi i casi, infatti, le manifestazioni prevedono l’insorgere di piccole tracce dalla colorazione biancastra sia sulla testa che sui capelli. La forfora si caratterizza per essere una vera e propria desquamazione del cuoio capelluto, mentre la pediculosi corrisponde ad un’infestazione di parassiti. In entrambi i casi il sintomo è il prurito, anche se quello provocato dai pidocchi è di maggiore intensità e localizzato con precisione. Le uova di pidocchio hanno la caratteristica di attaccarsi ai singoli capelli, mentre la forfora si può rinvenire un po’ in tutto il cuoio capelluto. Le uova dei pidocchi presentano una diffusione soprattutto nella parte posteriore rispetto alle orecchi e sulla nuca, ma rispetto alla forfora, possono lasciare macchie di sangue sul cuoio capelluto.

Pidocchi del corpo

pidocchi del corpo

I pidocchi del corpo sono quelli che, senza ombra di dubbio, vengono favoriti da una scorretta igiene personale del soggetto colpito. Hanno praticamente le medesime dimensioni e anche la stessa forma di quelli che vanno ad attaccare il cuoio capelluto, ma in realtà insorgono molto meno di frequente. Infatti, questo tipo di parassiti si caratterizza proprio per diffondersi quando le condizioni igieniche di una persona lasciano molto a desiderare, trovando terreno particolarmente favorevole nei vestiti sporchi e nei materassi particolarmente vecchi, in cui vanno a deporre le uova. Il pidocchio, tra l’altro, fuoriesce dai suoi nascondigli nel momento che ritiene più azzeccato, in modo tale da pungere la pelle e ottenere nutrimento con il sangue della persona che è stata colpita, per poi fare ritorno nel suo nascondiglio. Le aree del corpo che sono maggiormente colpite da questi particolari pidocchi corrispondono alle ascelle, al dorso e ad altre zone che di solito ospitano diversi peli. Il contagio si può avere sia mediante il contatto diretto, sia usando degli oggetti o indumenti di persone già colpite, sia utilizzando lenzuola e biancheria che non ha subito alcun tipo di sterilizzazione, come ad esempio in alcuni hotel o ostelli di ultima fascia. Le punture di questi pidocchi si caratterizzano per essere di dimensioni davvero notevolmente ridotte, ma soprattutto per creare molto fastidio, oltre allo sviluppo di lesioni puntiformi e arrossate, che di solito possono diventare delle vere e proprie papule infette nel momento in cui il soggetto colpito comincia a grattarsi per avere un po’ di sollievo nei confronti dell’usuale prurito.