Ossiuriasi, un parassita intestina che colpisce soprattutto i bambini

L’ossiuriasi è una malattia che determina la comparsa di parassiti intestinali, e che tendenzialmente colpisce i bambini, ma raramente gli adulti.

Ossiuriasi

Con il termine ossiuriasi, si vuole indicare una parassitosi intestinale, conosciuta anche come enterobiasi, che colpisce principalmente i bambini. Tale malattia scaturisce nel soggetto affetto una sintomatologia caratteristica, costituita da prurito anale, disturbi intestinali e nervosi.

Cosa provoca l’ossiuriasi e diagnosi

Ossiuriasi diagnosi

Uno dei sintomi principali che si manifestano in presenza di ossiuriasi è il prurito anale, anche se localmente possono manifestarsi irritazioni ed escoriazioni perianali, dovuto al frequente grattamento. Altri sintomi sono irritabilità, perdita dell’appetito, irrequietezza, dolori all’addome ed insonnia. In casi moto rari, gli ossiuriasi possono risalite gli organi genitali femminili, determinando nel malato vaginite e lesioni peritoneali. L’infestazione da ossiuriasi si diagnostica principalmente attraverso l’identificazione ottica, nelle ore notturne oppure la mattino molto presto, di piccoli vermi di colore bianco filiformi che stazionano nell’area perianale. Attraverso l’esame al microscopio, è possibile visualizzare la presenza delle uova, che con molta meno frequenza si possono riscontrare nelle urine, nelle feci e nello striscio vaginale.

Cure farmacologiche per contrastare l’ossiuriasi

Ossiuriasi cure farmacologiche

Come prima cosa, dobbiamo prendere in considerazione la scarsa pericolosità che ha l’ossiuriasi sull’uomo, per questo viene curata facilmente mediante la somministrazione di farmaci specifici, che hanno lo scopo di debellare il parassita. Tendenzialmente è sufficiente assumere una sola dose di farmaci antiparassitari specifici, come ad esempio il mebendazolo, oppure il Pyrantel o l’Albendazolo, utili per uccidere il verme e non le sue uova. Il dosaggio di questi farmaci può essere somministrato una seconda volta dopo circa due settimana dalla fine del trattamento. Quando la malattia si manifesta asintomatica, questa non necessita di alcun trattamento specifico e mirato, dato che la patologia regredisce da sola ed il parassita viene eliminato dal malto tramite le feci. Sottolineiamo inoltre, che l’ossiuriasi è una malattia altamente contagiosa, e proprio per questo, come misura precauzionale, è opportuno che la cura farmacologica venga estesa anche agli altri componenti della famiglia.

Rimedi naturali per l’ossiuriasi

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Alcuni cibi che consumiamo normalmente, sono dei veri e propri rimedi naturali per curare l’ossiuriasi, e tra i primi in assoluto troviamo l’aglio. L’aglio ed anche la cipolla, andrebbero consumati in cucina come fossero dei veri e propri farmaci, in dosi minime e solo quando sono necessari, perché tali prodotti della terra, sono dei rimedi molto potenti. I rimedi della nonna consigliano in presenza di ossiuriasi, di consumare aglio e cipolla insieme, e con questi di trattare la zona dove si genera il prurito. Si può realizzare facilmente un crema frullando aglio e cipolla in piccoli dosi, da spalmare a livello anale e vaginale, inoltre vi è un altro rimedio, che indica di tagliare la cipolla a fettine molto sottili, e con essa realizzare un infuso da bere il giorno dopo per eliminare i parassiti intestinali. Un altro alimento molto utile per contrastare i parassiti intestinali sono le carote, da consumare sia crude che cotte più volte nell’arco della giornata.

Le cause dell’ossiuriasi

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La causa scatenante dell’ossiuriasi è l’ingestione accidentale delle uova di questi vermi, che sono presenti in moltissime superfici. Tali vermi si possono trovare nella biancheria ad esempio, oppure negli asciugamani, nei bagni, ma anche negli utensili da cucina e nei giocattoli dei bambini. Una vota ingerite, tali uova vanno ad invadere l’apparato digerente per poi schiudersi nell’intestino tenue e proseguire la corsa fino a raggiungere l’intestino crasso e dopo circa due o quattro settimane, i vermi adulti migrano nella zona rettale. Quando sono arrivati a contaminare l’ano, questi provocano prurito, e grattandosi le uova si depositano sulle mani che a loro volta possono contaminare altre superfici ed oggetti.

Ossiuriasi in gravidanza

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L’ossiuriasi i gravidanza non è pericolosa, anche se tali vermi possono in casi molto rari, emigrare nella vescica e provocare cisti oppure vaginite se sono arrivati a contaminare l’apparato riproduttivo femminile. In assenza di gestazione, possono arrivare fino alle tube, e liberarsi nella cavità peritoneale. Occorre non sottovalutare che in caso di parto spontaneo, il feto durante la nascita potrebbe contagiarsi. Attualmente in presenza di tale patologia durante la gestazione, non sono consigliati farmaci, perché non si hanno sufficienti notizie a riguardo ed in particolar modo, come per tutti i medicinali, questi non devono essere somministrati prima della dodicesima settimana di gestazione. Tutto questo non significa che una donna incinta affetta da ossiuriasi deve preoccuparsi, perché ci sono dei prodotti specifici, che le aziende consigliano, quando tale malattia mette a rischio le funzionalità intestinali della gestante.

Che cos’è l’ascaridiasi

ascaridiasi

Con il termine ascaridiasi, si vuole indicare una patologia determinata dalla presenza di Nematoda Parassita Ascarius Lumbricoides, molto diffusa principalmente nelle zone tropicali e nei paesi sottosviluppati con scarse norme igieniche. Molto probabilmente un quarto della popolazione mondiale è infetta da tale parassita, con una percentuale pari al 45% solo in America Latina e del 95% in alcune zone dell’Africa. Tale malattia determina attualmente la morte di circa 20.000 bambini ogni anno, unita alle complicanze meccaniche che si manifestano a livello respiratorio e gastrointestinale, provocate dall’infestazione ad elevata carica batterica. Quando il verme è adulto, questo può perforare le pareti dell’intestino della persona colpita e depositare successivamente le uova nel peritoneo. Gran parte dele forme adulte sono state osservate fuoriuscite dalle fistole ombelicali ed ernarie, oppure dalle tube di Falloppio, dalla vescica, dalle trombe di Eustachio, dal naso e dalla bocca oppure localizzate nei polmoni e nel cuore. Altre forme dell’ascaridiasi si possono manifestare negli animali domestici, per questo consigliamo la massima igiene e cura del vostro animale.

Sintomi nell’ascaridiasi

ascaridiasi sintomi

L’ascaridiasi, quando si manifesta nell’organismo umano in un numero limitato di esemplari, questi non determinano la comparsa di una sintomatologia riconducibile ad essi, ma molto frequentemente quando il numero è elevato, queste possono dare origini ad infezioni gastrointestinali. Tali infezioni provocano nel malato forti dolori addominali, nausea, vomito e diarrea alternata a periodi di stitichezza. L’infezione può essere anche accompagnata da stadi febbrili e possono comparire gravi problematiche se i vermi si dirigono in altri parti del corpo. Inizialmente quando le larve dei vermi sono localizzate nel tratto respiratorio, i soggetti colpiti lamentano dolori al torace e tosse secca, molto spesso accompagnata dall’espulsione di tracce ematiche di colore rosso vivo.

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