Orzaiolo: che cosa è, come lo potete riconoscere e come curarlo

Che cosa è l’orzaiolo, come si può riconoscere, quali trattamenti sono consigliati per poter arrivare a una pronta risoluzione.

Esistono due tipi distinti di orzaioli, ognuno con diverse cause e trattamenti.

Nel primo caso, l’orzaiolo è un blocco di una delle ghiandole sudoripare presenti nella pelle della palpebra, alla base delle ciglia o di una delle piccole ghiandole sebacee che si trovano a ridosso. Le ghiandole sebacee secernono il sebo, un materiale ceroso e oleoso, e quando vi è un’ostruzione, si determina un rigonfiamento particolarmente doloroso. Nel secondo caso, l’orzaiolo è determinato dal blocco della ghiandola di Meibomio, una speciale ghiandola oleifera (sebacea), con apertura situata sul bordo della palpebra, posteriormente alle ciglia.

Ma quali sono le caratteristiche dell’orzaiolo? Come si può curare?

orzaiolo

Cos’è un orzaiolo

Un orzaiolo è un rigonfiamento che si forma sulla palpebra inferiore o superiore, a causa dell’ostruzione di una ghiandola.

Quali sono le cause di un orzaiolo

Gli orzaioli si verificano quando una ghiandola nella o sulla palpebra, si ostruisce. Questa condizione può verificarsi se l’apertura della ghiandola è ostruita da tessuto cicatriziale o da una sostanza estranea (si pensi al trucco o alla polvere). O ancora se vi è un ispessimento della sostanza prodotta dalla ghiandola, causando così un flusso più lento del materiale o un totale blocco.

Quali sono i fattori di rischio di un orzaiolo

Il fattore di rischio più comune di un orzaiolo è il lento deflusso del sebo dalla ghiandola di Meibomio, che è comunemente concretizzabile come una condizione infiammatoria cronica, denominata “disfunzione della ghiandola di Meibomio” (o meibomite, meibomianite o blefarite). La disfunzione della ghiandola di Meibomian è frequentemente associata all’acne rosacea sulle guance e sul naso, ma può altresì comparire da sola, senza altre connessioni.

Altri rischi includono l’ostruzione dell’apertura della ghiandola da tessuto cicatriziale a seguito di infezioni, ustioni o traumi. Sostanze estranee come il trucco e la polvere possono altresì ostruire l’apertura della ghiandola, se non vengono lavate correttamente. Ed ecco perché è importante, a fine giornata, struccarsi correttamente con l’utilizzo di appositi prodotti che possano liberare i pori della pelle del viso e delle palpebre.

L’orzaiolo è contagioso?

Contrariamente a quanto alcune persone pensano, gli orzaioli NON sono contagiosi se non vi è presenza di infezione.

I sintomi tipici di un orzaiolo sono:

  • sensazione di corpi estranei negli occhi (in particolare nel momento in cui si “sbatte” la palpebra);
  • pressione oculare;
  • dolore nella zona dell’orzaiolo, soprattutto su contatto (anche se spesso gli orzaioli sono indolori).

Tra gli altri segni, ci può essere la visione offuscata, nel caso in cui il sebo o il pus all’interno dell’orzaiolo finiscano con il diffondersi sulla superficie dell’occhio.

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Se è presente una disfunzione cronica della ghiandola di Meibomio, i sintomi dell’occhio secco sono abbastanza comuni. La ragione è da ricercarsi nel fatto che le ghiandole di Meibomio secernono una sostanza oleosa sulla superficie dell’occhio, per impedire che lo strato di acqua delle lacrime evapori troppo rapidamente dalla superficie. Pertanto, un mal funzionamento delle ghiandole di Meibomio può portare a secchezza oculare.

Tra gli altri sintomi, annoveriamo anche:

  • presenza di un nodulo o di una protuberanza (come brufoli) sul bordo della palpebra;
  • arrossamento della pelle sovrastante la protuberanza palpebrale;
  • aspetto gonfio della palpebra.

Inoltre, nel caso in cui l’orzaiolo stia iniziando a “scaricare” la sostanza grassa, potrebbero esserci uno scarico denso o incrostato che si accumula sulle palpebre e sulle ciglia.

A chi rivolgersi in caso di orzaiolo

In caso di orzaiolo ci si può rivolgere a tutti gli operatori sanitari, come i pediatri e i medici generici. Il ricorso a specialisti come gli optometristi e gli oftalmologi, è generalmente utile solo nei casi più avanzati, come quelli che sono relazionati a un’infezione o a una condizione cronica.

Come si diagnostica un orzaiolo

Il medico esaminerà le vostre palpebre per poter per individuare l’apertura della ghiandola ostruita. In questo modo potrà altresì distinguere la presenza dell’orzaiolo da altre “declinazioni”, come calazio. Inoltre, il medico cercherà segni di tessuto cicatriziale, corpi estranei e meibomite cronica sottostante. Infine, il medico cercherà eventuali segni di infezione della ghiandola, passando poi a prescrivere una terapia in grado di eliminare il problema.

Quali sono i rimedi domestici per un orzaiolo

Generalmente il miglior trattamento casalingo per potersi sbarazzare di un orzaiolo è quello di applicare un impacco di acqua calda il più frequentemente possibile. Il paziente ne trarrà giovamento in termini di minore dolore o fastidio, e la temperatura più calda agevolerà la guarigione.

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Come si cura un orzaiolo

Un orzaiolo che non è infetto giungerà in maniera autonoma a risoluzione. Come abbiamo appena ricordato, gli impacchi caldi aiuteranno ad ammorbidire la sostanza presente nella ghiandola, permettendo al contenuto di drenare in maniera naturale. Evitate pertanto di stringere o tagliare l’orzaiolo, poiché un simile comportamento potrebbe favorire la comparsa di cicatrici.

Nel caso in cui invece abbiate un calazio, se non è infetto si risolverà in maniera autonoma con l’aiuto di impacchi caldi, ma impiegherà un periodo di tempo molto più lungo rispetto al “comune” orzaiolo. Potrebbero infatti volerci alcune settimane nei casi meno complessi, o molti mesi per quelli più grandi.

Detto ciò, il trattamento più conservativo è sicuramente rappresentato l’applicazione di impacchi caldi frequenti. Sarà sufficiente usare un panno umido caldo, delle maschere per gli occhi da riscaldare in microonde (li trovate anche in farmacia) o una copertina riscaldante elettrica. Il “segreto” è dedicare tutto il tempo possibile al trattamento con il calore.

Ad esempio, potrebbe essere utile impiegare un simile trattamento per 15 minuti alla volta, più volte al giorno (anche quattro – cinque volte al giorno), migliorando così le probabilità che l’orzaiolo o il calazio si risolvano da soli. Naturalmente, un bambino potrebbe aver bisogno di aiuto per applicare l’impacco caldo. Assicuratevi di controllare la temperatura dell’impacco contro un’altra parte della pelle, come il dorso della mano, per assicurarvi che non bruci l’occhio o il volto.

Cura dell’orzaiolo dall’oftalmologo

Nel caso in cui questo trattamento non sia sufficiente, un oftalmologo potrà procedere a iniettare uno steroide nella lesione, garantendo una risoluzione più rapida. Tuttavia, questo comporta un piccolo rischio di sanguinamento, lividi, depigmentazione e assottigliamento della pelle, o ancora cicatrici e dolori. È per questo motivo che tale iniezione non è certamente indicata nella maggior parte dei casi.

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Infine, il calazio può anche essere inciso e drenato. Si tratta del metodo più invasivo ed è riservato come ultima risorsa dalla maggior parte degli oculisti. La palpebra verrà anestetizzata e una pinza verrà posizionata attorno al calazio. A quel punto, la ghiandola di Meibomio verrà incisa sulla superficie posteriore della palpebra, evitando di tagliare la pelle sulla superficie anteriore. Il sebo ceroso verrà estratto dalla ghiandola con un curette speciale. Anche se questo trattamento è spesso molto utile e risolutivo, in alcuni casi c’è il rischio che il calazio possa ripresentarsi, in particolare se la causa sottostante non viene affrontata.

Ancora, ricordate che se un orzaiolo appare infetto, possono essere necessari antibiotici orali. Si può infatti formare un ascesso nella palpebra, con conseguenze più serie. Per poter individuare il corretto antibiotico, a volte può essere necessario ottenere una coltura di un estratto del calazio, identificando così il batterio. Il trattamento antibiotico è particolarmente importante se l’infezione batterica si diffonde lungo la pelle circostante o nell’orbita. In questi ultimi casi, si rientra nel novero delle emergenze mediche, considerato che questa infezione si diffonde rapidamente e può essere pericolosa per la vita.

Quali sono le complicazioni di un orzaiolo

Se un orzaiolo o un calazio si risolvono da soli, raramente si verificano complicazioni. Lo stesso non si può dire in caso di trattamenti medici di diverso tipo. Ad esempio, un’iniezione di steroidi può portare la complicazione di possibili cicatrici sulla palpebra, scolorimento (depigmentazione) della pelle sovrastante, infezione, sanguinamento o lividi.

Anche l’incisione e il drenaggio di un calazio comportano vari pericoli, come il rischio di cicatrici o deformità della palpebra, sanguinamento o lividi. Se inoltre un orzaiolo o un calazio si infettano, l’infezione può diffondersi all’occhio (congiuntivite o cheratite corneale), pelle o orbita. Un trattamento tempestivo per queste complicanze è estremamente importante e il vostro oftalmologo sarà certamente in grado di prescrivere gli antibiotici appropriati quando indicato.

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Molto raramente, un calazio cronico e ricorrente è un segno di cancro alla palpebra. Un oftalmologo cercherà i segni di malignità e richiederà una biopsia in caso di sospetto.

Quanto tempo ci vuole per guarire da un orzaiolo

Un orzaiolo può risolversi in pochi giorni, mentre un calazio può richiedere diversi mesi. Entrambi i tipi di condizioni dovrebbero comunque risolversi completamente una volta che la ghiandola ostruita riesce a drenare. Se si verifica un’infezione, sarà invece necessario un trattamento più specifico.

Si tenga conto che la ricorrenza del problema è probabile se non si affrontano le condizioni croniche di base. Nel caso della mebiomite, ad esempio, il vostro oculista probabilmente raccomanderà la pulizia quotidiana delle palpebre e delle ciglia con un sapone delicato. Anche l’aumento dell’assunzione di acidi grassi omega-3 nella dieta o di integratori può anche aiutare a migliorare il flusso del sebo. Piccole dosi di doxiciclina orale sono prescritte per l’acne rosacea e meibomite in alcuni pazienti.

Come si previene un orzaiolo

La migliore prevenzione di un orzaiolo è mantenere le palpebre e le ciglia pulite. Sarà sufficiente procedere con uno scrub quotidiano, diluito con sostanze delicate come lo shampoo per bambini, mentre si fa la doccia. Molte persone traggono beneficio da impacchi giornalieri caldi.

Si ritiene inoltre che una dieta ad alto contenuto di acidi grassi omega-3 (per esempio, pesce o semi di lino) e verdura abbia un effetto anti-infiammatorio.

Vi consigliamo pertanto di domandare al vostro oftalmologo un consiglio sull’uso di antibiotici preventivi. Ad esempio, negli adulti con calazio ricorrente cronico, la doxiciclina orale a basso dosaggio può aiutare la disfunzione della ghiandola di Meibomio (ma la doxiciclina deve essere evitata nei bambini e nelle donne in età fertile).