Morbillo, la malattia dell’infanzia che rappresenta quasi un mito

Con il termine morbillo, si vuole indicare una patologia di origine infettiva esentemica molto contagiosa, provocata dal virus Paramyxovirus.

Morbillo

Con il termine morbillo, si vuole indicare una patologia di origine infettiva esentemica molto contagiosa, provocata dal virus Paramyxovirus. Il morbillo è una delle più classiche malattie infettive della nostra infanzia, e ogni persona ne avrà sempre sentito parlare quasi come un mito, per le generazioni cresciute negli anni 60, 70, e 80. Oggi vengono organizzati addirittura dei party a casa dei piccini malati, in modo da trasmetterla e togliersi il pensiero, visto che la malattia colpisce solo una volta nella vita.

Che cos’è il morbillo

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Il morbillo è una malattia infettiva esentemica altamente contagiosa, che si manifesta a causa del virus Paramyxovirus, che appartiene al genere Morbillivirus. Il decorso di tale infettiva è caratterizzata da una sintomatologia differente, ovvero inizialmente ricordo moltissimo un semplice raffreddore stagionale, ma poi nel giro di pochissimi giorni, nel paziente iniziano ad originarsi delle macchie rossastre tipiche del morbillo. Proprio per la sua tipicità, è semplice effettuare una diagnosi corretta, perché è sufficiente l’esame obiettivo, che consiste nell’analizzare i sintomi che descrive il malato ed i segni presenti sul corpo. Il morbillo è una malattia diffusa in tutto il mondo, e che colpisce solo l’essere umano, sebbene tutt’ora grazie alla vaccinazione, sia diventata una patologia meno frequente tra le persone.

Epidemiologia del morbillo

Epidemiologia del morbillo

Il morbillo colpisce tutte le persone che non sono state vaccinate e coloro che non hanno contratto la patologia nell’arco della vita. È possibile nonostante un soggetto abbia sofferto in passato di morbillo, che possa contrarre la patologia una seconda volta, anche se assai improbabile, e questo perché la risposta da parte delle difese immunitarie che l’organismo umano mette in atto una volta contratto il morbillo è duratura nel tempo e molto efficacie. Il morbillo è considerata attualmente una patologia infettiva infantile, come ad esempio la rosolia, la varicella, la parotite e la pertosse, perché tende a colpire specialmente i bambini tra i 12 mesi ed i 4 anni di età. Ovviamente tende al colpire i soggetti a rischio, ovvero quelli non vaccinati e quelli come abbiamo accennato inizialmente, che non hanno mai contratto il morbillo in vita loro. Attualmente la diffusione della patologia in tutti i paesi industrializzati compreso il nostro, è calata notevolmente, grazie all’efficacia della vaccinazione. Nonostante questo purtroppo si verificano ancora dei casi di mortalità, infatti alcuni fonti dichiarano che oggi la morte da morbillo coinvolge dai 30 ai 100 individui ogni 100.000 soggetti.

Il morbillo in Italia

morbillo in Italia

Da diversi decenni a questa parte, in Italia, ogni singolo caso di morbillo, deve essere notificato obbligatoriamente alle autorità che sono presenti nel territorio. In seguito alla forte epidemia avvenuta tra il 2002 ed il 2003, è stato istituito i Italia, un Sistema di Sorveglianza Speciale del Morbillo. In base a tale protocollo, il medico curante del malato, deve segnalare ogni caso sospetto di morbillo, alla ASL del proprio territorio o a quella più vicina, la quale, una volta ricevuta tale segnalazione, ha il dovere ed il compito di svolgere tutte gli esami di laboratorio che ritiene appropriate e comunicare i risultati al Ministero della Salute ed anche al Centro Nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute, che prende il nome di CNESPS.

Le cause e le specie di morbillo

cause e specie di morbillo

Come abbiamo introdotto, a determinare la comparsa del morbillo nell’essere umano è il virus che appartenente al genere Morbillivirus, che fa a parte a sua volta dell’ordine delle Mononegavirales. Il Morbillivirus è dotato di capside, ovvero dell’involucro esterno che protegge il virus da eventuali attacchi da agenti esterni, e possiedono come materiale genetico, un unico filamento di RNA.

Esistono moltissime specie di morbillo che possono colpire sia l’uomo che altri mammiferi e sono:

1. Il virus di cimurro canino
2. Il morbillivirus dei cetacei
3. Il virus del morbillo
4. Il virus della peste dei ruminanti piccoli
5. Il virus del cimurro delle foche
6. Il virus della peste bovina

Le modalità di trasmissione del morbillo

trasmissione del morbillo

Tramite la tosse e gli starnuti, le persone malate di morbillo espellono milioni di goccioline invisibili volatili. Tali goccioline contengono il virus, per tanto la loro inalazione da parte di persone che si trovano nelle vicinanze, determina la trasmissione dell’infezione. Una volta inalato il morbillo, questi si deposita a livello della bocca e dei polmoni, dove una volta qui tende a moltiplicarsi, fino a raggiungere una quota numerica talmente elevata che gli permette di diffondersi in altri parti dell’organismo umano. Tale trasmissione mediante le goccioline, rappresenta una delle modalità dirette più comuni di contagio e queste piccole particelle inoltre, si possono depositare anche su oggetti e mobili, che a loro volta diventano un altro mezzo di contagio. Le persone che toccano oggetti contaminati e che portano successivamente le mani in bocca o nelle vicinanze del naso, possono contrarre il morbillo con estrema facilità. Questa tipologia di trasmissione, viene definita indiretta, perché il soggetto non inocula le particelle infette direttamente, ma le trasmette al proprio apparato attraverso vie traverse. Una cosa molto importante da ricordare, e che le particelle infette da morbillo, sopravvivono sulle superfici o sopra gli oggetti solo pochissime ore, dopodiché muoiono e non sono contagiose.

I sintomi del morbillo

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La sintomatologia in presenza di morbillo inizia a manifestarsi dopo circa 10 giorni dal contagio, ovvero dal periodo di incubazione, e le manifestazione tipiche includono: raffreddore, naso che cola, occhi che lacrimano, palpebre gonfie, starnuti, sensibilità alla luce, febbre molto elevata, stanchezza generale, irritabilità, mancanza delle forze fisiche, dolore generale e malessere, tosse secca, comparsa di macchie grigio-biancastre sulla bocca e nella gola e perdita dell’appetito.

Tale sintomatologia ha una durata di circa una settimana, ma il segno caratteristico del morbillo è il rash cutaneo, conosciuto anche come eruzione cutanea, che si manifesta con la comparsa il tutto il corpo di macchie rossastre leggermente rialzate con grandezza variabile. Queste macchie per diffondersi sul resto del corpo impiegano circa due o tre giorni, mentre per la totale comparsa generalmente sono necessari dai 4 ai 7 giorni.

Vaccino e prevenzione per il morbillo

vaccino morbillo

Prevenire il morbillo oggi è molto semplice grazie al vaccino MPR che copre il malato anche dalla parotite e dalla rosolia. Questa vaccinazione deve essere eseguita durante l’infanzia tramite la somministrazione di due dosi. Il primo dosaggio viene eseguito a 12-13 mesi circa, e l’altro a 5 o 6 anni, solitamente poco prima che il bambino inizi le scuole elementari. Per le persone adulte non vaccinati ed anche per bambini, il vaccino non solo non è indispensabile, ma anche non previsto dalle norme sanitarie, ma lo può divenire qualora il rischio di contagio sia concreto. Due situazioni molto comuni che richiedono la vaccinazione per il morbillo straordinaria sono: un viaggio di nozze in zone altamente contaminate, oppure se un membro molto stretto della famiglia è affetto da tale malattia infettiva.