Insufficienza venosa, quando il sangue non affluisce bene verso il cuore

Con il termine insufficienza venosa, si vuole indicare una patologia determinata dalla difficoltà di ritorno sanguigno venoso dalla periferia del nostro organismo, verso il cuore.

insufficienza venosa

L’insufficienza venosa, ovvero la difficoltà di ritorno del sangue venoso periferico verso il cuore, è una patologia che determina l’aumento della pressione interna dei capillari, provocando a sua volta edema, oppure episodi di ipossia, ovvero mancanza di ossigeno, aumento dell’acido lattico nel sangue e la comparsa di vene ingrandite e tortuose che si vedono sulla superficie cutanea. Se tale patologia non viene curata, il paziente può lamentare una serie di sintomi, come dolore agli arti, pesantezza, gonfiore e la formazione di trombi. L’insufficienza venosa colpisce prevalentemente il 30% della popolazione femminile dei Paesi Occidentali.

Cos’è l’insufficienza venosa cronica

L’insufficienza venosa cronica, è una condizione medica che determina uno scarso ritorno venoso verso il cuore. Tale patologia può essere sia organica, ovvero quando alla base sono presenti delle alterazioni delle vene, che funzionale, ovvero quando le vene anche essendo integre e sane, sono sottoposte ad un eccessivo lavoro tanto da poter essere più in grado di garantire alla persona un ritorno adeguato di sangue. Il 5% della popolazione statunitense è affetta da tale patologia, ed ha assere maggiormente colpite sono le donne, con un rapporto di 2:1 rispetto al sesso maschile.

Quando una persona è affetta da insufficienza venosa cronica, sugli arti inferiori si possono visualizzare le vene varicose oppure le teleangectasie o la presenza di distrofie cutanee, mentre nei casi più gravi, si possono formare delle ulcere. La sintomatologia è caratterizzata da pesantezza delle gambe, gonfiore, prurito, e dolore crampiforme, che tende ad accentuarsi con l’arrivo della bella stagione.

L’invalidità nell’insufficienza venosa degli arti inferiori

Per valutare se un paziente è affetto da una patologia venosa invalidante, il medico legale deve svolgere tutti gli accertamenti prendendo in considerazione le caratteristiche anatomiche e funzionali degli arti inferiori, tendendo conto di alcune fattori:

1. Valutazione clinica
2. Misurazione del valore pressorio caviglia braccio, ovvero prendendo la pressione sia al braccio che alla gamba, apprezzando anche la pulsatilità tibiale e facendo il rapporto valore tra le due misurazioni. Quando il rapporto è 1, l’irrorazione degli arti inferiori è nei limiti, mentre se è inferiore ad 1, è presenza un’alterazione di rapporto tra la caviglia ed il braccio. Gli esami successivi per determinare se il paziente è invalido sono:

1. Esecuzione di eco-color-Doppler Periferico
2. Esecuzione di eco-color-Doppler dei tronchi sopraortici e dell’aorta addominale, che serve a valutare la multidistrettualità delle localizzazioni aterosclerotiche
3. Misurazione della capacità di marcia, ovvero tramite tale parametro si visulaizza la funzionalità dell’arteripatico e la conseguenza di disabilità al di fuori del danno anatomico.

Dermatite da stasi venosa

dermatite da stasi venosa

Con il termine dermatite da stasi venosa, si vuole indicare una forma di infiammazione cutanea importante, che tende a colpire il più delle volte le caviglie e gli arti inferiori di un soggetto. Viene chiamata così, perché nella maggior parte dei casi, a determinare tale disturbo, sono problemi di insufficienza venosa, che è a sua volta una patologia che rientra a far parte di tutte quelle condizioni cliniche determinate da sedentarietà ed inattività fisica.

La sintomatologia della dermatite da stasi non devono essere sottovalutate, per questo va trattata in maniera tempestiva ed adeguata, per prevenire patologie secondarie importanti anche molto dolorose e potenzialmente gravi, come ad esempio le ulcere o le infezioni di origine batteriologiche.

È vero che le creme per l’insufficienza venosa funzionano?

In presenza di insufficienza venosa importante, la cosmetica attualmente ha realizzato delle creme utili a contrastare la pesantezza ed il gonfiore, ma di certo, questi trattamenti non combattono il problema alla radice. Tali prodotti mostrano maggiori risultati quando il soggetto ha semplicemente qualche capillare rotto, dovuto ad indumenti molto stretti ad esempio, oppure ad un periodo prolungato in posizione eretta. Questi prodotti sono mirati al funzionamento corretto dalla microcircolazione sanguigna, andando ad alleviare la sintomatologia, ovvero gonfiore, pesantezza e segni antiestetici.

Tendenzialmente vengono realizzati con estratti naturali, come la centella asiatica, l’eucalipto e molti altri ancora, sostanze utili per rafforzare le pareti venose. A fronte di questo, possiamo confermare che le creme in presenza di insufficienza venosa importante, alleviano la sintomatologia, ma non risolvono il problema.

Arti inferiori ed insufficienza venosa

L’insufficienza venosa che colpisce gli arti inferiori, è caratterizzata molto spesso da gonfiore alle gambe in particolar modo alle caviglie, ma quando la patologia è più seria, tali manifestazioni possono essere invalidanti per il paziente, fino a compromettere la qualità della vita. Il quadro clinico in presenza di insufficienza venosa degli arti inferiori presenta:

1. Comparsa di macchie di colore scuro sulla pelle
2. Crampi ai polpacci, che esordiscono nelle ore notturne, compromettendo in questa maniera il normale sonno ristoratore e provocando irritabilità
3. Dilatazione delle vene superficiali
4. Forte dolore in corrispondenza della vena sia dilata che varicosa
5. Edema persistente nell’arto colpito che tende a scomparire in posizione sdraiata
6. Flebite nel 60% dei pazienti, ovvero infiammazioni delle vene superficiali
7. Formicolio alle gambe, gonfiore ed iperpigmentazione della pelle

Plesso emorroidario ed insufficienza venosa

plesso emorroidario ed insufficienza venosa

Come abbiamo introdotto precedentemente, l’insufficienza venosa provoca un rallentamento del flusso sanguigno e la dilatazione degli arti inferiori o superiori. Molto spesso tale fenomeno, può colpire il plesso emorroidario, perché le emorroidi, sono una manifestazione di insufficienza venosa, localizzata in una determinata zona anatomica ben precisa, ovvero il tratto finale del retto. Esso sono delle vene varicose a tutti gli effetti, e come tali, devono essere curate con la metodi sia farmacologici che chirurgici se necessario. Oltre a questo, le emorroidi, sono considerate una cartina tornasole, che indica le condizioni generali del sistema venoso di un individuo. Molto spesso chi ha le emorroidi infiammate, soffre di altre patologie come ad esempio le varici oppure il varicocele, due manifestazioni cliniche di insufficienza venosa che colpisce gli arti inferiori. Tale disturbo non deve essere sottovalutato, e la persona che ne è affetta, deve rivolgersi tempestivamente dal proprio medico, ed effettuare in tempi brevi una visita proctologica, per comprendere lo stadio della malattia e stabilire la cura farmacologica necessaria.