Flexiban: il miorilassante contro gli spasmi muscolari

Flexiban, grazie al suo principio attivo ciclobenzaprina cloridrato, è un miorilassante indicato per il trattamento degli spasmi di natura muscolare.

FlexibanFlexiban è un miorilassante, indicato quindi per ridurre la dolorosa, quando eccessiva, tensione dei muscoli (anche detta “spasmo muscolare”). La condizione di eccessiva tensione a danno dei muscoli può essere causata da:

  1. Traumi muscolari;
  2. Uno strappo muscolare;
  3. Compressioni o irritazioni di nervi della colonna vertebrale sia a livello della parte inferiore della schiena (radicolopatia lombosacrale), sia a livello del collo (radicolopatia cervicale);Flexiban
  4. Patologie a carico delle articolazioni (come l’artrosi, ad esempio);
  5. Patologia del tessuto fibroso di tendini, di muscoli e di legamenti (fibrosite).

Cosa fa Flexiban

L’alleviamento della sintomatologia di caratterizza per una riduzione della tensione dei muscoli, dei dolori che la caratterizzano, del senso di debolezza e delle limitazioni a carico dei movimenti. Nel complesso questi miglioramenti consentono una normale ripresa di tutte le attività del soggetto.

Controindicazioni di Flexiban

Quand’è che non dev’essere utilizzato Flexiban? Ad esempio se si è allergici alla ciclobenzaprina, che ne è il principio attivo, o ad un qualsiasi altro componente di questo farmaco. Oppure se si stia sotto cura con medicinali con azione inibitrice delle MAO, utilizzati per la cura della depressione (ed anche nel caso che si sia interrotto il trattamento con questi farmaci da meno di quindici giorni). Non si deve utilizzarlo se si è sofferenti di cuore (infarti, aritmia, blocchi atrio-ventricolari, disturbo della conduzione ed anche scompensi congestizi). Anche coloro che hanno problemi di natura tiroidea non devono assumere il medicinale.

Precauzioni per l’uso di Flexiban

Cosa occorre che si sappia prima di assumere Flexiban? In qualsiasi caso si debba ricorrere al Flexiban sarà meglio informarne prima il proprio medico o farmacista. E’ ancora più vivamente raccomandato di informare il proprio medico nel caso si siano avuti problemi cardiaci o circolatori (infarti, prolungamenti del tempo di conduzione, tachicardie sinusoidali ed aritmie), oppure se si abbia avuto un ictus, se si avvertono difficoltà nella minzione (come la ritenzione urinaria) o se si soffra di qualche problema agli occhi (glaucomi ad angolo chiuso, aumento della pressione oculare).

Flexiban per adolescenti e bambini

Sotto i quindici anni di età è sconsigliato l’utilizzo di Flexiban, perché per bambini ed adolescenti entro quest’età non se ne conoscono gli effetti.

Interazioni di Flexiban

Esitono alimenti e/o farmaci che ne possono modificare gli effetti? Si, ne esistono, per cui sarà necessario informare il proprio medico e/o il proprio farmacista nel caso si stiano, contemporaneamente, assumendo farmaci ad azione inibitrice delle MAO contro gli stati depressivi ed anche se se ne sia terminata l’assunzione da meno di quindici giorni, se si stiano utilizzando medicinali contro l’epilessia e l’insonnia del tipo dei barbiturici, perché gli effetti potrebbero esserne sensibilmente aumentati.

Interazioni di Flexiban con bevande, alimenti ed alcool

Gli effetti del Flexiban potrebbero essere sensibilmente aumentati dall’assunzione di bevande alcoliche.

Avvertenze

Flexiban in gravidanza e allattamento

Nel caso in cui si sia incinte, si sospetti di esserlo o si stia programmando una gravidanza, ed anche nel caso che ci si trovi in fase di allattamento al seno, è importante chiedere informazioni al proprio medico prima di assumere il Flexiban, Si eviti di usarlo durante una gestazione a meno che non sia stato il medico a prescriverlo perché lo ha ritenuto indispensabile. Anche durante un eventuale allattamento occorre usare prudenza: il medico saprà di certo consigliarvi per il meglio.

Utilizzo di macchinari e guida di autoveicoli

Non è consigliabile guidare autoveicoli ed utilizzare macchinari per i quali sia richiesta una attenzione particolare in quanto il Flexiban potrebbe diminuire l’attenzione e generare sensazioni di stanchezza.

Avvertenze

Nel Flexiban è contenuto del lattosio. Se si è intolleranti a taluni zuccheri, occorre contattare il medico che ha effettuato questa diagnosi prima di assumerlo.

Posologia e modi di utilizzoFlexiban

Assumere questo farmaco sempre e soltanto seguendo scrupolosamente le indicazioni del farmacista o del medico: in caso di dubbi consultarli immediatamente.

La posologia viene stilata dal medico a seconda della malattia e del suo stadio. Le dosi normalmente consigliate sono comprese tra i venti ed i quaranta milligrammi al dì, che dovranno essere assunte a più riprese durante le ventiquattro ore. La dose massima è, in ogni caso, di sessanta milligrammi al dì.

La posologia più frequentemente indicata è di dieci milligrammi 3 volte al dì.

Anche la durata della cura sarà indicata dal proprio medico curante: è in ogni caso sconsigliabile superare i quindici giorni di cura anche perché in genere le tensioni muscolari causate da problemi dei muscoli hanno durate abbastanza brevi.

In caso di sovradosaggio

Se si assume più Flexiban di quanto si dovrebbe, occorre avvertire immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino pronto soccorso, portando con se il bugiardino del medicinale.

Ecco parte della sintomatologia da sovradosaggio: stati confusionali temporanei, problemi nel concentrarsi, eventi di allucinazione visiva (tendono a scomparire presto), stati di agitazione, incremento dei riflessi involontari a carico dei tendini (iperreflessia), rigidità muscolare, febbre anche alta e vomito. Inoltre, a causa dei modi in cui il farmaco esplica i suoi effetti, il sovradosaggio può ingenerare una generale sensazione di sonnolenza, abbassare la temperatura corporea, favorire eventi di tachicardia ed altri scompensi a carico del battito cardiaco.

La sintomatologia si può completare con la dilatazione delle pupille, le convulsioni, ipotensione.

IL TEST PER SAPERE SE HAI L’ESAURIMENTO NERVOSO

Per sapere se è in corso un esaurimento nervoso, alcuni psicologici hanno messo a punto dei test indicativi, per valutare se, e a quale condizione, si ha questa problematica. Si tratta di una serie di domande valutative sullo stato psico-fisico del paziente. Sono debitamente suddivise in cinque categorie che abbracciano qualsiasi aspetto del momento della persona.

Si inizia con delle domande di stress fisico. Riguardano la stanchezza, il sonno, la difficoltà a riaddormentarsi ma anche l’attività fisica. Rinunciare all’attività fisica è infatti uno dei sintomi, che associato a altri, potrebbe indicare un esaurimento nervoso in corso. Anche il tipo di alimentazione può essere sintomatica. Così come un eccessivo consumo di caffè o di cibi pronti per mancanza di volontà nel preparare qualcosa che sia benefico e soddisfacente per se stessi.

La valutazione dello stress intellettuale è la seconda parte del test. Prevede domande che possano indicare al terapeuta informazioni sulla volontà della persona di migliorare e occupare la propria vita in modo positivo. Tra le domande vi sono quelle che riguardano le attuali letture del paziente, o anche gli hobbies. Questo in modo da comprendere se sia o meno interessato alla vota sociale. Anche l’interesse verso eventi culturali e non, fa parte del test. Così come altre domande che possono indicare se i paziente è cosciente della sua situazione.

TEST: TERZA E QUARTA PARTE

Il test sullo stress emozionale è la terza parte di questa sessione, che può essere fatta tranquillamente online. Le domande prevalenti concernono il proprio rapporto con le emozioni. Viene chiesto se, e per quanto tempo si è infelici. Se si hanno problemi a prendere decisioni. Se si è critici verso se stessi o verso gli altri.

La quarta sessione è sullo stress sociale, naturale evoluzione della sessione precedente. Qui vengono chieste informazioni riguardo il proprio rapporto con gli altri. Le domande sono sulla famiglia e sugli amici. Questo serve per capire se si è interessati verso queste persone. Se si ha voglia di frequentarle o meno. Anche i rapporti di interesse politico fanno parte di questa sessione. Questo per comprendere qual è il grado di partecipazione alla società.

L’ultima sessione riguarda il cosiddetto stress spirituale, che si concentra su rapporti più intimi con se stessi. Viene chiesto qual è il proprio rapporto con le bevande alcoliche e con medicinali ansiolitici o antidepressivi. Ma ci sono domande anche verso i propri obblighi, sia familiari che sociali.

SCALA DI HAMILTON

Il test di autovalutazione forse più riconosciuto a livello medico è la scala di Hamilton. È conosciuto con la sigla HDRS dall’acronimo inglese di Hamilton Depression Rating Scale.

Questo tipo di test, che può essere fatto online, è il più comune modo di valutare se un paziente è affetto da esaurimento nervoso. È un test semplice, e segue i primi test messi a punto dagli psichiatri. Ha avuto però un enorme successo, seppur con qualche riserva. Comunque è un punto fermo della depressione, ed è composta da 24 domande, incentrate sullo stato sentimentale e fisico del paziente. Ogni domanda si struttura su quattro o cinque livelli di gravità. Dai risultati lo psichiatra può determinare se vi sia in corso una forma di depressione più o meno grave con elementi anche psicotici. Questo può indicare qual è e se vi è una forma di esaurimento nervoso. Secondo l’inventore del test, Hamilton, la diagnosi deve essere raggiunta valutando sia i sintomi presenti, che quelli non presenti, in quanto quest’ultimo elemento riesce a portare all’esclusione di altre patologie. Inoltre lo stesso autore non indica il test come diagnostico. Questo proprio perché la valutazione va fatta anche sulla sintomatologia non presente.

IL TEST DI HAMILTON E L’AUTORE

Il test fu messo a punto nel 1960. Poi poi fu rivisto varie volte per migliorarlo in base all’esperienza e alla sperimentazione fin lì ottenuta.

Sempre secondo l’autore, per un risultato migliore, il test dovrebbe essere analizzato da due valutatori. Dovrebbe durare circa mezzora.

Naturalmente il test ha l’obbiettivo primario di stabilire se vi sia una depressione, di cui l’esaurimento nervoso è spesso il primo stadio. Il test può essere dunque indicativo quando, in prima battuta, lo psichiatra riesce a individuare con una probabile certezza lo stato esaurimento, e intende valutare se questo si è già evoluto nella fase depressiva o se rientra in una lieve forma di stress.