La curcuma: come coltivarla in casa

La curcuma si coltiva tranquillamente nel vaso, a temperature elevate e senza pesticidi. Una volta raccolto, il tubero può essere polverizzato e usato in cucina.

curcuma in polvere e fresca

La curcuma è una pianta molto importante nella cucina indiana, nonché anche benefica per il corpo. Viene utilizzata non solo nelle preparazioni culinarie, ma anche sotto forma di estratti e pomate, per la cura della pelle e patologie anche più gravi.

Originaria dell’India, e dei paesi limitrofi. Ne esistono moltissime varietà, anche se la più interessante è la curcuma longa, parte fondamentale per la preparazione del famoso curry. Viene anche descritta come “zafferano delle Indie”, per il colore giallo-arancio della sua radice. È questa la parte utilizzata sia in cucina che nella fitoterapia, per il suo contenuto di curcumina. La radice della curcuma è un tubero, come la patata, ed è una spezia. Fa parte della famiglia delle Zingiberaceae.

L’ambiente per coltivare la curcuma

Se proviamo a coltivarla in casa, o in giardino, dobbiamo tener conto del suo ambiente originario. L’India è certamente un paese prevalentemente caldo, e per questo la pianta non sopporta il freddo. Anche gli altri paesi dove cresce, Vietnam, Sri Lanka e altri, sono caldi e umidi.

Se avete intenzione di coltivarla in giardino, dovrete fare molta attenzione, e faticare un po’ di più. In casa invece, è tutto molto più semplice, grazie ai riscaldamenti. Infatti si suggerisce una coltivazione al chiuso, piuttosto che in giardino. Nel caso voleste coltivarla all’aperto, dovrete dissotterrare il tubero in autunno inoltrato, e proteggerlo al caldo. Oppure tenerla comunque in vaso, per metterla in casa durante la stagione fredda. Il Meridione è certamente la parte d’Italia migliore per la sua coltivazione.

Attenzione al freddo

coltivare la curcuma

Il pericolo maggiore per la curcuma sono le gelate primaverili, ma la pianta rischia già sotto i 12 °C. Le migliori temperature vanno dai 20 e i 35° C. Rispettando sempre il clima originario, la pianta ha bisogno di molta acqua durante la bella stagione. Umidità e caldo sono fondamentali, in particolare in primavera-estate. La raccomandazione, trovandoci di fronte ad un tubero, è quella di non farlo marcire. Il terreno deve essere quindi ben drenato, senza acqua stagnate. Mettete dei sassolini sul fondo del vaso, e annaffiate solo quando il terreno non è umido.

Iniziare a coltivare la curcuma

Come detto, la curcuma è una pianta che ha radici tuberose, e per questo la sua coltivazione parte proprio dal rizoma a tubero. Oggi, questa è facilmente reperibile in molti negozi specializzati. Viene coltivata nei vivai, per scopi ornamentali, o in esercizi commerciali per il benessere. Il suo acquisto dunque, è semplice, sia come rizoma che come pianta già pronta.

Possiamo dunque partire da questi due stati per scegliere la coltivazione a noi più congeniale. Per quel che riguarda la pianta già pronta, naturalmente è tutto molto semplice. Basta rispettare le temperature del suo ambiente naturale. Per la coltivazione, non ci sono particolari problemi, seguendo i nostri suggerimenti.

Dato il suo ambiente naturale, la curcuma va piantata sempre in primavera. In casa invece, in ambiente caldo, il periodo si estende a tutto l’anno. Il rizoma va posto a mezzo centimetro di profondità, a inizio primavera. La pianta potrà così fiorire per tutta la bella stagione. Con l’autunno inoltrato, cadranno i fiori e si seccheranno le foglie.

Per quel che riguarda gli antiparassitari, la curcuma è una pianta libera dagli insetti e dai parassiti. Quindi non vanno utilizzati prodotti chimici, e questo consente un ulteriore vantaggio. Non utilizzate fertilizzanti chimici, ma solo terreni ricchi di minerali. La curcuma garantisce un consumo naturale al 100 per cento.

Raccolta e conservazione dei tuberi

conservazione dei tuberi

Come detto, la parte della pianta che viene sfruttata in cucina è il tubero. Questo va dissotterrato e poi conservato per il consumo. La raccolta del tubero deve avvenire durante il ciclo di riposo della pianta. Questo periodo corrisponde chiaramente a quello invernale, o al massimo prima della fioritura. Dopo l’estate, quando le foglie sono secche, potrete dissotterrare i tuberi, per usarli in cucina.

Potrete altre sì tagliarli e conservarne una parte per la coltivazione successiva. Il tubero, esternamente, ricorda lo zenzero fresco, ma all’interno è di colore molto più acceso. Una volta raccolto, il tubero va messo ad asciugare per almeno 30 giorni, prima di essere consumato. Tenetelo in un posto arieggiato e una volta pronto, chiudetelo ermeticamente. Potrete anche frullarlo e ridurlo in polvere. La conservazione va fatta al buio e a temperature attorno ai 14°C.