Bulging discale: che cosa è, cosa si rischia e come intervenire

Che cosa è il bulging discale, quali sono le sue caratteristiche e in che modo è possibile intervenire terapeuticamente per trovare un miglior benessere.

Il bulging discale è una protrusione che consiste nella rottura delle fibre interne dell’anulus, con conseguente spostamento del nucleo all’interno di tali crepe. Il disco si sposta pertanto dalla sua posizione anatomica originaria, provocando un restringimento del canale e un appiattimento della faccia anteriore del sacco durale.

bulging discale

Purtroppo, una simile condizione non è certo priva di fastidi e di dolori, visto e considerato che quando i nucleo protrude verso la parte posteriore dell’anello, le fibre del nervo sinus vertebrale vengono stirate, con conseguente dolore acuto nel paziente. E, come vedremo, non è questa l’unica conseguenza di un simile scenario.

Sintomi: come riconoscere la protrusione

I sintomi della protrusione dipendono dal grado e dall’ampiezza della fissura dell’anulus. Il primo grado consiste nella rottura delle fibre più interne e nella protrusione del disco oltre l’anello, fino allo spazio epidurale anteriore. Nonostante ciò, in questa condizione il paziente di norma non avverte alcun sintomo.

Se anche nella protrusione di secondo grado non vi sono particolari fastidi, il bulging discale diventa doloroso a partire dal terzo grado, quando il nucleo inizia a penetrare fino a quasi la parte esterna dell’anello. È in questo grado che il paziente avverte mal di schiena e sciatalgia, oltre che una contrattura che lo induce a inclinarsi verso il lato contrario a quello del dolore.

Che cosa è il bulging discale

Ad ogni modo, il “vero” e proprio bulging discale è una condizione parzialmente diversa da quella sopra introdotta, per la quale si dovrebbe più comunemente parlare di protrusione. Il bulging discale  è invece una discopatia che si verifica nel caso in cui il nucleo polposo si disidrata, e l’altezza del disco si riduce, con la conseguenza che l’anello che circonda il nucleo si espande verso l’esterno. Il disturbo è generalmente asintomatico.

Cause del bulging discale

Il bulging discale di norma colpisce le persone in età avanzata, sebbene non si può certamente escludere che il problema possa interessare anche i più giovani. I sintomi possono essere avertiti in misura varia, ma ciò non impedisce di fare attività fisica salvo naturalmente il caso in cui il bulging sia di terzo grado.

Terapie e rimedi per il bulging discale

Il rimedio più comune per poter trattare il bulging discale è rappresentato dalla fisioterapia, che può ridurre la pressione del disco sul nervo e l’infiammazione lombare. È dunque opportuno rivolgersi ad un osteopata, che possa sbloccare le articolazioni, sciogliere le contratture e ridurre la compressione nervosa.

Una mano d’aiuto è inoltre esercitata anche da parte dello sport. Tra le attività fisiche più utili c’è sicuramente il nuoto, unanimemente considerato come la disciplina più utile per poter contrastare il bulging discale lombare. Di contro, causa della compressine e dei “traumi” esercitati, risulta essere sconsigliata la corsa.

Per quanto concerne invece la prevenzione del bulging discale cervicale, di solito si consiglia di praticare degli esercizi di corretta postura, considerato che proprio la cattiva postura è la principale determinante che può favorire la fuoriuscita del disco dalla sua posizione naturale, con conseguente sciatalgia, o dolori più localizzati alla schiena.

Intuibilmente, la riconduzione della giusta terapia non potrà che essere effettuata ad opera del medico curante, che potrebbe prescrivere diverse azioni correttive a seconda della gravità e della patologia del paziente. La cura medicinale più utilizzata è comunque l’utilizzo di medicine a base di cortisone, per via orale.

Antinfiammatori per bulging discale

Tra le altre terapie segnaliamo anche la somministrazione di antinfiammatori come il Voltaren, molto diffuso sul mercato italiano e generalmente in grado di garantire dei buoni risultati. Nel caso in cui i trattamenti sopra anticipati non dovessero essere sufficienti per poter risolvere la situazione e garantire al paziente un pronto benessere, con il medico si valuterà un intervento in sala operatoria.

Valutata l’ampiezza di caratteristiche e di casistiche potenzialmente affrontabili, il nostro consiglio non può che essere quello di parlarne apertamente e tempestivamente con il proprio medico, evitando di sottovalutare il problema e procrastinando così l’assunzione di quei provvedimenti che vi permetteranno di poter migliorare il contesto di riferimento.